Basilica di Vitruvio scoperta a Fano: storia e progetti futuri

da | 26 Gen 2026 | Arte e Cultura

A Fano, sotto la pavimentazione di piazza Andrea Costa, è tornata alla luce la Basilica progettata da Marco Vitruvio Pollione, un ritrovamento destinato a segnare profondamente la storia dell’archeologia e dell’architettura antica. La scoperta, annunciata nei giorni scorsi e già al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale,riguarda l’unica opera architettonica attribuibile con certezza al celebre autore del De Architectura, il trattato che ha influenzato il pensiero architettonico occidentale per oltre duemila anni. L’annuncio ufficiale è stato dato il 19 gennaio, nel corso di una conferenza pubblica alla Mediateca Montanari di Fano, alla presenza delle massime autorità locali e con l’intervento in videoconferenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Cinque secoli di ricerche e un ritrovamento atteso

La Basilica vitruviana di Fano è stata oggetto di ricerche e ipotesi per oltre cinque secoli. La sua esistenza era nota grazie alla descrizione contenuta nel V libro del De Architectura, ma fino ad oggi nessun edificio poteva essere ricondotto con certezza al modello descritto dall’architetto romano. La svolta è arrivata grazie alle operazioni di riqualificazione urbana di piazza Andrea Costa, che hanno permesso di individuare una struttura monumentale a pianta rettangolare con colonnato perimetrale, compatibile con quanto riportato da Vitruvio. Gli scavi archeologici hanno così restituito una porzione significativa dell’edificio, consentendo agli studiosi di procedere con verifiche puntuali.

La prova decisiva: la corrispondenza con il De Architectura

L’attribuzione alla Basilica di Vitruvio è stata confermata grazie a una serie di elementi strutturali decisivi. Tra questi, l’individuazione di una colonna d’angolo collocata esattamente nella posizione descritta da Vitruvio, un dettaglio che ha fornito una prova determinante. Gli scavi hanno finora portato alla luce cinque colonne monumentali, alte circa quindici metri e addossate a pilastri portanti, un’altra caratteristica descritta con precisione nel trattato. Secondo gli archeologi, la ricostruzione planimetrica dell’edificio coincide in modo quasi perfetto, fino al centimetro, con quanto riportato nel De Architectura, un caso rarissimo nella storia dell’archeologia romana.

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Ricostruzione della Basilica di Vitruvio. Fano (Ph. ArcheoFano)

Le parole degli studiosi: un monumento senza precedenti

Come spiegato da Oscar Mei, archeologo e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani, nel contributo video diffuso da Rai Cultura, la basilica era un edificio di dimensioni straordinarie: “Un monumento gigantesco a due piani, con colonne alte quindici metri e dal diametro di circa un metro e mezzo”. Vitruvio descriveva l’edificio come un esempio perfetto dei principi fondamentali dell’architettura romana, basati su firmitas, utilitas e venustas, ovvero solidità, funzionalità e bellezza. Il ritrovamento di Fano consente per la prima volta di confrontare direttamente il testo teorico con un edificio reale progettato dallo stesso autore.

Il ruolo della Soprintendenza e il riconoscimento ufficiale

Il riconoscimento definitivo della Basilica di Vitruvio è il risultato di anni di studi e ricerche sul campo, condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona e Pesaro-Urbino, in collaborazione con istituzioni scientifiche e universitarie a livello nazionale. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito la scoperta un passaggio cruciale per la cultura italiana, sottolineando come essa rappresenti un punto fermo nella comprensione delle origini dell’architettura occidentale.

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La Basilica di Vitruvio. Fano (Ph. MiC)

Nuove prospettive di ricerca nel centro storico di Fano

La scoperta della Basilica vitruviana apre una nuova fase di indagini archeologiche nell’intero centro storico di Fano. Grazie alla conoscenza precisa della planimetria dell’edificio, gli studiosi sono ora in grado di individuare la possibile collocazione di altre strutture monumentali dell’antica Fanum Fortunae. Tra queste, vi sono i potenziali resti del Tempio di Giove Capitolino, che potrebbero trovarsi sotto l’attuale Chiesa di San Domenico, aprendo scenari di ricerca di straordinaria importanza storica e scientifica.

I progetti di valorizzazione e il futuro del sito

Grazie ai fondi del PNRR, il cantiere di piazza Andrea Costa proseguirà per garantire la continuità delle indagini archeologiche e l’ampliamento del sito alle aree circostanti. L’obiettivo è rendere la Basilica di Vitruvio accessibile, valorizzata e integrata nel tessuto urbano, trasformandola in un polo culturale di rilevanza internazionale. Il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, ha sottolineato il valore identitario della scoperta, affermando che il ritrovamento ha permesso di trasformare “in una realtà concreta, tangibile e condivisibile ciò che per lungo tempo è stato tramandato solo attraverso la parola”.

L’ipotesi Renzo Piano per la valorizzazione della Basilica

Accanto alla tutela archeologica, la scoperta ha acceso anche un dibattito sulle possibili modalità di valorizzazione del sito. Come riportato dall’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), tra le ipotesi emerse vi è quella di coinvolgere Renzo Piano per immaginare una soluzione architettonica capace di proteggere e rendere fruibili i resti della basilica. L’idea sarebbe quella di un intervento leggero e rispettoso, in grado di dialogare con l’archeologia senza sovrapporsi ad essa, trasformando il ritrovamento in un luogo di conoscenza e di incontro. Una proposta ancora allo studio, ma che conferma come la Basilica di Vitruvio non sia soltanto un oggetto di ricerca, bensì un patrimonio vivo, destinato a incidere sul futuro culturale e urbano della città.