“I Concorsi Clementini di architettura 1702 – 1869 ”, recita il sottotitolo dell’interessante e bella mostra aperta a Palazzo Carpegna fino al 25 luglio 2026. Curata da Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli è stata promossa e organizzata dall’Accademia Nazionale di San Luca sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Una mostra storica, importante, che analizza e pone a confronto ben centoquaranta disegni realizzati dai partecipanti ai concorsi nelle tre classi di architettura durante le trentacinque edizioni del concorso che si tennero dal 1702 al 1869.
Papa Clemente XI Albani istituisce il premio
Si chiamava “Concorso de’ Premij”, venne poi detto “Clementino” in onore del Papa che lo istituì, l’urbinate Clemente XI Albani. Salito al soglio pontificio nel 1700 all’età di 51 anni era destinato a lasciare il segno come patrono delle arti. Mecenate e collezionista Papa Albani durante il suo pontificato sostiene il processo di trasformazione dell’Accademia di San Luca d.a corporazione di artisti a istituzione di rilievo internazionale in particolare tramite Carlo Maratti.
All’Accademia elargisce consistenti somme di denaro, le cerimonie di premiazione si tenevano in Campidoglio con festeggiamenti e premi. Durante il suo pontificato si tennero dodici edizioni del concorso dal 1702 al 1716. Un’iniziativa di grandissimo spessore culturale quella di Papa Albani che testimonierà per oltre un secolo e mezzo attraverso il lavoro progettuale dei concorrenti la storia dell’architettura. Una lunga storia improntata dal disegno architettonico di rilievo e soprattutto di progetto.
I disegni elaborati dai concorrenti, giovani italiani e forestieri, la “studiosa Gioventù del Disegno”, di diversa formazione ma con la comune ambizione di vincere il premio assegnato dal Pontefice e dalla prestigiosa Accademia di San Luca, sono l’espressione della cultura accademica e l’interpretazione della cultura architettonica italiana ed europea con le sue contraddizioni ma anche con la vitalità propria di chi cerca nuove strade, espressione della cultura del tempo e degli strumenti grafici. a disposizione.
La mostra
Un lascito di straordinario interesse in modo particolare per gli addetti ai lavori, ma non solo. Il disegno di architettura “travalicava gli aspetti funzionali diventando espressione della cultura progettuale di un tempo ben individuato che ritorna in tutta l’esposizione , dagli strumenti grafici, necessario compendio tecnico per gli architetti, ai libri, ai ritratti degli accademici in vario modo coinvolti”.
Come tutte le mostre anche questa può essere visitata per un determinato periodo, ma per glì appassionati e gli addetti ai lavori si può andare oltre. Infatti, in base alle regole dei concorsi tutto il materiale prodotto è stato conservato ed è possibile consultare quello storico attraverso il sito www.concorsiclementiniarchitettura.org. Si potranno vedere le riproduzioni digitali di tutti i. disegni archiviati per anno di edizione dei concorsi insieme ai profili biografici dei concorrenti. Ma anche dei pontefici, dei principi dell’Accademia e soprattutto dei premiati.
In totale dal 1702 anno del primo “Concorso de’Premij” voluto da Papa Albani nel 1869 all’ultimo del 1843, noto anche come Concorso Clementino Pellegrini, si tennero trentacinque edizioni della competizione riservata i giovani nelle tre arti, pittura, scultura e architettura.
In totale i disegni di architettura dei concorrenti svolti dai premiati dal 1702 al 1869 sono 976 e di questi 507 sono relativi alle prove di concorso di prima classe. C’era l’obbligo per i vincitori di lasciare i loro elaborati all’Accademia, mentre a chi non aveva avuto alcun riconoscimento venivano restituiti.
Gl elaborati dei vincitori, 197, venivano esposti al pubblico in occasione della premiazione e utilizzati in seguito come materiale didattico. Essendo però molto fragili, redatti su carta e con inchiostri di modesta qualità si sono rovinati. Non ci sono quindi i disegni di tutti i vincitori.
Per conservare questa preziosa documentazione a metà dell’800 l’intera collezione dei disegni di
architettura dei Concorsi Clementini venne rilegata in album subendo qualche danno.
Ma fortunatamente alla fine del Novecento l’Accademia di San Luca ha aderito al progetto “Lineamenta” ideato e diretto da Elisabetta Kieven per la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte di Roma rendendo possibile la catalogazione, lo studio, la riproduzione digitale e quindi la libera visualizzazione on line dei disegni di architettura italiana anche del XVII e X VII secolo. E anche ad alta definizione dei disegni dei Concorsi Clementini.
Roma Palazzo Carpegna Fino al 25 luglio 2026







