“L’irrefrenabile curiosità. Capolavori del Novecento dalla Collezione di Leone Piccioni” la mostra ai Musei Vaticani

da | 21 Nov 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

In chiusura dell’Anno Giubilare 2025 i Musei Vaticani offrono ai pellegrini provenienti da tutto il mondo in anteprima una mostra di grande bellezza : “L’irrefrenabile curiosità. Capolavori del Novecento dalla Collezione di Leone Piccioni” che la definiva “Mio vanto, mio patrimonio”.
Figlio di Attilio Piccioni ( deputato alla Costituente, fra i fondatori della DC ), fratello di Piero musicista jazz e compositore di colonne sonore, Leone Piccioni è stato un intellettuale cattolico a tutto tondo, scrittore, critico letterario e artistico, accademico, regista, giornalista. Assunto in RAI come pubblicista Piccioni farà una strepitosa carriera fino a diventare vice Direttore Generale.

Nato giusto cento anni fa a Torino (la mostra vuole essere un omaggio in occasione della ricorrenza), morirà a Roma nel 2018, Studia prima alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze dove insegnavano Roberto Longhi e Domenico De Robertis, maestri d’arte e di vita. Con De Robertis, raffinatissimo critico letterario, elabora il suo progetto di tesi di laurea delle dieci Canzoni di Leopardi. Completa gli studi a Roma a “La Sapienza” dove si laurea nel ’48 sotto la guida di Giuseppe Ungaretti di cui diventerà assistente instaurando col grande poeta un profondo e duraturo rapporto umano e intellettuale.
E sarà proprio Ungaretti,”Ungà” (come viene chiamato ) il poeta “dall’”irrefrenabile curiosità” ad ampliare le sue conoscenze e a fare da tramite con il mondo artistico italiano e internazionale. Un luogo d’incontro importante per Piccioni è stato anche la Versilia, non solo perché lì conosce la futura moglie Osanna Doni, ma perché Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Viareggio alla fine degli anni quaranta sono un crocevia di cultura e arte.

In contatto diretto con molti artisti del tempo, di cui conosce la sensibilità , come Burri, Morandi, Guttuso, Carrà, Fautrier, Dorazio… Piccioni mette insieme una collezione di grande spessore, frutto del suo gusto che si affina nel tempo, di incontri e scambi d’idee nei cenacoli culturali che frequenta e del rapporto diretto con gli artisti: grandi maestri come Carrà, Rosai, amici come Guttuso, Burri, Manzù, Morandi. E si spalanca l’ambiente romano con Afro, Ceroli, Dorazio, Fioroni, Schifano…
La mostra di trentasei capolavori della Collezione, a cui si affiancano in prestito per il tempo dell’esposizione, altre opere di Burri, Capogrossi, Morandi e Schifano, si snoda nelle salette della Torre Borgia. Tante piccole “stanze”che mettono l’accento sui diversi aspetti del gusto di Leone Piccioni e sui suoi incontri a partire proprio dal legame con Ungaretti.

L’esposizione

Ed ecco la prima sala “Leone e ‘Ungà (come veniva chiamato)’: un incontro lungo due vite” che introduce e inquadra la nascita della collezione nell’ambito del legame fra i due e puntando l’attenzione su alcuni artisti cari a entrambi come Maccari, Morandi, Guttuso, Severini, Fautrier.
Arte ma anche informazione e cultura come l’ambiente dedicato all’”Approdo letterario”, prodotto dalla Rai di cui Piccioni diventa redattore. Si richiamava all’omonimo programma radiofonico nato nel ’44, ma il trasferimento in TV avrà vita breve.

A seguire l’ambiente artistico di Forte dei Marmi, meta di villeggiatura estiva e di scambi culturali di artisti e intellettuali. Da “Il gusto di Leone tra realismo e interessi sociali” a “Visioni originali e spirito della natura ” in cui si dà conto del suo sguardo attento alle tematiche sociali e a quelle naturali. E poi “Legami e vicinanze”in cui indaga gli artisti toscani meno noti, mentre le due sale “Maestri e amici, Figura, realtà e astrazione” e “Maestri e amici. La Roma degli anni Sessanta”s’incentrano su due momenti fondamentali degli orizzonti estetici di Leone. ”Maestri e amici” titolava un suo libro edito nel’69 in cui ripercorre gli incontri con alcuni protagonisti del secolo: da Burri a Afro, a Capogrossi a Schifano…Ma Maestri e amici” è anche “La Roma degli anni Sessanta”.

L’ultima sala, infine, “Scritture e visioni. Libri di pregio, dediche e fotografie”torna sul legame con Ungaretti e apre una  finestra su alcune preziose pubblicazioni raccolte o ricevute in dono per una vita. Edizioni di pregio e di grande formato, libri d’artista, libri di poesia e narrativa, libri scritti da Leone, corrispondenza con letterati, artisti, galleristi…che riempivano le stanze di casa Piccioni sono confluiti nel Leone Piccioni presso l’Archivio Centrale dello Stato

La donazione della collezione si deve all’iniziativa dei figli Gloria e Giovanni Piccioni che hanno interpretato la volontà del padre che l’aveva messa insieme con amore in tanti anni. Sono opere di grande qualità e di straordinario valore artistico, umano e spirituale di maestri del Novecento accompagnati da un esauriente e bel catalogo edito dai Musei Vaticani curato da Micol Forti, responsabile della mostra e della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea, introduzione della direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta e del Card. Gianfranco Ravasi.

Musei Vaticani Viale Vaticamo 100
Orario visite: dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 20:00
Ultimo ingresso ore 18:00
Domenica chiuso eccetto l’ultima domenica del mese con ingresso gratuito dalle 9:00 alle 14:oo
Fino al 18 aprile 2026

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