Tesoro di San Gennaro, 28 opere restaurate tornano a nuovo splendore

da | 14 Dic 2025 | Flash News

Il culto di San Gennaro, che attraversa i secoli, si riflette anche nel suo tesoro, composto da oltre 21mila opere tra oreficerie, argenterie e quadri. Con un intervento straordinario di restauro, eseguito a cantiere aperto, 28 opere della cappella e del museo, destinati a una mostra a Madrid, sono tornati a nuova vita. Tra le opere restaurate, la più antica è una pisside cinquecentesca, seguita da calici, ostensori e 54 busti reliquiari in argento, la più grande collezione al mondo.
Francesca Ummarino, direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, sottolinea la ricchezza di compatroni di Napoli, ben 53, e la ritrovata vivacità cromatica dei busti dopo il restauro. L’intervento, coordinato scientificamente da Chiara Rostagno e reso possibile da un mecenate tramite Valore Italia, è stato in parte osservato dai visitatori.
L’anno scorso, per il suo centenario, l’azienda Caputo si è avvicinata al mondo dell’arte. L’imprenditore Antimo Caputo sottolinea l’importanza di restituire alla città ciò che essa offre alle aziende in termini di forza, riconoscibilità e cultura.
Tra le opere restaurate, due quadri. Il “San Gennaro Benedicente” di Francesco Solimena (1702), un capolavoro con forti implicazioni emotive, precede di tre secoli l’iconografia pop del santo. L’altro quadro restaurato è il “Miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro” di Theodor Hoffmann, di inizio Ottocento. L’opera è importante per il suo valore documentale, più che artistico.