Restauro 2026: a Ferrara il salone internazionale tra innovazione, tutela e Made in Italy

da | 5 Mag 2026 | Arte e Cultura

“Articolo aggiornato l’8 maggio 2026 con le novità emerse dalla conferenza stampa di presentazione tenuta il 7 maggio nella Sala degli Arazzi del Comune di Ferrara.”

Dal 12 al 14 maggio Ferrara Expo ospita la trentunesima edizione del Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali. Oltre cento appuntamenti, settanta operatori internazionali da diciotto Paesi, un focus inedito sull’intelligenza artificiale e un’area dedicata alle eccellenze artigianali del Made in Italy.

C’è un paradosso antico al cuore della cultura italiana. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, il patrimonio pubblico culturale e ambientale del paese supera i 1.100 miliardi di euro: 58 siti UNESCO, più di Cina e Germania, oltre quattromila musei, 600 aree archeologiche, 85mila chiese soggette a tutela. Eppure la spesa pubblica destinata alla cultura si attesta attorno all’1,6% del PIL, ben al di sotto della media europea del 2,3%, e il dibattito sulle risorse da destinare alla tutela del patrimonio resta uno dei più accesi del settore.

È in questo scenario che ogni anno Ferrara diventa per tre giorni il centro del mondo della conservazione. Dal 12 al 14 maggio 2026, Ferrara Expo ospita la XXXI edizione di RESTAURO, il Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, con un’edizione rinnovata negli spazi, nel calendario e nelle ambizioni.

Un hub che cambia pelle

La prima novità è di calendario. Per la prima volta nella sua storia trentennale, il Salone si svolge da martedì a giovedì, anticipando la tradizionale programmazione fieristica e trasformando il cuore della settimana lavorativa in un laboratorio di idee. Cambia anche la geografia interna degli spazi. Al Padiglione 3 prenderà vita il Saper Fare Italiano, un’area dedicata alle eccellenze artigianali applicate al restauro, con dimostrazioni pratiche su superfici decorate, stucchi, legno e mosaico.

Nel Padiglione 4 si installerà invece il Ministero della Cultura, con uno spazio istituzionale in cui i Dipartimenti DiVa e DiT presenteranno progetti, buone pratiche e aggiornamenti sugli interventi finanziati dal PNRR. Digitalizzazione, accessibilità, formazione e sicurezza nei cantieri saranno i filoni principali degli incontri. Come sottolinea Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo, RESTAURO è «uno spazio dinamico di confronto e aggiornamento, dove tradizione e innovazione si incontrano per dare impulso a nuovi approcci alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale».

I grandi cantieri come specchio del presente

La giornata inaugurale del 12 maggio si aprirà con gli Stati Generali del Restauro. Il tema scelto, I grandi cantieri nel restauro contemporaneo, non è casuale. I finanziamenti straordinari degli ultimi anni, a partire dal PNRR con i suoi 4,2 miliardi destinati al settore culturale, hanno moltiplicato il numero e la scala degli interventi in corso, mettendo sotto pressione paradigmi teorici e pratici che il settore dava per consolidati. Come si gestisce un cantiere aperto al pubblico? Come si conciliano i tempi delle soprintendenze con quelli dell’impresa? Sono domande concrete, a cui il Salone cercherà risposte con esperti e personalità internazionali. Nel pomeriggio della stessa giornata si svolgerà la Giornata di Studi dedicata al restauro della Cattedrale di Ferrara, organizzata dal Comitato Tecnico Scientifico. Un confronto diretto tra enti territoriali, ricercatori universitari e progettisti coinvolti nei processi di conservazione del monumento.

Dall’intelligenza artificiale al cinema ritrovato

Tra le novità dell’edizione 2026 figura un approfondimento dedicato all’intelligenza artificiale applicata al restauro: tecniche di rilievo, diagnostica predittiva, analisi delle superfici pittoriche. Un campo in rapida evoluzione che la comunità scientifica guarda con interesse crescente, pur senza abbandonare la necessaria cautela metodologica. Altrettanto atteso è lo spazio di L’Immagine Ritrovata, laboratorio nato sotto l’impulso della Fondazione Cineteca di Bologna, che porta in fiera la propria esperienza nel restauro cinematografico. Pellicole, materiali fotografici, acquisizioni tridimensionali: il patrimonio audiovisivo è una delle frontiere meno esplorate della conservazione. In programma anche la presentazione del nuovo Centro Renato Zangheri per la conservazione e il restauro del cinema e della fotografia.

Le storie che il Salone racconta

Alcune delle presenze più interessanti parlano attraverso casi concreti. Il FAI presenterà i risultati di un restauro lungo sei anni: la Quadreria del Salone dei Savoia al Castello di Masino, a Caravino, in provincia di Torino. Oltre novanta ritratti sei e settecenteschi di personaggi delle corti europee hanno richiesto il lavoro coordinato di conservatori, architetti, storici dell’arte ed esperti di diagnostica. Un esempio di restauro come pratica interdisciplinare, di cui il FAI mostrerà anche il documentario che ne ha seguito tutte le fasi.

