Un robot chirurgico per svelare i segreti della Buona Ventura di Caravaggio

da | 8 Mag 2026 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Al via alla Pinacoteca dei Musei Capitolini nuove indagini diagnostiche con il sistema robotico “Aramis”, che analizzerà pigmenti e tecniche esecutive per ricostruire le trasformazioni subite nel tempo dalla celebre opera di Caravaggio e fornire maggiori informazioni sul dipinto soggiacente

Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini di Roma è in corso una nuova campagna di indagini diagnostiche sulla Buona Ventura di Caravaggio. Il progetto utilizza un innovativo sistema MA-XRF integrato con un robot chirurgico, adattato per la prima volta allo studio delle opere d’arte. L’obiettivo è approfondire la tecnica esecutiva del dipinto e indagare la presenza di una composizione pittorica soggiacente, probabilmente una Madonna con Bambino, già emersa in precedenti indagini radiografiche e ancora oggi oggetto di studio da parte degli storici dell’arte.

Un robot chirurgico per l’arte: come funziona il sistema “Aramis”

Il sistema utilizzato per le analisi combina uno scanner macro a fluorescenza a raggi X (MA-XRF) con un braccio robotico “medical grade”, progettato originariamente per operazioni chirurgiche a distanza. La tecnologia, ribattezzata “Aramis”, permette di guidare con precisione micrometrica una sorgente di raggi X lungo la superficie del dipinto, adattandosi in tempo reale alla morfologia della tela.
Attraverso la fluorescenza ai raggi X, i ricercatori possono ottenere mappe chimiche ad alta risoluzione dei pigmenti utilizzati dall’artista. Il robot chirurgico, completamente non invasivo, consente di far emergere dettagli invisibili a occhio nudo, come pentimenti, modifiche e disegni nascosti sotto la superficie.
“Questa tecnologia, usata qui per la prima volta, consentirà di raggiungere zone difficilmente accessibili con scanner tradizionali bidimensionali – spiega Luca Tortora, ricercatore INFN e professore dell’Università Roma Tre -. I vantaggi sono molteplici: l’ingombro è minimo e consente al pubblico di continuare a fruire dell’opera durante le indagini”.

La Buona Ventura e il mistero del dipinto soggiacente

La Buona Ventura, realizzata da Caravaggio alla fine del Cinquecento e conservata presso la Pinacoteca dei Musei Capitolini di Roma, rappresenta uno dei primi capolavori dell’artista e testimonia il suo interesse per le scene tratte dalla vita quotidiana.
L’opera raffigura una zingara che legge la mano a un giovane cavaliere e gli sfila un anello dal dito. Le radiografie eseguite negli anni Settanta avevano, però, già evidenziato la presenza di una composizione sottostante, identificata da alcuni studiosi come una possibile Madonna con Bambino. Oggi, le nuove indagini potrebbero fornire dati decisivi per chiarire attribuzione, tecnica e cronologia dell’opera nascosta.
“Testare il robot chirurgico su un dipinto come questo è fondamentale per comprendere più a fondo la storia della composizione soggiacente e le trasformazioni che l’opera ha subito nel tempo”, afferma Costanza Barbieri, responsabile del progetto EAR WP2.

Un robot chirurgico al servizio del patrimonio culturale: il progetto EAR

La campagna diagnostica nasce dalla collaborazione tra INFN Sezione Roma Tre, Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, Sovrintendenza Capitolina e Accademia di Belle Arti di Roma. L’iniziativa rientra nel progetto PNRR EAR – Enacting Artistic Research ed è inoltre parte delle attività di CHNet, la rete dell’INFN dedicata allo sviluppo di tecnologie applicate al patrimonio culturale.
Le indagini, che coinvolgono un team multidisciplinare formato da fisici, storici dell’arte, restauratori e ricercatori specializzati nei beni culturali, si inseriscono in un più ampio progetto di studio che ha coinvolto anche opere di grande rilievo storico-artistico, tra cui il Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio.
L’obiettivo non è soltanto tutelare le opere e garantirne la conservazione, ma anche sviluppare sofisticati strumenti diagnostici capaci di offrire dati inediti sulle tecniche esecutive, sui materiali pittorici e sulle trasformazioni subite dai dipinti nel corso del tempo.