Gli scavi, avviati nell’area destinata alla realizzazione di uno studentato, riportano alla luce tombe monumentali e sepolture di età imperiale
Una nuova porzione della necropoli di via Ostiense è emersa nel sottosuolo di Roma durante indagini di archeologia preventiva, nel quadrante di San Paolo Fuori le Mura. Gli scavi, avviati nell’area destinata alla realizzazione di uno studentato, hanno portato alla luce un articolato complesso funerario di età imperiale con mausolei, edifici sepolcrali e una successiva area di sepolture a fossa. Il rinvenimento aggiunge nuovi dati sulla topografia della necropoli e sull’evoluzione delle pratiche funerarie tra il II e il IV secolo d.C.
La scoperta durante le indagini archeologiche preventive
Gli archeologi della Soprintendenza Speciale di Roma hanno individuato la nuova area della necropoli durante le attività di archeologia preventiva lungo la via Ostiense, un’antica arteria che collegava la capitale al porto di Ostia.
Proprio lungo questa strada, già dall’età repubblicana, si sviluppò una vasta necropoli destinata alle sepolture dei cittadini romani e, nonostante la forte urbanizzazione del quartiere, il sito si è conservato in modo sorprendente e offre ora nuovi elementi per ricostruire l’organizzazione del complesso funerario.
Edifici funerari monumentali per l’élite romana nella Necropoli Ostiense
Il settore più antico della nuova area della necropoli di via Ostiense presenta un complesso di strutture funerarie monumentali databili non oltre il II secolo d.C., riferibili con ogni probabilità a famiglie appartenenti ai ceti più elevati della società romana.
Le indagini archeologiche hanno portato alla luce un nucleo di cinque edifici sepolcrali a pianta quadrangolare con copertura a volta, ai quali si affianca un sesto edificio orientato diversamente rispetto agli altri, elemento che suggerisce una pianificazione architettonica articolata e non casuale.
Nel complesso, la disposizione degli ambienti sembra indicare un’organizzazione dello spazio attorno a un cortile interno. Gli archeologi interpretano gli edifici come colombari, ovvero ambienti funerari progettati per ospitare urne cinerarie collocate all’interno di nicchie ricavate lungo le pareti.
Inoltre, le prime porzioni delle camere sepolcrali emerse durante lo scavo rivelano intonaci affrescati con motivi vegetali, stucchi ornamentali e piccole edicole decorate con figure della tradizione funeraria romana.
Una seconda area funeraria tra III e IV secolo
Alle spalle delle tombe monumentali, attribuibili a una committenza di alto rango come suggeriscono la qualità degli apparati decorativi e la complessità delle soluzioni architettoniche, si sviluppa un secondo settore della necropoli di via Ostiense, databile tra il III e il IV secolo d.C. Questo spazio documenta un cambiamento significativo sia nelle pratiche funerarie sia nella composizione sociale della comunità.
Accanto alle sepolture dell’élite romana compare, infatti, una necropoli più modesta, riconducibile a gruppi sociali meno abbienti. In questa area gli archeologi hanno individuato fosse scavate direttamente nella terra, spesso prive di oggetti di corredo; in molti casi i defunti venivano deposti uno sopra l’altro, segno di un uso intensivo dello spazio funerario.
Nuovi dati sulla topografia funeraria dell’antica Roma
Il rinvenimento della nuova area della necropoli rappresenta un contributo importante per lo studio della topografia funeraria della Roma antica. Lo scavo ha già portato alla luce ulteriori ambienti in laterizio, tra cui un’aula absidata e uno spazio con resti di pavimentazione a mosaico.
Questi elementi suggeriscono la presenza di edifici ancora sepolti e indicano una pianificazione complessa dell’area funeraria. La prosecuzione delle indagini potrebbe restituire epigrafi, oggetti di corredo e rivestimenti pavimentali utili per ricostruire la storia del sito.
Secondo gli archeologi, il complesso potrà offrire nuove informazioni sugli aspetti antropologici, epigrafici e di cultura materiale legati alla grande necropoli sviluppatasi lungo la via Ostiense tra età repubblicana e tarda antichità.
Giuli: “Un’altra importante testimonianza della Necropoli Ostiense”
“La Necropoli Ostiense, una delle più estese dell’antica Roma, ci regala un’altra importante testimonianza che, grazie alla Soprintendenza Speciale di Roma del Mic, verrà tutelata, studiata, valorizzata senza impedire il progetto di un nuovo studentato e anzi con l’auspicio di rendere i ritrovamenti visitabili”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“Questo rinvenimento conferma la straordinaria complessità del patrimonio archeologico della città, che continua a emergere anche nei contesti interessati da trasformazioni urbane – ha aggiunto Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma –. La qualità delle strutture, l’organizzazione degli spazi e la ricchezza degli apparati decorativi rappresentano un’importante occasione di approfondimento scientifico”.







