Museo Egizio, visitabile nuovo allestimento della sala di Kha e Merit

da | 16 Dic 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Fondi da oltre 500 donatori per il nuovo allestimento della sala di Kha e Merit, al Museo Egizio di Torino, visitabile dal 4 dicembre.

Nuove luci, pannelli infografici, una teca ad altissima tecnologia e un’installazione video multimediale arricchiscono il racconto di questo straordinario contesto davvero spettacolare. Vi sono recipienti, oggetti di uso quotidiano e per la cura personale, strumenti da lavoro, ma anche arredi, sgabelli, letti, tessuti e biancheria, perfino giochi da tavolo, cibi e bevande, tutto il necessario per il viaggio ultraterreno della coppia. E poi gli imponenti sarcofagi, tre per lui e due per lei, sui quali erano adagiate ghirlande di fiori secchi. Oltre 460 manufatti che sembrano realizzati poco tempo fa ma che invece hanno più di 3mila anni. Accessibilità, tutela e conservazione nonché ricerca scientifica hanno ispirato il riallestimento per una nuova narrazione, frutto del lavoro di squadra di tutto il personale del museo.

L’analisi e il restauro di un centinaio di tessuti è stato portato avanti da Giulia Pallottini («Ogni tessuto, ogni marchio, ogni intreccio ci parla di chi li ha indossati e realizzati»), mentre una teca anossica (priva di ossigeno) di grande formato è stata appositamente realizzata per custodire in sicurezza il Papiro dei Morti di Kha, lungo 14 metri, ovvero quel repertorio di formule che costituiva una sorta di viatico per il viaggio del defunto nell’aldilà. Prima di essere posto sottovetro, il papiro è stato oggetto di accurate indagini e sottoposto a tecniche diagnostiche non invasive per analizzarne i pigmenti, individuarne le integrazioni e i restauri precedenti. Allo stesso tempo, è stata avviata l’edizione filologica del testo. A spiegarne i dettagli è Susanne Töpfer responsabile della papiroteca che anticipa che presto sarà creato all’interno del Museo un centro di ricerca dedicato allo studio della scrittura. Ma per questo bisognerà attendere il nuovo anno.

Le parole di Greco e Christillin

Queste le parole di di Christian Greco, direttore del Museo Egizio: “Ieri pomeriggio vagavo tra le vetrine assieme a Paolo del Vesco (curatore) e anche lui diceva che ‘alcuni oggetti sembra di non averli mai visti'”. C’è un’intera comunità dietro al nuovo allestimento della sala dedicata alla coppia della classe scribale egizia, vissuta circa 3.500 anni fa a Deir el-Medina, villaggio nelle maestranze e degli artisti che lavoravano alle tombe dei faraoni. Fondazione Crt, grandi mecenati (“chi ha donato molte migliaia o centinaia di migliaia di euro”) e oltre 500 donatori: questa è la dimostrazione di “come la collaborazione tra istituzioni, sostenitori privati e pubblico possa generare progetti di portata internazionale”.

Ha poi aggiunto Evelina Christillin, presidente del Museo: “Abbiamo realizzato un modello di museo contemporaneo dove la tecnologia diventa strumento di narrazione e la ricerca dialoga direttamente con i visitatori. La teca anossica (senza ossigeno) da 14 metri per il Libro dei Morti è un primato mondiale nella conservazione dei materiali organici”. Inclinata a massimo 45 gradi e lunga circa 14 metri, è infatti la prima in assoluto progettata solo per papiri. Sotto i riflettori anche 460 reperti tra sarcofagi, mobili, tessuti, oggetti di uso quotidiano come boccette di profumi e unguenti in vetro e alabastro. Spazio poi a oltre 100 tessuti del corredo funerario che, restaurati, escono dai depositi per la prima volta. L’aspetto più rivoluzionario è l’approccio: non mostriamo solo oggetti, ma raccontiamo vite, processi e scoperte in corso”.