I musei più attesi del 2026

da | 2 Feb 2026 | Arte e Cultura

Da Abu Dhabi a Los Angeles, da Shanghai a Venezia: le aperture e le riaperture museali che ridisegnano il panorama culturale globale

Dopo un 2025 che ha visto importanti inaugurazioni e riaperture– dalla nuova sede della Fondation Cartier a Parigi allo Zayed National Museum di Abu Dhabi – il 2026 si presenta come un anno di consolidamento e rilancio per il sistema museale a livello globale. Dai grandi hub culturali del Medio Oriente alle aperture europee, dalle sperimentazioni digitali americane alle nuove istituzioni africane e asiatiche, i musei più attesi del 2026 raccontano una scena culturale in piena trasformazione.

Guggenheim Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti)

Tra i musei più attesi del 2026, il Guggenheim Abu Dhabi occupa una posizione centrale. Situato nel distretto culturale di Saadiyat Island, accanto al Louvre Abu Dhabi e allo Zayed National Museum, sarà il più grande Guggenheim mai realizzato. Progettato da Frank Gehry, il museo si estende su circa 30.000 metri quadrati e ospiterà una collezione di arte moderna e contemporanea. Accanto a grandi nomi dell’arte occidentale come Jean-Michel Basquiat, Jackson Pollock, Mark Rothko e Andy Warhol, il Guggenheim Abu Dhabi presenterà opere di artisti provenienti da Asia, Africa e Medio Oriente, rafforzando una narrazione policentrica dell’arte contemporanea. Dopo una lunga fase di ritardi, l’inaugurazione è attesa nel corso del 2026.

Museum of World Cultures (Arabia Saudita)

A Riad è in programma l’apertura del Museum of World Cultures, una delle nuove istituzioni culturali più ambiziose del Medio Oriente. Il museo sorgerà all’interno del Royal Arts Complex del King Salman Park e sarà progettato dallo studio Taller de Arquitectura di Ricardo Bofill. Con oltre 20.000 metri quadrati di superfici espositive e un edificio che raggiungerà i 110 metri di altezza, il Museum of World Cultures si propone di raccontare le culture del mondo attraverso temi universali, mettendo in relazione il patrimonio saudita con le tradizioni artistiche di Africa, Asia, Europa, Oceania e Americhe. Pensato come piattaforma per il dialogo interculturale, il museo rientra nel programma Vision 2030 e rappresenta un tassello strategico nella trasformazione culturale dell’Arabia Saudita.

MON – Museum of Narratives (Giappone)

A Tokyo aprirà il MON – Museum of Narratives, progettato da Kengo Kuma nel nuovo quartiere di Takanawa Gateway. Dal punto di vista architettonico, l’edificio è caratterizzato da una forma a spirale e da un ampio uso del legno e si sviluppa su sei piani fuori terra e tre interrati. Il museo proporrà, inoltre, un programma che intreccia tradizione giapponese e visioni futuristiche attraverso mostre e performance dal vivo. L’apertura è prevista per marzo 2026.

Museum of West African Art – MOWAA (Nigeria)

A Benin City inaugurerà il Museum of West African Art, complesso culturale progettato da David Adjaye e pensato per accogliere e valorizzare i celebri Bronzi del Benin, saccheggiati alla fine dell’Ottocento durante le spedizioni coloniali britanniche. Questa apertura si configura, infatti, come un momento simbolico nel dibattito internazionale sulla restituzione delle opere e nel rafforzamento delle infrastrutture culturali africane, e contribuisce a ridefinire il ruolo del continente nella narrazione globale del patrimonio artistico.

Lucas Museum of Narrative Art, Dataland e LACMA – David Geffen Galleries (Stati Uniti – California)

Los Angeles ospiterà tre dei musei più attesi del 2026, confermandosi come uno dei poli culturali più dinamici a livello globale. A Exposition Park aprirà il Lucas Museum of Narrative Art, voluto dal regista e produttore George Lucas. Il museo, dedicato alle arti narrative dalla pittura al cinema, sorgerà in un edificio futuristico dalla forma di astronave e ospiterà una collezione di oltre 40.000 opere. In primavera, nel complesso The Grand LA progettato da Frank Gehry, inaugurerà anche Dataland, museo ideato da Refik Anadol e interamente dedicato all’intelligenza artificiale, alla data art e alle esperienze immersive. Ad aprile, infine, apriranno le David Geffen Galleries, il nuovo edificio del Los Angeles County Museum of Art (LACMA) progettato da Peter Zumthor, che ridefinirà l’allestimento della collezione permanente del principale museo d’arte della città.

