Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Splendido esempio di diplomazia culturale”
Nel quadro delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, al Museo Nazionale della Cina a Pechino sono aperte al pubblico due importanti mostre dedicate alla cultura italiana: Pompei e Andrea Palladio. Un doppio progetto espositivo che racconta, attraverso archeologia e architettura, il patrimonio culturale italiano inserendolo in un dialogo culturale che attraversa secoli di storia, arte e architettura. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli: “Queste due mostre rappresentano uno splendido esempio di diplomazia culturale”.
Pompei in mostra a Pechino
La mostra ‘Pompei. Un’eterna scoperta’ va in scena dal 4 febbraio al 10 ottobre 2026 e ricostruisce oltre due secoli e mezzo di ricerche sulla città vesuviana, ripercorrendo la storia degli scavi dal 1748 fino alle più recenti campagne archeologiche. Attraverso reperti, documenti, immagini e apparati multimediali, il percorso espositivo restituisce l’evoluzione delle metodologie di indagine e di conservazione, offrendo al pubblico una lettura dinamica e aggiornata di uno dei siti archeologici più celebri al mondo.
I tesori del MANN a Pechino
Come riporta l’Ansa, sono circa cinquanta i preziosi tesori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli a essere presenti alla mostra. Solo per citare qualche esempio: il cinghiale della Casa pompeiana del Citarista, la Venere Lovatelli ‘a colori’, un cantharos d’argento e un rilievo votivo attico.
Una rete per Pompei
L’esposizione è promossa dal Museo archeologico nazionale di Napoli e dal Parco archeologico di Pompei ed è realizzata in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e il Museo Nazionale della Cina, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia in Cina e dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.
Andrea Palladio in Cina
Accanto a Pompei, la mostra ‘Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo’ esplora l’eredità teorica e progettuale di Andrea Palladio, figura centrale della cultura architettonica europea. Il percorso mette in luce il dialogo tra l’architettura palladiana e i modelli dell’antichità classica, evidenziando come i principi di proporzione, equilibrio e armonia abbiano influenzato profondamente lo sviluppo del linguaggio architettonico occidentale. Disegni, modelli e apparati interpretativi accompagnano il visitatore alla scoperta di un pensiero che, ancora oggi, continua a ispirare architetti e studiosi in tutto il mondo.
Uno sguardo inedito su Palladio
Il progetto offre uno sguardo inedito su Palladio come architetto nel suo tempo e presenta disegni e modelli delle opere affiancati da ponti, mappe antiche, schizzi, strumenti agricoli e immagini della vita urbana e rurale. Oltre al Palladio Museum, tra gli enti prestatori figurano i Musei Civici e la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, i Musei Civici di Bassano del Grappa, il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma – con il celebre Capriccio con edifici palladiani di Canaletto – e la Biblioteca Nazionale della Cina.
Dialogo tra il pensiero architettonico orientale e occidentale
Le opere delle collezioni del Museo Nazionale della Cina arricchiscono il percorso espositivo, rivelando significative affinità tra il pensiero architettonico orientale e occidentale. In questo dialogo simbolico, lo Yingzao Fashi (‘Norme per le costruzioni’) è idealmente accostato al celebre trattato di Palladio ‘I quattro libri dell’architettura’, pubblicato a Venezia nel 1570. In via eccezionale, la mostra presenta la copia dei Quattro Libri portata in Cina da Matteo Ricci all’inizio del Seicento e da allora conservata alla Biblioteca Nazionale a Pechino.
La squadra per Palladio
Con la curatela congiunta italiana – del Centro Internazionale di Studi Andrea Palladio – e cinese, la mostra è realizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, in collaborazione con il Museo Nazionale della Cina, il Complesso museale della Pilotta, il Palladio Museum di Vicenza e Treccani.
Dialogo culturale tra Italia e Cina
Le due mostre rappresentano un importante momento di scambio culturale internazionale, rafforzando il dialogo tra Italia e Cina attraverso il patrimonio storico, artistico e scientifico. Pompei e Palladio diventano così strumenti di racconto universale: testimonianze di civiltà, conoscenza e creatività capaci di parlare a pubblici diversi, oltre i confini geografici e temporali.
Gli attori della cerimonia inaugurale
Alla cerimonia inaugurale, hanno partecipato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il Ministro del Turismo cinese Sun Yeli e il Direttore del Museo Nazionale, Luo Wenli.
Alessandro Giuli: “Esempio di diplomazia culturale”
Ha affermato il Ministro Alessandro Giuli durante la cerimonia inaugurale, alla presenza del Ministro della Cultura e del Turismo cinese, Sun Yeli, e del Direttore del Museo Nazionale, Luo Wenli: “Queste due mostre sono la brillante affermazione della condivisione della conoscenza e rappresentano uno splendido esempio di diplomazia culturale. Pur nella loro diversità, le esposizioni dialogano tra loro come due capitoli di un unico grande racconto: quello della civiltà italiana nel suo continuo confronto con il mondo. Il racconto degli scavi di Pompei e il genio di Andrea Palladio sono tasselli del grande mosaico dell’identità culturale italiana. Siamo orgogliosi di presentarli in questo prestigioso museo al pubblico di Pechino e della Cina”.
Una stretta collaborazione
A margine dell’inaugurazione, il Ministro Giuli ha fatto il punto con l’omologo cinese, Sun Yeli, sulle principali collaborazioni culturali in corso e in programma tra Italia e Cina, in particolare nei settori museale, musicale e operistico, dello spettacolo, del contrasto al traffico illecito di beni culturali e del gemellaggio di Siti UNESCO, così come nel contesto del Forum delle Antiche Civiltà e del Forum culturale Italia-Cina. Il Ministro Giuli ha successivamente preso parte, presso la Sala Concerti della Città Proibita, alla rappresentazione di una edizione speciale dell’opera ‘Il Barbiere di Siviglia’, curata dal Rossini Opera Festival e sostenuta anche dal Ministero della Cultura.







