Pubblicato il bando internazionale per selezionare due équipe di restauratori che lavoreranno sulle ventiquattro tele monumentali di Peter Paul Rubens dedicate a Maria de’ Medici. Lavori al via in autunno
Il Louvre annuncia il più ambizioso restauro mai realizzato dal Dipartimento di Pittura: al centro del progetto le ventiquattro monumentali tele di Peter Paul Rubens dedicate a Maria de’ Medici. Il ciclo sarà ritirato dall’esposizione per quattro anni a partire dall’autunno. È già in corso la gara d’appalto per selezionare due équipe di restauratori specializzati.
Al Louvre un restauro senza precedenti
Il progetto segna una svolta nella storia conservativa del Louvre. Le ventiquattro tele, che coprono una superficie complessiva di circa 293 metri quadrati, verranno restaurate direttamente all’interno del museo parigino, nella sala 801 dell’ala Richelieu, trasformata per l’occasione in un laboratorio.
L’intervento rappresenta la più grande impresa mai affrontata dal Dipartimento di Pittura. Il ciclo di Maria de’ Medici è infatti la più importante commissione affidata a Rubens, realizzata tra il 1622 e il 1625 nel momento di massima fama dell’artista.
Il ciclo di Maria de’ Medici
Il ciclo di Maria de’ Medici, commissionato dalla regina di Francia per celebrare il proprio ruolo politico e dinastico, costituisce uno dei vertici assoluti della pittura barocca europea. Le ventiquattro tele raccontano, attraverso un articolato linguaggio allegorico, gli episodi principali della vita della sovrana. Dalla nascita al consolidamento del potere, la narrazione combina eventi storici e riferimenti mitologici.
Realizzato originariamente per il Palais du Luxembourg, il ciclo fu concepito come un percorso unitario, studiato in relazione alla luce naturale e all’architettura della galleria, con una sequenza narrativa che guidava lo sguardo dello spettatore lungo le pareti. Oggi rappresenta uno dei nuclei più prestigiosi del Louvre e una testimonianza fondamentale della cultura figurativa e politica dell’Europa del XVII secolo, dove arte, propaganda e celebrazione dinastica si fondono in un unico, grandioso progetto visivo.
Gara d’appalto e organizzazione dei lavori
Il Louvre ha già pubblicato il bando internazionale per individuare due équipe di restauratori che lavoreranno in parallelo. L’assegnazione è prevista entro giugno, mentre l’avvio del cantiere è fissato per l’autunno.
L’intervento durerà circa quattro anni e sarà supervisionato da un comitato scientifico internazionale, con il supporto del Centro francese di ricerca e restauro dei musei. Il progetto è sostenuto economicamente dalla Société des Amis du Louvre, che ha destinato circa quattro milioni di euro all’operazione.
Perché restaurare il ciclo di Rubens
Le analisi condotte negli ultimi anni hanno evidenziato uno stato conservativo critico. Già nel 2016 il Louvre aveva segnalato condizioni non soddisfacenti, poi confermate da studi successivi nel 2020 e nel 2023.
I problemi principali riguardano l’ingiallimento delle vernici dovuto all’ossidazione e la presenza evidente di ritocchi effettuati in restauri precedenti. In alcuni casi si registrano anche distacchi della pellicola pittorica e fragilità strutturali dei supporti, elementi che compromettono la leggibilità delle opere. L’ultimo restauro di ampia portata risale agli anni Cinquanta del Novecento: quello annunciato oggi rappresenta quindi il primo grande intervento sul ciclo dopo oltre settant’anni.
L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la conservazione nel lungo periodo, dall’altro recuperare l’equilibrio cromatico originale, restituendo piena coerenza visiva all’intero ciclo.
Al Louvre il cantiere del restauro diventa laboratorio di ricerca
Il restauro offrirà anche nuove opportunità di studio. Le opere saranno sottoposte a indagini scientifiche avanzate, tra cui imaging multispettrale e analisi dei pigmenti, già avviate negli studi preliminari più recenti.
Tutte le fasi dell’intervento verranno documentate in modo sistematico. Questo lavoro contribuirà ad ampliare la conoscenza delle tecniche di Rubens e delle trasformazioni subite nel tempo. La Galleria dei Medici resterà chiusa durante i lavori, mentre lo spazio sarà completamente riconfigurato per accogliere le attività di restauro.