Obama Presidential Center, Memphis Art Museum e Crystal Bridges Museum of American Art (Stati Uniti)

Negli Stati Uniti, al di fuori della California, il 2026 segnerà l’apertura e l’ampliamento di tre istituzioni museali di primo piano. A Chicago, inaugurerà l’Obama Presidential Center, grande campus civico e culturale sostenuto dalla Obama Foundation. Il progetto unirà museo, spazi pubblici e programmi educativi, ponendo l’accento sull’impegno civile e sulla partecipazione democratica.
A Memphis, invece, aprirà il Memphis Art Museum, nuovo museo progettato da Herzog & de Meuron lungo le rive del Mississippi. L’edificio, realizzato in legno lamellare, diventerà il più grande museo d’arte del Tennessee.
Infine, in Arkansas, il Crystal Bridges Museum of American Art completerà l’espansione firmata da Moshe Safdie. Il progetto raddoppierà gli spazi espositivi, introducendo nuove gallerie e ambienti dedicati alla mediazione culturale.

New Museum (Stati Uniti – New York)

A New York, nel Lower East Side, il New Museum porterà a termine nel 2026 il suo atteso progetto di espansione, trasformando radicalmente l’assetto dell’istituzione fondata nel 1977. L’ampliamento, progettato da Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu (OMA), aggiungerà infatti circa 60.000 metri quadrati di nuovi spazi dedicati alle mostre, alle residenze d’artista, alle attività pubbliche e alla ricerca.

Museum of Image and Sound (Brasile)

Dopo quattordici anni di lavori e interruzioni, a Rio de Janeiro aprirà poi il Museum of Image and Sound, affacciato sulla spiaggia di Copacabana. Progettato dallo studio Diller Scofidio + Renfro, l’edificio è concepito come un’estensione dello spazio pubblico sul mare. Il museo ospiterà collezioni e mostre dedicate alla musica, al cinema e alla cultura brasiliana, con l’ambizione di diventare uno dei principali poli culturali della città e un nuovo punto di riferimento per la scena artistica carioca.

Centre for Contemporary Arts (Uzbekistan)

A Tashkent, il Centre for Contemporary Arts Tashkent sarà la prima istituzione permanente del Paese interamente dedicata all’arte contemporanea. Ospitato in un edificio industriale del 1912 restaurato dallo Studio KO, il centro proporrà l’ ingresso gratuito a spazi espositivi, biblioteca e laboratori, e rafforzerà  il ruolo dell’Uzbekistan come nuova destinazione culturale.

Grand Opera House e Suzhou Museum of Contemporary Art (Cina)

Tra i musei più attesi del 2026 figurano due nuove istituzioni destinate a ridefinire il panorama culturale cinese. A Shanghai aprirà, infatti, la Grand Opera House Shanghai, progettata dallo studio norvegese Snøhetta sulle rive del fiume Huangpu- Su tratta di un edificio dalla forte valenza simbolica, ispirato alla forma di un ventaglio tradizionale, concepito come architettura permeabile e attraversabile, capace di connettere arti performative, spazio pubblico e paesaggio urbano.
A Suzhou inaugurerà invece il Suzhou Museum of Contemporary Art, firmato da BIG – Bjarke Ingels Group, un complesso articolato di padiglioni interconnessi che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione dei giardini storici della città, integrando spazi espositivi, percorsi coperti e aree pubbliche pensate come un vero villaggio culturale.

UBS Digital Art Museum (Germania)

In Europa, una delle aperture più attese è l’UBS Digital Art Museum di Amburgo. Con 6.500 metri quadrati nel quartiere di Elbbrücken, è il più grande museo di arte digitale del continente. Il progetto propone, inoltre, esperienze immersive e multisensoriali, basate sull’interazione con le opere del collettivo teamLab.

