Louvre sfortunata, tra stanze allagate, frode alla biglietteria e furto. Scioperi continui

da | 18 Feb 2026 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il Louvre continua a soffrire. Oltre al furto di ottobre e alla frode alla biglietteria, ora si è aggiunta la rottura della tubatura della caldaia che ha allagato alcune aree. Danneggiate anche opere italiane.

Dal furto del 19 ottobre (quando sparirono 88 milioni di euro in gioielli), per il Louvre sembra non esserci quiete. Ora è il turno di un grande allagamento e di una imponente frode sui biglietti, del valore di circa 10 milioni di euro. Un grande peccato per il museo più famoso al mondo, fiore all’occhiello della cultura e dell’arte nostrana. Ricordiamo infatti che tra le più importanti opere italiane, il Louvre ospita la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, le Nozze di Cana (Veronese), due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova e Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David. E ricordiamo anche che le origini della struttura sono molto lontane, pertanto il lavoro di tutela deve essere costante in ogni suo aspetto. Il Palazzo del Louvre è il frutto di una serie di costruzioni realizzate nel corso degli ultimi 800 anni. Si ipotizza che un primo edificio su cui si realizzò poi il museo fu una struttura che serviva da fortezza, edificata tra il 1190 e il 1202 sotto il regno di Filippo II, allo scopo di difendere Parigi dalle incursioni normanne, pertanto va da sé capire quanta evoluzione e cambiamenti ci siano stati e quanta manutenzione costante sia necessaria.

L’allagamento

A quanto riferito da Bfm, la perdita d’acqua è dovuta alla rottura di una tubatura ai piani superiori con l’acqua che ha raggiunte le stanze 706 e 707, che sono state interdette al pubblico, dove sono conservate opere come “Il calvario con San Domenico in preghiera” del Beato Angelico e “Il cristo benedicente” di Bernardino Luini. Il soffitto ottocentesco realizzato dal pittore Chalres Meynier nel 1819, un affresco intitolato “Il trionfo della pittura francese, apoteosi di Poussin, Le Sueur e Le Brun”, è stato pesantemente danneggiato, pertanto la chiusura al momento è a tempo indeterminato. Come conferma la direzione del museo: “Questa notte, alle 23.30, una perdita d’acqua, proveniente da un tubo di alimentazione della caldaia, in un locale tecnico, ha causato danni al soffitto della sala 707, all’ingresso del dipartimento dei dipinti, nell’ala Denon. I pompieri sono immediatamente intervenuti e la perdita è stata fermata a mezzanotte e dieci”. Non è la prima volta che parti del museo si allagano per problemi tecnici, anzi è la seconda volta in pochi mesi che si verificano disastrose perdite d’acqua. A novembre si era allagata la Biblioteca delle Antichità Egizie e diversi documenti e opere furono danneggiati e sempre a novembre erano state chiuse una galleria di antichità greche e diversi uffici per la fragilità strutturale di alcune travi su uno dei lati del cosiddetto quadrilatero Sully.

La frode sui biglietti

Il disastro dell’allagamento giunge a un solo giorno dall’annuncio dello stesso museo di essere stato oggetto di un’operazione di polizia che ha smantellato una rete di frode sui biglietti “di ampia portata” costata almeno 10 milioni di euro. L’operazione, che è avvenuta in seguito a una “segnalazione del Louvre”, come ha precisato un portavoce del museo, ha portato all’arresto di nove persone tra le quali “ci sono anche due dipendenti del Louvre, guide turistiche, nonché una persona sospettata di aver organizzato la rete”. Le indagini sono iniziate nel dicembre 2024 dopo che il Louvre aveva segnalato la «frequente presenza al museo di una coppia di guide cinesi, che facevano entrare fino a 20 gruppi di turisti connazionali al giorno riutilizzando più volte gli stessi biglietti per persone diverse». Il Louvre stima così il danno subito in oltre 10 milioni di euro nel corso di un periodo di una decina di anni. Sarebbero stati sequestrati 957mila euro in contanti, di cui 67mila euro in valuta estera, e 486mila euro su diversi conti bancari, ma la procura ritiene che i sospettati abbiano investito buona parte del ricavato della frode in immobili “sia in Francia che a Dubai”.

Gli scioperi

Il malcontento generale ha portato anche a ripetuti scioperi da parte dei lavoratori che protestano contro condizioni di lavoro sempre più degradate e mezzi insufficienti. Da metà dicembre, il Louvre è rimasto completamente chiuso per ben quattro volte e, a giorni alterni, alcune sale non sono accessibili. Christian Galani, rappresentante sindacale della Cgt, denuncia un “clima di sfiducia interna, rafforzatosi negli ultimi mesi”: ancora la scorsa settimana oltre 300 dipendenti si sono riuniti in assemblea generale, e hanno votato all’unanimità per proseguire lo sciopero indetto il 15 dicembre. “Manca un impegno concreto” per quanto riguarda il riallineamento degli stipendi di alcuni dipendenti, ha dichiarato Galani. Impegno che invece è stato ottenuto per il personale addetto all’accoglienza e alla sicurezza.