Iniziata la manutenzione straordinaria del Giudizio universale. Per circa tre mesi, il capolavoro di Michelangelo riceverà un meticoloso intervento di pulitura.
A trent’anni dallo storico intervento concluso nel 1994, oggi con la fase del montaggio del ponteggio in Cappella Sistina, è ufficialmente iniziata la manutenzione straordinaria del Giudizio universale. Michelangelo iniziò a dipingere le scene nell’estate del 1536 e le completò nell’autunno del 1541: oltre 180 metri quadrati di superficie dipinta e 391 figure che raccontano, con forza drammatica e profondità teologica, il destino ultimo dell’umanità. Oggi, per circa tre mesi, il sommo capolavoro dell’autore sarà oggetto di un intervento di pulitura. La Cappella Sistina resterà sempre aperta, continuando ad accogliere fedeli e visitatori, mentre, dietro un telo riproducente ad alta definizione l’immagine dello stesso Giudizio, i restauratori del Laboratorio di restauro dipinti e materiali lignei dei Musei Vaticani effettueranno le operazioni di pulitura.
Le condizioni dell’opera
Il contesto in cui l’opera si trova rende la sua conservazione particolarmente complessa. Ogni giorno decine di migliaia di persone visitano la Cappella Sistina, incidendo inevitabilmente sul microclima dell’ambiente. Per questo i Musei Vaticani adottano da tempo misure rigorose: la temperatura è mantenuta tra i 22 e i 24 gradi, l’umidità non supera mai il 60 per cento e un sofisticato sistema di diffusori e sensori garantisce il continuo ricambio e monitoraggio dell’aria. A ciò si aggiungono operazioni annuali di pulitura e controllo, svolte nei mesi invernali e in orario notturno. L’intervento attuale si inserisce in un più ampio programma di manutenzione preventiva avviato negli anni successivi al grande restauro di Colalucci, che segnò una svolta nella comprensione della tavolozza di Michelangelo.
Il restauro manutentivo
I dipinti della Sistina sono stati oggetto di costanti attività di indagine e monitoraggio da parte dei Musei Vaticani, necessarie per valutare il loro stato di conservazione in relazione all’elevato afflusso quotidiano di visitatori. Di conseguenza, il Laboratorio di restauro ha avviato un programma di manutenzione preventiva dell’intero complesso decorativo, volto alla salvaguardia delle superfici affrescate mediante la rimozione sistematica dei depositi accumulatisi nel tempo. L’intervento di manutenzione straordinaria vedrà impegnati contemporaneamente circa 10-12 restauratori e altre importanti professionalità dei Musei Vaticani quali il Gabinetto di ricerche scientifiche, l’Ufficio del Conservatore e il Laboratorio fotografico: l’intervento è sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, che affianca i Musei Vaticani nella tutela del loro patrimonio grazie al contributo di donatori privati. Un cantiere silenzioso e altamente specializzato, dunque, che si svolge mentre la Cappella continua a essere luogo di fede, contemplazione e incontro.
Le parole degli esperti
Queste le parole di Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani: “A circa trent’anni dall’ultimo intervento conservativo sul Giudizio universale della Cappella Sistina completato nel 1994 sotto la supervisione del direttore generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal capo restauratore del Laboratorio di restauro dipinti e materiali lignei dei Musei Vaticani Gianluigi Colalucci, prenderà il via, per una durata di circa tre mesi, una manutenzione straordinaria del capolavoro della maturità di Michelangelo”. Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, ha spiegato che sulla superficie del Giudizio Universale si è depositata negli anni “una diffusa velatura biancastra”, causata dalla “deposizione di microparticelle di sostanze estranee veicolate dai movimenti d’aria”, che ha attenuato i contrasti chiaroscurali e la vivacità dei colori originali. A ricordarci l’imponenza storica dei dipinti, Fabrizio Biferali, curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, spiega che il Giudizio Universale fu “commissionato al Buonarroti nel 1533 da papa Clemente VII per la parete d’altare della Sistina”, ma venne iniziato solo sotto il pontificato di Paolo III, che nominò Michelangelo «supremum architectum, sculptorem et pictorem» del Palazzo Apostolico, liberandolo da altri impegni per dedicarsi interamente all’impresa.