Kanal – Centre Pompidou (Belgio)

A Bruxelles aprirà il Kanal – Centre Pompidou, nuovo grande museo di arte moderna e contemporanea ricavato dall’ex garage Citroën del 1934, situato lungo il canale Bruxelles-Charleroi. L’inaugurazione è prevista per il 28 novembre 2026. Con oltre 12.500 metri quadrati di spazi espositivi distribuiti su cinque livelli, il Kanal diventerà uno dei maggiori poli culturali d’Europa. Il museo ospiterà opere provenienti dalla collezione del Centre Pompidou di Parigi – con capolavori di Henri Matisse, Pablo Picasso e Alberto Giacometti – affiancate a produzioni contemporanee di artisti belgi e internazionali. Il progetto è firmato da noAarchitecten, EM2N e Sergison Bates.

Nederlands Fotomuseum (Paesi Bassi)

Il 7 febbraio 2026 riaprirà a Rotterdam il Nederlands Fotomuseum nella nuova sede dell’ex deposito di caffè Santos, affacciato sul Rijnhaven. L’edificio, dichiarato monumento nazionale, è stato restaurato e riconvertito in un museo articolato su nove piani, destinato a valorizzare una collezione di oltre 6,5 milioni di fotografie, una delle più ampie al mondo.

Muzej Lah (Slovenia)

A Bled grande attesa per il Muzej Lah, nuovo polo dedicato all’arte contemporanea internazionale progettato da David Chipperfield. Situato ai piedi del più antico castello della Slovenia, il museo si svilupperà su una superficie di circa 5.000 metri quadrati e ospiterà oltre 800 opere provenienti dalla collezione dei mecenati Igor e Mojca Lah. Il percorso espositivo includerà lavori di artisti come Anselm Kiefer, Hito Steyerl, William Kentridge, Zoran Mušič e Anne Imhof.

V&A East Museum e Amoca – Artistic Museum of Contemporary Art (Regno Unito)

Tra i musei più attesi del 2026 figurano due nuove istituzioni destinate a rafforzare il panorama culturale britannico. A Londra il V&A East Museum, progettato da O’Donnell + Tuomey, sarà dedicato a design, moda, architettura e pratiche creative contemporanee. Particolare attenzione sarà dedicata alle culture giovanili e alle comunità locali.
A Cardiff aprirà invece l’Amoca – Artistic Museum of Contemporary Art, primo museo di arte contemporanea del Galles. La struttura ospiterà circa 1.000 opere e si proporrà come piattaforma inclusiva per artisti locali e internazionali.

Fondation Jean-Marc Bustamante (Francia)

In Francia, ad Arles, aprirà la Fondation Jean-Marc Bustamante, ospitata nella chiesa medievale di Sainte-Croix. La nuova fondazione, voluta dall’artista ed ex direttore delle Beaux-Arts de Paris Jean-Marc Bustamante, comprenderà cinque sale espositive e si inserirà nel vivace contesto culturale della città, rafforzato dalle Rencontres d’Arles.

Museo Sorolla (Spagna)

A Valencia inaugurerà il Museo Sorolla, nuovo museo dedicato a Joaquín Sorolla, uno dei pittori spagnoli più celebri del primo Novecento. Il Palacio de Correos y Telégrafos ospiterà oltre 220 opere provenienti dalla collezione della Hispanic Society of America e includerà una sala multisensoriale dedicata alla festa delle Fallas, con installazioni immersive a 360 gradi.

Musei in Italia: Venezia, Torino e Napoli

L’Italia chiude poi il percorso tra i musei più attesi del 2026 con tre interventi di rilievo, tra nuove aperture e importanti riqualificazioni. A Venezia aprirà la Fondazione Dries Van Noten, ospitata a Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. L’istituzione nasce come piattaforma culturale dedicata all’artigianato contemporaneo e ai processi creativi che attraversano moda, design e architettura.
A Torino, invece,  il Museo Egizio completerà una profonda trasformazione con l’apertura della nuova Piazza Egizia e di una sezione ipogea immersiva progettata da OMA.
A Napoli, infine, il PAN – Palazzo delle Arti riaprirà come Museo dell’Immagine, con un nuovo focus su fotografia, cinema, digital art e nuovi media.