Esteban Vicente il “Pittore della realtà”. La mostra all’Istituto Cervantes

da | 4 Feb 2026 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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Il pittore Esteban Vicente è nato nel 1903 a Segovia, la città già residenza preferita dei Re di Castiglia che dettero inizio alla nuova, gloriosa storia di Spagna con il matrimonio fra Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’
Aragona. Ora le sue opere sono esposte a Roma, nella sala Dalì, dell’Istituto Cervantes, che si spalanca su piazza di Spagna.
Al centro la fontana dei fiumi di Gian Lorenzo Bernini, sovrastata dall’ obelisco agonale alto più di 16 metri fatto collocare da Sisto V, di fronte la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. E sempre ovunque un mare di gente che ammira lo spettacolo che anima la piazza, una delle più belle di Roma.
E’ in questo ambiente mobile e cosmopolita che si apre la “bottega” del “Pittore della realtà” Esteban Vicente, nato vicino Segovia nel 1903 e scomparso a Long Island Ny York nel 2001. Un artista internazionale emigrato negli Stati Uniti nel’36, per sfuggire alla guerra civile spagnola.  In America è rimasto per tutta la vita diventando un esponente di spicco dell’astrattismo, una pittura vicina all’Epressionismo astratto americano che l’artista declina in maniera personale.
E proprio il pittore preciserà nel ’68 al critico Irving Sandler il significato di “realtà” in riferimento al suo impegno artistico.
La differenza, afferma Vicente, fra la cultura spagnola e quella francese e italiana, sta nel profondo senso della realtà che è una caratteristica propria di tutta la letteratura spagnola. A differenza di quella italiana e francese. E porta come esempio Cervantes e la sua opera letteraria, Zurbaran e il suo stile coloristico. “Io credo di avere qualcosa del genere, quel senso di rifiuto dello stravagante”, dice Vicente. E così, fedele alla interpretazione data dall’interessato, la curatrice della mostra Ana Doldan de Caceres ha evitato qualunque idea di artificio privilegiando la realtà della pittura. Che è sostanza, concretezza, sensualità.

L’esposizione

In mostra 33 opere realizzate da Vicente nella seconda metà del Novecento, in prestito dal Museo di Arte Contemporanea di Segovia che porta il suo nome e dalla Fondazione Harriet and Esteban Vicente. Si tratta soprattutto di dipinti di grande formato in cui il colore mostra tutta la sua forza. Sono rossi, blu, gialli. Sono oli su tela, ma anche pastelli su carta, carta colorata e carboncino su cartone e molti polimaterici.
ll percorso espositivo inizia con un collage del ’50 “Untitled” che preannuncia lo stile del pittore che si avvicina all’Espressionismo astratto americano con toni poetici. Alla fine degli anni quaranta aveva iniziato a produrre collage su disegno sottostante utilizzando carta da riviste e per belle arti dai toni smorzati, beige e neri. Negli anni Sessanta i colori diventano più vivaci, s’ispirano alla natura e ai fiori del suo giardino a Long Island e alle Hawai

La sua opera, sconosciuta in Spagna fino agli anni ’50, s’inserisce nell’”action painting americana”, ma con una cifra in più rappresentata da un che di armonioso ed emozionante per l’impasto cromatico e l’intrecciarsi dei colori ora freddi, ora luminosi e brillanti, ora cupi. Ispirati alle bellezze naturali.
Negli anni sessanta si apre una nuova fase della sua produzione artistica.”Colore – luce” è il binomio alla base delle sue composizioni. Anche la tecnica ambia. “Il colore è la luce”, diceva. Così man mano che passa il tempo i colori diventano i protagonisti assoluti delle sue tele, colori sempre più intensi. I colori diventano la realtà, la luce è piena, l’atmosfera serena. Come in “Solitude” del’91. Il colore diventa trasparente come nell’olio “Before Harvest” del ’99. La pittura come luogo dei sentimenti, luce, armonia, bellezza, emozione.

Un’emozione che permane ma in maniera diversa scendendo al piano inferiore della mostra dove si scopre un’altra dimensione dell’artista, un mondo intriso di poesia, di sentimenti, di libertà, di gioco. In esposizione una serie di piccole sculture, che l’autore definiva “toys”, “divertimentos”, create tra il ’68 e il’97. Alcune foto lo mostrano mentre lavora sui pezzi con la stessa passione e intensità che doveva riservare alle tele .

Istituto Cervantes Piazza Navona 91 Roma
Orario: martedì – venerdì 14:00 -20:00, sabato 12:oo – 20:00
Chiuso: domenica e lunedì
Ingresso gratuito
Fino al 2 maggio ‘26