Furto del Louvre: al via il restauro della corona dell’imperatrice Eugenia

da | 9 Feb 2026 | Arte e Cultura

A quattro mesi dalla rapina che ha scosso il Louvre e il mondo dell’arte, il museo parigino torna a far parlare di sé con le immagini della corona dell’imperatrice Eugenia, danneggiata durante il colpo dello scorso 19 ottobre.

Il prezioso diadema, simbolo del Secondo Impero francese, era stato sottratto dalla vetrina della Galerie d’Apollon ma perso dai ladri durante la fuga. Oggi appare visibilmente deformato, schiacciato e “disarticolato”, ma – rassicura il museo – in larga parte intatto e completamente restaurabile. Secondo quanto comunicato dal Louvre, la struttura “leggera e flessibile” della corona ha subito una torsione violenta per essere estratta attraverso una fessura troppo stretta praticata nella teca, per poi essere danneggiata da un forte impatto. «La forma è stata alterata, ma gli elementi costitutivi sono quasi tutti presenti», spiegano i responsabili del museo. Il restauro si concentrerà dunque sul ripristino dell’armatura originaria: la montatura dovrà essere rimodellata, non ricostruita.

Realizzata nel 1855 per l’imperatrice Eugenia de Montijo, consorte di Napoleone III, la corona fu commissionata al gioielliere di corte Alexandre-Gabriel Lemonnier. L’opera è un capolavoro dell’arte orafa ottocentesca: otto aquile d’oro si alternano a palmette di gemme, per un totale di 1.354 diamanti e 56 smeraldi. Dopo il furto, risultano mancanti una decina di piccoli diamanti e una delle aquile decorative. Nove diamanti e quattro palmette, staccatisi durante l’azione, sono stati recuperati. Restituita al dipartimento degli Oggetti d’arte dopo gli accertamenti della polizia giudiziaria, la corona sarà ora affidata a un restauro definito dal Louvre di «carattere simbolico e inedito». A supervisionare l’intervento sarà un comitato di sei esperti guidato dalla presidente-direttrice del museo, Laurence des Cars.

Il furto in pieno giorno

Il danneggiamento della corona è la conseguenza diretta di uno dei furti più clamorosi nella storia recente dei musei europei. La mattina del 19 ottobre 2025, a museo aperto e sotto gli occhi dei passanti, quattro individui a volto coperto hanno raggiunto le finestre della Galerie d’Apollon utilizzando un montacarichi parcheggiato lungo la Senna. Una volta all’interno, hanno usato smerigliatrici per tagliare i vetri delle teche e impossessarsi dei gioielli della Corona di Francia.

L’azione è durata pochi minuti. I ladri sono poi fuggiti in scooter, lasciandosi dietro proprio la corona di Eugenia. I quattro presunti membri del commando sono stati fermati nelle settimane successive, ma gran parte dei gioielli rubati resta ancora introvabile: tra questi la tiara di perle e diamanti dell’imperatrice, una spilla a fiocco da corsage sempre appartenuta a Eugenia, e la parure di zaffiri legata alle figure di Maria Amelia e della regina Ortensia. Il valore complessivo del bottino è stato stimato intorno agli 88 milioni di euro.

Un restauro simbolico, tra arte e ferite della storia

Il recupero della corona e la decisione di restaurarla hanno un forte valore simbolico. Non si tratta soltanto di riparare un oggetto prezioso, ma di restituire al pubblico un frammento di storia francese e della memoria imperiale europea. La scelta di intervenire senza ricostruzioni invasive, limitandosi a rimodellare la struttura originaria, riflette l’approccio contemporaneo al restauro: conservare le tracce del tempo senza cancellarne la vicenda materiale.

Allo stesso tempo, il furto ha aperto un acceso dibattito sulla sicurezza dei grandi musei. Il Louvre è stato oggetto di critiche internazionali e di rilievi da parte della Corte dei Conti francese, che ha accusato la direzione di aver privilegiato negli anni operazioni d’immagine a scapito degli investimenti strutturali, inclusi quelli per la sicurezza. Laurence des Cars, alla guida del museo dal 2021, è stata più volte convocata da una commissione parlamentare d’inchiesta. Lo scorso dicembre, anche i sindacati interni hanno proclamato uno sciopero a oltranza, denunciando carenze di personale e il deterioramento delle condizioni di lavoro.

Il ritorno al pubblico

Se il restauro andrà come previsto, la corona dell’imperatrice Eugenia tornerà visibile al pubblico non solo come capolavoro di oreficeria, ma anche come testimone silenziosa di una ferita recente. Un oggetto sopravvissuto a un furto rocambolesco che, paradossalmente, ne ha rafforzato il valore simbolico e narrativo. Per il Louvre e per i suoi visitatori, sarà il segno tangibile che anche l’arte, quando colpita, può essere curata senza perdere la propria storia.