La Valle d’Aosta porterà a Ferrara due interventi recenti: il restauro dell’Arco d’Augusto di Aosta e il recupero delle facciate interne del Castello di Issogne. Due cantieri che raccontano come una piccola regione possa fare della tutela del patrimonio una politica culturale coerente. Lo Stato Maggiore dell’Esercito, attraverso il proprio Ufficio Storico, sarà presente con uno stand istituzionale e tre seminari dedicati alla protezione dei beni culturali nei conflitti armati e alla conservazione del patrimonio museale militare.

Formare chi verrà dopo

Uno dei pilastri dell’edizione è la formazione. Formedil animerà uno spazio di dimostrazioni pratiche con attività interattive pensate per coinvolgere gli studenti. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri proporrà invece incontri dedicati alla riduzione del rischio sismico per gli edifici storici e al ruolo dell’ingegneria strutturale negli interventi di conservazione. Il restauro, lo si ribadisce ogni anno a Ferrara, non è una disciplina chiusa su sé stessa: si nutre di competenze trasversali e di dialogo continuo tra saperi diversi. Sul piano internazionale, il supporto del Ministero degli Affari Esteri e di ICE Agenzia garantirà la partecipazione di circa cinquanta delegati provenienti da oltre quindici paesi.

Oltre cento appuntamenti, cinquanta delegati internazionali, un calendario rinnovato. Ferrara si prepara a tre giorni intensi, in cui la conservazione del patrimonio smette di essere una questione tecnica e torna a essere ciò che è sempre stata: una scelta di civiltà.

Dalla conferenza stampa: Europa Nostra, settanta delegati e il PNRR secondo la Galleria Borghese

Il 7 maggio, nella Sala degli Arazzi del Comune di Ferrara, la conferenza stampa di presentazione ha aggiunto dettagli e novità rilevanti al quadro già delineato. A presentare l’edizione sono intervenuti il presidente di Ferrara Expo Andrea Moretti, l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli, la responsabile del Salone Alessandra Atti, Cristina Ambrosini per la Regione Emilia-Romagna, Emanuela Storchi per la Soprintendenza e Carla Di Francesco, presidente regionale FAI per l’Emilia-Romagna e membro del Comitato Tecnico Scientifico.

La prima notizia riguarda la dimensione internazionale, che cresce sensibilmente rispetto alle edizioni precedenti. La delegazione straniera sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e da ICE Agenzia conta quest’anno settanta operatori provenienti da diciotto Paesi: Brasile, Bulgaria, Cina, Cipro, Cuba, Etiopia, Francia, Georgia, Giordania, Kosovo, Libano, Libia, Messico, Siria, Stati Uniti, Tunisia, Ucraina e Uzbekistan. Il programma della delegazione prevede anche visite a cantieri e siti di rilievo in Emilia-Romagna: la Basilica di San Domenico a Bologna, la Chiesa dei Teatini di Ferrara, la Rocca Brancaleone e il Mausoleo di Teodorico a Ravenna.

La seconda novità è di peso istituzionale. Per la prima volta nella storia del Salone, Europa Nostra partecipa come partner ufficiale. Fondata nel 1969 e oggi presente in oltre quaranta Paesi, l’organizzazione è la principale voce della società civile europea per la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, e contribuisce attivamente alla definizione delle politiche comunitarie in materia. Giovedì 14 maggio presenterà i Premi Europei per il Patrimonio Culturale – i cosiddetti Europa Nostra Awards – sostenuti dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea. L’ingresso di Europa Nostra tra i partner ufficiali segnala una volontà precisa: proiettare il Salone oltre la dimensione fieristica nazionale, verso un ruolo di piattaforma di riferimento per le politiche europee sulla conservazione.

La seconda novità è di peso istituzionale. Per la prima volta nella storia del Salone, Europa Nostra partecipa come partner ufficiale. Fondata nel 1969 e oggi presente in oltre quaranta Paesi, l’organizzazione è la principale voce della società civile europea per la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, e contribuisce attivamente alla definizione delle politiche comunitarie in materia. Giovedì 14 maggio presenterà i Premi Europei per il Patrimonio Culturale – i cosiddetti Europa Nostra Awards – sostenuti dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea. L’ingresso di Europa Nostra tra i partner ufficiali segnala una volontà precisa: proiettare il Salone oltre la dimensione fieristica nazionale, verso un ruolo di piattaforma di riferimento per le politiche europee sulla conservazione.

L’assessore Gulinelli ha colto l’occasione per allargare lo sguardo sulla città ospitante, ricordando come Ferrara stia attraversando una stagione di cantieri culturali parallela a quella del Salone: dal restauro delle grandi tele di Giuseppe Avanzi alla Certosa al recupero di Palazzo Prosperi Sacrati, di Palazzo Massari – destinato alle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – e del Teatro Cinema Boldini, fino alla nuova sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza a Casa della Patria. «Il Salone è il contesto giusto per raccontare anche il delicato lavoro di conservazione che si compie lontano dai riflettori», ha detto Gulinelli. «È un’occasione per mostrare come tutela del patrimonio e offerta culturale si sostengano a vicenda».