Tutti i sabato mattina, da luglio a dicembre, oltre duemila persone hanno potuto visitare la Crypta Balbi, verificando la prosecuzione e l’andamento dei cinque interventi inseriti nel progetto “Urbs. Dalla città alla campagna romana” E, in piccoli gruppi, grazie al personale del Museo e all’allestimento di un apposito spazio, il cosiddetto Dormitorio Barberiniano nel complesso di Santa Caterina dei Funari, hanno potuto vedere alcuni reperti emersi dagli scavi.
Una storia infinita e affascinante quella della Crypta Balbi dove da anni gli archeologi sono impegnati nel più grande cantiere di Roma in cui secoli di storia, archeologia, arte, architettura, urbanistica si sono incontrate per ridisegnare un settore molto importante della città antica. E’ compreso fra via Caetani, via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi, via dei Delfini, le chiese di Santa Caterina dei Funari e San Stanislao dei Polacchi. Ci sono i resti di chiese di età medievale e del convento di Santa Caterina e del suo orfanotrofio scomparso. Tutto inizia nel 13 a. C. con il teatro di Lucio Cornelio Balbo che dietro la scena ha un cortile porticato, circondato da una galleria coperta, detta “crypta”. Nell’Alto Medioevo vi sorsero la chiesa e il convento di Santa Maria Domine Rose, sostituiti nel cinquecento da un nuovo complesso intitolato a Santa Caterina d’Alessandria che rimase attivo fino al 1940. Nel 1981 lo Stato ha acquistato l’intera area come una delle sedi del Museo Nazionale Romano che ora è al centro di un cantiere di scavi e restauro.
Gli imponenti interventi programmati potranno restituire alla conoscenza e alla fruizione degli abitanti un quadrante di Roma quasi sconosciuto alla maggioranza delle persone e restituirgli dignità grazie anche alla disponibilità di ingenti risorse. Si tratta del più grande cantiere della città, che una volta terminato (dovrebbe chiudere nel 2027), aprirà un altro settore di Roma, attraversato da nuove vie, con un museo rinnovato e un sistema di passerelle su più livelli per viaggiare nel tempo.
Dopo l’inaugurazione dell’iniziativa “Crypta Balbi: cantiere aperto” il sito archeologico ha continuato a restituire nuove scoperte. Fra le novità più significative il rinvenimento di due sepolture, di cui una particolare. Potrebbe essere quella di un personaggio importante della comunità.
Nel frattempo continua il ciclo di conferenze dedicate ai dati che via via emergono dallo scavo archeologico, dalle sfide della tutela, conservazione e valorizzazione.
Ad esse si legano le conferenze previste da febbraio a novembre che riguardano il chiostro rinascimentale, i nuovi dati dello scavo archeologico, i problemi di conservazione e valorizzazione, gli archivi, le biblioteche, i laboratori, i centri studi, i restauri, le aule, i nuovi percorsi, i nuovi ingressi…
Questo straordinario luogo che conoscono in pochi è la Crypta Balbi, una della quattro sedi, con Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano e Palazzo Altemps, del Museo Nazionale Romano. Ne fanno parte anche le chiese vicine di Santa Caterina dei Funari e san Stanislao dei polacchi con il cortile annesso al Teatro di Balbo fatto costruire nel 13 a. C. da Lucio Cornelio Balbo: è questa la Crypta Balbi di cui si parla. E ancora sono da considerare i resti medievali di Santa Maria Domine Rose e il convento di Santa Caterina che aveva anche un orfanotrofio.
Salire in alto, seguendo i ponteggi del cantiere della Crypta Balbi, è un’esperienza unica che ogni romano dovrebbe fare, da non perdere. Si potrà scoprire la propria città da un’altra prospettiva. Una sequenza di tetti, terrazzi, campanili e sullo sfondo la silhouette inconfondibile delle quadrighe del monumento a Vittorio Emanuele II.










