Un team composto da archeologi, restauratori, architetti e ingegneri del Parco Archeologico di Pompei si trova attualmente ad al-Dirah, conosciuta come Old Town, un sito inserito nella riserva culturale di AlUla, in Arabia Saudita. L’area, abitata fino ai primi anni ’80 del Novecento, conserva una testimonianza straordinaria degli stili di vita tradizionali del deserto arabico, oggi in rapida scomparsa. La missione, guidata dal direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, rientra in un accordo di collaborazione siglato nel gennaio 2025 tra il Parco Archeologico di Pompei e la Royal Commission for AlUla.
Una città medievale sospesa nel tempo
Old Town, collocata ai margini dell’oasi di AlUla, fu fondata in epoca medievale, ma le abitazioni attualmente visibili non superano i tre secoli di età. La città rimase per lungo tempo priva di una rete idrica ed elettrica e iniziò a essere progressivamente abbandonata dagli anni ’50, quando una parte crescente della popolazione scelse di trasferirsi in abitazioni più moderne. Nel giro di pochi decenni, circa un migliaio di case furono lasciate in situ, spesso con mobili, oggetti domestici e utensili quotidiani rimasti intatti, trasformandosi in un archivio vivente di un modo di abitare ormai scomparso e di una società sospesa tra tradizione e modernizzazione.
Le parole del direttore Gabriel Zuchtriegel
Durante le ricognizioni del team il direttore Gabriel Zuchtriegel ha raccontato di “aver visto pietre con iscrizioni provenienti dal sito dell’età del Ferro di Dedan, località che si trova nelle vicinanze, risalenti al primo millennio a.C., ma anche lattine contenenti burro chiarificato, con etichette in inglese e arabo, importate dai Paesi Bassi intorno alla metà del XX secolo”. A queste testimonianze si aggiungono i caratteristici dipinti murali, realizzati tradizionalmente quando una coppia si trasferiva nella nuova abitazione coniugale. In alcune case questi dipinti iniziano a rappresentare automobili accanto a simboli iconici come l’albero della vita. “Le auto possono essere datate a periodi diversi in base al loro design”, ha spiegato Zuchtriegel, sottolineando come tali dettagli costituiscano un prezioso indicatore dei processi di modernizzazione vissuti dalla comunità locale.
“La Pompei del deserto arabo”
Descrivendo l’importanza culturale e umana del sito, Zuchtriegel ha dichiarato: “Old Town è un sito culturale straordinariamente ricco, un luogo della memoria. È una sorta di Pompei del deserto arabo. Al tempo stesso, è un sito esteso, articolato e molto fragile. Ecco perché pensiamo che Pompei possa contribuire alla sua tutela e valorizzazione, perché abbiamo una lunga esperienza nell’affrontare sfide simili”. Il direttore ha poi aggiunto: “Siamo molto onorati che, nell’ambito di un accordo reciproco firmato nel gennaio 2025, a Pompei sia stato assegnato un ruolo strategico nello sviluppo operativo di Old Town. Il fatto che alcune delle persone che sono cresciute e vissute qui siano ancora vive e possano raccontare le loro storie aggiunge ulteriore valore a questo sito davvero speciale”.
La collaborazione con la Royal Commission for AlUla
L’intervento a Old Town è parte di una più ampia strategia culturale promossa dalla Royal Commission for AlUla, ente governativo impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio dell’oasi e dei territori circostanti. La collaborazione con Pompei è cresciuta dopo la visita di una delegazione saudita nel sito vesuviano e un successivo scambio tecnico avvenuto ad AlUla nell’ottobre 2025. L’attuale missione rappresenta la fase più operativa del rapporto tra i due siti archeologici e culturali, con un confronto diretto su metodologie di restauro, rilievo architettonico, conservazione preventiva e gestione dei contesti storici fragili.
I monumenti oggetto del restauro
Il lavoro degli archeologi italiani riguarda una trentina di abitazioni tradizionali, molte delle quali presentano pitture murali oggi in stato critico a causa della mancanza di coperture e di qualsiasi forma di manutenzione per oltre quarant’anni. Oltre alle case, il team sta intervenendo anche su un hammam situato ai margini dell’insediamento e su una moschea dove recentemente gli archeologi hanno effettuato nuovi scavi. L’obiettivo condiviso con la Royal Commission for AlUla è quello di definire una strategia di conservazione sostenibile che permetta di valorizzare la memoria del luogo mantenendo la fragilità del sito al centro del progetto.
Un ponte tra Mediterraneo e Arabia Saudita
La partecipazione del Parco Archeologico di Pompei al restauro di Old Town rappresenta un momento significativo nel dialogo culturale tra Italia e Arabia Saudita. L’esperienza maturata a Pompei sulla gestione di siti complessi e vulnerabili è ora messa al servizio di un contesto dalle caratteristiche completamente diverse ma segnato da sfide analoghe. La collaborazione tende non solo alla conservazione materiale delle strutture, ma anche alla valorizzazione delle testimonianze immateriali di una comunità che, fino a pochi decenni fa, animava l’oasi di AlUla.







