‘GAM 100’. La mostra che celebra i 100 anni della fondazione della GAM di Roma

da | 21 Dic 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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    GAM 100, Ph. Wps
Era il 28 ottobre 1925 e, per la prima volta, nelle sale di Palazzo Caffarelli in Campidoglio prendeva vita un percorso espositivo con un nucleo di opere di arte contemporanea acquisite dal Comune di Roma. Si trattava della forma nascente di quella che sarebbe divenuta di lì a poco la Galleria d’Arte Moderna, la prima collezione civica basata sull’acquisizione di opere moderne di artisti, affermati o emergenti, attivi nel panorama artistico italiano e internazionale. A 100 anni da quell’avvio, Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali celebra con la mostra ‘GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025’, la fondazione della collezione. L’esposizione è in programma dal 20 dicembre 2025 all’11 ottobre 2026, nella sede della GAM in via Francesco Crispi 24 nel cuore della città storica, a pochi metri da Trinità di Monti, L’edificio che ospita il museo è un antico monastero di clausura, risalente alla fine del sec. XVI e adiacente la chiesa di S. Giuseppe a Capo le Case.

Il percorso espositivo
Il percorso espositivo è curato da Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli con Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti. Nei tre piani della mostra sono presenti oltre 120 opere tra dipinti, sculture e opere di grafica che ripercorrono la lungimirante politica di acquisizioni. Un processo e articolato avviato già nel 1883, con l’acquisto delle prime opere avvenuto durante la celebre “Esposizione delle Belle Arti” al Palazzo delle Esposizioni e proseguito fino ai nostri giorni, con il raggiungimento di un corpus di oltre 3.000 opere e una collezione che vanta al suo interno artisti del calibro di Giacomo Balla, Carlo Carrà, Mario Sironi, Fortunato Depero, Antonio Donghi, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Antonietta Raphaël Mafai, solo per citarne alcuni.
Attraversando le sale della mostra, si possono ripercorrere i movimenti e le tendenze di oltre due secoli di storia dell’arte, a testimonianza della pluralità di stili e voci raccolte dalla Galleria e del legame inscindibile di queste opere e dei loro autori con la politica culturale della città (e del Paese intero). Si incontra il Realismo magico di Antonio Donghi, la Metafisica di de Chirico, il secondo Futurismo e trovano spazio le Biennali e le Quadriennali romane che tanto hanno contribuito all’accrescimento della collezione capitolina. E poi ancora il periodo della Scuola Romana, il secondo dopoguerra con i nuovi canoni dell’Astrazione, dell’Informale e della Neoavanguardia, gli anni ’70 e ’80, i cambiamenti degli anni ’90 e le ultime acquisizioni dei 2000.

Con le 120 opere riunite lungo i tre piani espositivi, si ripercorre anche la politica culturale della città nel rapporto con i movimenti artistici, gli artisti e l’acquisizione delle loro opere da parte della GAM nel corso di oltre cento anni: la Galleria d’Arte Moderna offre così un percorso storico e artistico straordinario che parte dalla fine dell’Ottocento, passa per il Futurismo, il movimento ‘Novecento’, il Realismo magico, la Metafisica di de Chirico, il periodo della Scuola Romana, il dopoguerra novecentesco con l’Astrazione e la Neoavanguardia, fino ad arrivare agli anni ’80 e ’90 del Novecento e le ultime acquisizioni degli anni 2000.” dichiara l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio.

La mostra GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025 è il risultato di un lavoro sinergico con altri musei ed istituti della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali:il Museo di Roma in Trastevere, l’Archivio fotografico del Museo di Roma e l’Archivio Storico Capitolino; oltre alla collaborazione di altri enti culturali, tra cui Istituto Luce, Teche Rai e Archivio Fotografico Ufficio Stampa di Roma Capitale che hanno fornito materiale documentario, fotografico e audiovisivo.
Per consentire una più ampia esplorazione della collezione, la mostra avrà una seconda rotazione espositiva nella primavera 2026, grazie alla quale si potranno riscoprire anche capolavori inediti mai presentati prima.