Selezionate 10 città fra le 23 candidate iniziali, che si contenderanno il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Tra queste le Città Identitarie Catania, Ancona, Anagni.
Sono state decretate le 10 città fra le 23 candidate iniziali, che si contenderanno il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, riconoscimento prestigioso e che prevede un contributo di un milione di euro per trasformare il proprio progetto in un programma concreto e di impatto culturale e sociale duraturo. Le candidature presentate al Ministero della Cultura offrono un panorama ricco e variegato di progetti culturali capaci di valorizzare il patrimonio artistico e rafforzare l’identità dei territori. Ogni candidatura presenta un progetto di durata annuale, corredato da un cronoprogramma dettagliato e da un piano economico-finanziario volto a garantire la sostenibilità delle iniziative. Le proposte rappresentano visioni strategiche che puntano a promuovere la cultura come leva di partecipazione civica, sviluppo e innovazione.
Il processo di selezione
Le Città Identitarie entrate nella rosa delle 10 candidate sono Ancona con “Ancona. Questo adesso”; Catania con “Catania continua” e Anagni (borgo che ha anche ospitato il III Festival delle Città Identitarie nel 2020), col programma “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”.
Le altre città sono Colle di Val d’Elsa (SI) – “Colle28. Per tutti, dappertutto”;
Forlì – “I sentieri della bellezza”;
Gravina in Puglia (BA)- “Radici al futuro”;
Massa – “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”;
Mirabella Eclano (Avellino) – L’Appia dei popoli;
Sarzana (SP)- “L’impavida. Crocevia del futuro”;
Tarquinia (VT) – “La cultura è volo”. I dossier sono stati valutati da una commissione di sette esperti indipendenti nei settori della cultura, dell’arte e della valorizzazione territoriale. Le finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio prossimi, presso la Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura. Ogni candidata avrà così la possibilità di illustrare nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata massima 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande da parte dalla Giuria. La pubblicità delle stesse, prevista dal bando, sarà garantita tramite trasmissione in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della cultura.
La Capitale della Cultura vigente
Attualmente la Capitale italiana della Cultura è L’Aquila, ancora una volta una Città Identitaria, con “Città Multiverso” e si prepara nel 2026 ad oltre 300 eventi programmati in 300 giorni. Lascerà poi il posto a Pordenone, che si avvicenderà nel 2027, grazie al progetto “La cultura fiorisce”. L’Aquila, affacciata sulla conca verde dell’Appennino centrale, è custode di un patrimonio architettonico e naturale di straordinaria bellezza. Dopo lunghi restauri, alcuni dei suoi monumenti più importanti saranno nuovamente accessibili da quest’anno: il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo verranno presto restituiti alla comunità e torneranno ad essere palcoscenici di arte e vita. Il Forte Spagnolo ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo, con collezioni che spaziano dall’archeologia all’arte sacra. Poco distante, la Basilica di Collemaggio è simbolo spirituale e architettonico dell’intera regione, con la sua Porta Santa. La città si prepara pertanto a un anno vibrante, in cui il teatro, la musica, le arti visive, il cinema e la partecipazione civica daranno vita a un laboratorio culturale diffuso, coinvolgendo non solo il capoluogo, ma anche paesi, aree interne e istituzioni dell’intero territorio abruzzese.
Le parole dei sindaci
I sindaci delle finaliste si sono espressi con parole di orgoglio e speranza. “Il sogno continua, la luna è un po’ più vicina” ha commentato il sindaco di Massa, Francesco Persiani. “Essere nella short list – commenta con entusiasmo Piero Pii, il sindaco di Val D’Elsa – è una notizia che ci rende profondamente orgogliosi”. “Essere tra le finaliste è nostro motivo di grandissimo orgoglio. […] E’ un messaggio di apertura, di futuro, di possibilità” – afferma il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti. ”E’ una grande soddisfazione vedere premiato il lavoro collettivo che ha dato voce alla città” – dichiara il sindaco Daniele Silvetti. “E’ l’alba di un nuovo percorso avviato. E’ il consenso per un territorio da conoscere! Abbiamo un team eccellente che vuole valorizzare e far crescere questa area interna dell’Italia” – commenta Daniele Natalia, il primo cittadino di Anagni. Ora resta solo che attendere l’esito.







