Banksy, Reuters svela l’identità dello street artist più misterioso al mondo

da | 17 Mar 2026 | Arte e Cultura

Dietro lo pseudonimo ci sarebbe Robin Gunningham, poi registrato come David Jones: l’inchiesta ricostruisce spostamenti e collaborazioni e riaccende il dibattito sull’anonimato come tutela dell’artista e della sua arte

Banksy potrebbe non essere più soltanto un nome senza volto. Dietro il più celebre street artist contemporaneo ci sarebbe infatti Robin Gunningham, writer nato a Bristol nel 1973 e in seguito registrato anche con il nome di David Jones. A sostenerlo è una lunga inchiesta pubblicata da Reuters, che ricostruisce identità, spostamenti e rete professionale dell’artista attraverso documenti, fotografie, video e testimonianze raccolte sul campo.

L’ipotesi Robin Gunningham

L’inchiesta di Reuters riprende una pista già emersa nel 2008, quando alcune ricostruzioni avevano indicato proprio in Robin Gunningham la possibile identità di Banksy.
Oggi l’indagine dell’agenzia internazionale torna su quella ipotesi e la rafforza grazie ad un approfondito lavoro giornalistico che incrocia documenti, immagini e testimonianze raccolte sul campo, ampliando il quadro delle informazioni già emerse negli anni e delineando con maggiore precisione il contesto personale e professionale legato alla figura di Banksy.
Secondo la ricostruzione proposta da Reuters, Gunningham avrebbe successivamente assunto il nome di David Jones. La scelta di uno dei nomi più diffusi nel Regno Unito avrebbe contribuito a rendere più difficile l’identificazione pubblica dell’artista, proprio negli anni in cui il fenomeno Banksy si affermava progressivamente sulla scena internazionale.

Dall’Ucraina le tracce che hanno riaperto l’inchiesta

Il punto di partenza dell’indagine è rappresentato dalle opere apparse in Ucraina alla fine del 2022 e successivamente rivendicate dallo stesso Banksy sui suoi canali ufficiali. Reuters ha concentrato una parte decisiva del lavoro proprio sui murales comparsi in alcune località colpite dall’invasione russa. I reporter hanno visitato i luoghi in cui sono apparse le opere, in particolare l’area di Horenka, raccogliendo testimonianze tra i residenti e ricostruendo i movimenti delle persone presenti nella zona in quei giorni. L’agenzia ha inoltre analizzato fotografie e filmati riconducibili all’artista – spesso realizzati con il volto coperto o ripreso di spalle – ed esaminato documenti pubblici già emersi nel tempo. Nel complesso, l’inchiesta presenta una ricostruzione basata su riscontri convergenti che collegano la comparsa delle opere alla presenza, nell’area, di persone vicine all’artista.

Robert Del Naja e i legami con la scena di Bristol

L’inchiesta riporta in primo piano anche il nome di Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, più volte indicato in passato tra i possibili volti dietro Banksy e ritenuto ora da Reuters tra i collaboratori più stretti dell’artista. Secondo la ricostruzione dell’agenzia, i due avrebbero condiviso parti del percorso creativo e collaborato in varie occasioni.
Alcune coincidenze tra le tournée dei Massive Attack e la comparsa di nuove opere di Banksy in diverse città del mondo erano già state segnalate in passato. Del Naja, nato anch’egli a Bristol, ha inoltre dichiarato più volte di conoscere Banksy e di condividere con lui interessi e riferimenti culturali.

Banksy e il sistema economico costruito intorno alle opere

Un altro asse dell’inchiesta Reuters ricostruisce il sistema che negli anni ha regolato autenticazioni, vendite e tutela delle opere di Banksy, oggi al centro di un circuito che produce valore, muove interessi economici significativi e alimenta un collezionismo di fascia molto alta.
Attraverso l’analisi di documenti pubblici e registri societari, l’indagine descrive una struttura articolata nata per controllare la circolazione dei lavori, limitare la diffusione dei falsi e garantire l’autenticità delle opere immesse sul mercato internazionale. In questo contesto emerge il ruolo centrale di Pest Control Office, l’organismo incaricato di certificare ufficialmente le opere dell’artista.

Il valore dell’anonimato nel progetto di Banksy

Nonostante la mole dei riscontri raccolti, il caso resta aperto. I rappresentanti dell’artista, contattati da Reuters, hanno contestato l’esattezza di molte informazioni contenute nell’inchiesta senza però fornire ulteriori precisazioni. Che la si consideri risolutiva o meno, l’indagine solleva comunque una questione che va oltre il nome e il cognome. Da un lato il giornalismo svolge il proprio ruolo quando ricerca la verità, verifica i fatti e ricostruisce responsabilità. Dall’altro, svelare l’identità dell’autore significa intervenire su una componente essenziale del progetto artistico di Banksy: l’anonimato come spazio di libertà e protezione per un’arte capace di lanciare messaggi di protesta spesso forti e dirompenti. Se confermata, questa ricostruzione potrebbe dunque infrangere l’unica difesa che finora ha protetto l’artista e la sua arte.