Restauro 2026: innovare per conservare a Ferrara Expo

da | 25 Mar 2026 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali torna a Ferrara dal 12 al 14 maggio. Tre giorni per il futuro del restauro, tra tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale

Dal 12 al 14 maggio 2026 Ferrara Expo ospita Restauro 2026, la XXXI edizione del Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali. Tre giorni di incontri, mostre e workshop in cui professionisti, istituzioni, imprese e operatori del settore si confronteranno per analizzare le sfide legate alla conservazione del patrimonio culturale e individuare soluzioni sempre più innovative, efficaci e sostenibili.

Un hub strategico per il settore dei beni culturali

Anche quest’anno il Salone del Restauro 2026 favorirà il confronto tra competenze diverse per promuovere un approccio integrato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale. Professionisti, aziende, enti pubblici e giovani talenti condivideranno esperienze e metodologie, contribuendo a costruire una visione comune del restauro contemporaneo.
Il Salone si presenta ancora una volta come un laboratorio dinamico fondato sulla collaborazione tra ricerca scientifica e applicazione pratica. Un modello che consente di affrontare in modo efficace le trasformazioni in atto nel settore, dalle nuove tecniche diagnostiche all’organizzazione sostenibile dei cantieri, con un’attenzione crescente alla sicurezza, all’efficienza e all’innovazione tecnologica.

Nuovi spazi espositivi tra innovazione e tradizione

Il Salone del Restauro 2026 introduce un layout espositivo rinnovato, progettato per migliorare l’esperienza dei visitatori e facilitare le opportunità di networking. Il Padiglione 3 ospiterà “Saper fare Italiano”, uno spazio dedicato alle eccellenze artigianali, dove tradizione e innovazione si incontrano attraverso dimostrazioni pratiche e laboratori dal vivo. Qui il pubblico potrà osservare da vicino tecniche di restauro applicate a superfici decorate, legno, mosaico e materiali storici, in un percorso pensato per valorizzare il ruolo dei maestri artigiani e sottolineare l’importanza del Made in Italy nel panorama internazionale.
Tra i temi chiave della XXXI edizione, grande attenzione sarà dedicata anche alle nuove tecnologie, con un’analisi sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle tecniche di rilievo e diagnostica applicate al restauro. A queste si affiancheranno momenti di riflessione su sostenibilità ambientale e sicurezza nei cantieri.

Partnership istituzionali e respiro internazionale

Anche per l’edizione 2026, il Ministero della Cultura parteciperà al Salone del Restauro con un ampio spazio istituzionale nel Padiglione 4. Qui presenterà progetti, buone pratiche e interventi legati anche al PNRR, promuovendo incontri su digitalizzazione, accessibilità e formazione.
La partecipazione si svilupperà attraverso la sinergia tra il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale (DiT), che favoriranno il confronto tra istituzioni e operatori del settore.
A sostenere la dimensione internazionale contribuiranno il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ICE Agenzia, che incentiveranno la partecipazione di delegazioni estere qualificate. Sono attesi circa 50 delegati provenienti da oltre 15 Paesi.
Accanto al MiC, parteciperanno inoltre, Assorestauro, Intesa Sanpaolo e Formedil.

Il programma del Salone del Restauro 2026

Il programma culturale del Salone del Restauro 2026 prevede oltre 100 appuntamenti tra convegni, seminari e workshop. L’apertura sarà affidata agli Stati Generali del Restauro, dedicati ai grandi cantieri contemporanei, un tema che riflette l’importanza dei recenti investimenti e la necessità di aggiornare modelli teorici e operativi.
Tra gli eventi principali, un ruolo centrale avrà la giornata di studi sul restauro della Cattedrale di Ferrara, che riunirà enti territoriali, università e progettisti, offrendo un confronto diretto tra i diversi attori coinvolti nei processi di pianificazione e intervento.
Il programma includerà anche mostre, presentazioni e focus tematici. L’Università di Ferrara proporrà esposizioni dedicate ai risultati delle proprie attività di ricerca, mentre istituzioni e fondazioni presenteranno casi studio per offrire una visione completa e aggiornata delle pratiche contemporanee nel campo della conservazione.

Formazione e ricerca guidano il futuro della conservazione

La formazione rappresenta uno dei pilastri del Salone del Restauro 2026. Le attività di Formedil e delle scuole edili porteranno in fiere dimostrazioni pratiche e momenti interattivi, coinvolgendo attivamente gli studenti. Il Salone promuoverà inoltre l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, facilitando l’ingresso dei giovani nel settore e contribuendo alla formazione di nuove figure specializzate.
L’edizione 2026 valorizzerà anche il contributo della ricerca, incentivando il dialogo tra discipline diverse – dall’ingegneria alla storia dell’arte – per affrontare in modo integrato le sfide del restauro. Università, centri di ricerca e istituzioni collaboreranno allo sviluppo di soluzioni innovative per una tutela più efficace, sostenibile e consapevole del patrimonio culturale.