L’Ecce Homo attribuito all’artista bolognese del ‘600 da Mauro Di Ruvo a Domenico Zampieri, detto il Domenichino, è stato presentato al pubblico sabato 31 gennaio nel Palazzo Vescovile di Melfi (Potenza) e visitabile fino al 22 febbraio. Il Cristo vale oltre quattro milioni di euro e afferma Di Ruvo che è l’unico esemplare iconografico del Domenichino in Italia e in Europa.
Di Ruvo ha identificato un dipinto arrivato anonimo da Napoli a Melfi in una collezione privata, visibile al Museo Diocesano senza archiviazione o schedatura. Già restaurato, era datato primo Seicento. Il soggetto era riconoscibile, ma non la paternità. Di Ruvo ha identificato l’artista bolognese, allievo dei Carracci, e ne ha rintracciato l’area di provenienza napoletana, dopo indagini filologiche e stilistiche.
Il critico d’arte aggiunge che è un Ecce Homo atipico, che riprende la tradizione e l’innovazione di Caravaggio della solitudine del Cristo davanti a Ponzio Pilato, ma la traduce in una scena di estasi spirituale.
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