Keith Haring in mostra al Museo di Roma a Palazzo Braschi

da | 28 Lug 2026 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Foto: Icons, Keith-Haring©Keith Haring Foundation, Courtesy of Nakamura Keith Haring Collection

Aprirà il 6 ottobre 2026 e resterà fino all’11 aprile 2027 ia Museo di Roma a Palazzo Braschi la grande mostra dedicata a Keith Haring, una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l’immagine in messaggio universale.

La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l’arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: “Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti”. Questa convinzione resta al centro della mostra.

Il percorso espositivo
Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso espositivo raccoglie oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all’artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.
L’esposizione si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l’impegno politico e sociale, il corpo e l’energia vitale, l’arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale. Dentro questo racconto, l’Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.

La sezione iniziale ricostruisce proprio questa geografia attraverso opere e documenti legati a Napoli, Milano e Pisa: dai poster per Lucio Amelio e per la Galleria Salvatore Ala al Poster for Pisa, memoria del percorso che condusse al murale Tuttomondo, fino alla Motorcycle dipinta dall’artista a Roma nel 1984. Roma entra in mostra con un nucleo fotografico dedicato agli interventi del 1984: al Palazzo delle Esposizioni, in occasione di Arte di frontiera. New York Graffiti, e sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni, lungo la linea A della metropolitana tra Flaminio e Lepanto. Opere effimere, poi cancellate, che le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino restituiscono come tracce del passaggio romano di Haring, nel contesto di Palazzo Braschi.

Street Art & Art in Transit entra nel cuore della pratica urbana di Haring: il segno nasce come intervento veloce, diretto, quasi performativo. Accanto ai Subway Drawings – tra cui Subway Drawing (Nativity), Untitled Subway Drawing (Free South Africa) e Subway Drawing (TV dog) – i sette pannelli Untitled (FDR Drive #10-#16) sono tra i nuclei più forti della mostra: lamiere dipinte a spray nel 1984 lungo la grande arteria dell’East Side di Manhattan.
Completa la sezione il cofano d’auto Three Amigos, 1982.

Political & Social Resonance riunisce opere e poster in cui l’immagine diventa forma di presa di parola pubblica. Antirazzismo, apartheid, disarmo nucleare, prevenzione dell’AIDS, diritti LGBTQ+, violenza, droga e tecnologia attraversano lavori come USA 19-18, Untitled (Man with Six Arms), Free South Africa, Crack Down!, Safe Sex! e i poster per ACT-UP e AIDS Hotline, fino a The Blueprint Drawings, memoria dei primi anni newyorkesi e testamento visivo pubblicato poco prima della morte.

Radiant Eros – Celebrate Life esplora il corpo, il desiderio e la gioia di essere vivi attraverso movimento, colore ed energia. Tra le opere principali figurano i cinque Untitled del 1983, le tavole Bad Boys, il Poster for the Legend of Lily Overstreet e il monumentale Untitled (1984). Qui il corpo diventa simbolo di libertà, connessione e celebrazione.

Art Is for Everybody riflette la convinzione, centrale in tutta la vita di Keith Haring, che l’arte appartenga a tutti; la sezione rivela il desiderio dell’artista di rendere l’arte accessibile e gioiosa. Opere tridimensionali come Curling Dog e Untitled (Three Dancing Figures, Version B), insieme a Luna Luna, sono presentate accanto ai poster per il Montreux Jazz Festival e Lucky Strike. La sezione comprende anche il Mural for the Mount Sinai Hospital, creato appositamente per i bambini.

La sezione Symbolic Imagery & Religion raccoglie il nucleo più simbolico e spirituale: piramidi, totem, icone e immagini apocalittiche rivelano l’interesse di Haring per segni antichi, culture non occidentali, religione, morte e trasformazione. Tra le opere e le serie esposte figurano Growing 3, Growing 5, Apocalypse, Totem, Pyramid, Chocolate Buddha, Icons, Andy Mouse e Altarpiece: The Life of Christ (1990), realizzata poco prima della morte dell’artista.

Il percorso sarà accompagnato da un articolato programma didattico pensato per i giovani e per le scuole, con attività capaci di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio immediato, inclusivo e partecipativo dell’artista.

«Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione. Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l’arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. Il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un’occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita» dichiara Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.

La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Premium Partner Fineco.

Info: Museo di Roma a Palazzo Brasch Roma, Piazza San Pantaleo, 10 – Piazza Navona, 2
dal 6 ottobre 2026 -all’11 aprile 2027. Dal martedì alla domenica ore 10:00-19:00. tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)