Presentate nella Capitale, in occasione della mostra “Nuovi recuperi”, quattro antefisse etrusche, appartenenti alla decorazione di un edificio di culto del VI-V secolo a.C. in località Campetti di Veio (Roma).
Attribuibili al tipo composto da Menade e Sileno danzanti, le antefisse condividono lo stesso percorso: il furto dall’area archeologica di appartenenza, avvenuto in periodi diversi, e la successiva immissione sul mercato antiquario internazionale, che le ha portate in luoghi del pianeta molto distanti tra loro. Le indagini del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno permesso di riunirle e di mostrarle finalmente al pubblico nel museo sito in Piazza dei Cinquecento a Roma.
Reperti provenienti da ogni parte del mondo
Nel 2025 gli investigatori hanno individuato una delle antefisse sul mercato antiquario statunitense grazie alla collaborazione con Arca – Associazione per il Recupero dei Crimini Artistici. Per tipologia e dimensioni, il reperto è confrontabile con altre tre antefisse dello stesso gruppo, già rimpatriate in precedenti operazioni del Comando Carabinieri TPC. Dal punto di vista iconografico, questi esemplari si affiancano alla serie che raffigura una sola menade danzante con crotali e calzature dalla punta rialzata. Anche questa serie proviene da Campetti di Veio e oggi si conserva al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Le antefisse prendono ora il posto di due statuette etrusche in bronzo del III secolo a.C., note come “togati”. Le autorità hanno recuperato una negli Stati Uniti nel dicembre 2007, mentre il Belgio ha restituito l’altra il 31 maggio 2025. In occasione della mostra «Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano», i due bronzetti sono stati trasferiti al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.
Un recupero avvenuto in sinergia
Per il comandante del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il generale di brigata Antonio Petti: “è ininterrotta l’attività investigativa dei Carabinieri per l’individuazione, sul mercato antiquario internazionale, dei beni archeologici trafugati negli anni della grande razzia da tombaroli e trafficanti senza scrupoli. Il rimpatrio di questa antefissa dagli Stati Uniti si va ad aggiungere ad altri frammenti recuperati grazie anche alla sinergia tra la magistratura, il Ministero della Cultura e le associazioni culturali attive in questo settore per ricomporre le ferite inferte al patrimonio archeologico nazionale.”
Dichiarazioni alle quali fanno eco quelle del capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale: “in questa occasione sento il dovere di rinnovare la più sentita riconoscenza nei confronti del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale per la straordinaria attività a difesa del patrimonio culturale italiano.”
Prosegue: “Il recupero del Comando Carabinieri Tpc del dicembre 2025, e l’esposizione delle quattro antefisse trafugate in anni diversi e qui riunite per la prima volta, rappresenta un ulteriore traguardo nell’attività di contrasto allo scavo clandestino e all’illecito commercio internazionale. Costituisce anche un’occasione unica di conoscenza, sensibilizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale, ed etrusco in particolare, sottratto all’Italia, all’interno di una esposizione permanente continuamente rinnovata, quale è il Museo dell’Arte Salvata, realizzato in stretta collaborazione tra il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e il Museo Nazionale Romano.”
Nuove opere, nuove storie per il Museo Nazionale Romano
La direttrice del Museo Nazionale Romano, Federica Rinaldi, sottolinea: “il rientro e l’esposizione di questi manufatti rappresentino un ulteriore passo nel lavoro di tutela, studio e valorizzazione del patrimonio archeologico recuperato.”
“La loro presenza in mostra – continua – non solo offre al pubblico nuovi strumenti per conoscere il mondo etrusco, l’architettura templare e le decorazioni fittili, ma arricchisce un percorso espositivo che, pur permanente, continua a rinnovarsi e a sorprendere. Il Museo Nazionale Romano, nelle sue diverse sedi, si conferma così uno spazio dinamico, dove tornare per scoprire ogni volta opere e storie diverse.”







