Le grandi mostre del 2025: dialogo con Alessandro Nicosia, il signore delle mostre, tra Arte in Nuvola, Totò e Tolkien 

da | 17 Nov 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Torna dal 21 al 23 novembre a Roma alla Nuvola di Fuksas uno degli eventi più attesi del panorama artistico italiano: Roma Arte in Nuvola – Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea. L’evento, di risonanza internazionale, è giunto alla sua quinta edizione. Ideata e organizzata da Alessandro Nicosia, con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa da EUR S.p.A. ; Roma Arte in Nuvola si avvale della partecipazione attiva del Ministero della Cultura, di Roma Capitale e della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione della Città del Vaticano, ed è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con Costruire Cultura.
Dopo il successo della scorsa edizione – che ha registrato oltre 38.000 visitatori – l’edizione 2025 si presenta ancora più ricca di contenuti, con mostre, talk, eventi e performance di artisti. dove galleristi, curatori e appassionati d’arte potranno incontrarsi e confrontarsi. Una proposta culturale trasversale, in continua crescita, indirizzata ad un pubblico sempre più ampio e diversificato.
Al centro di questa crescita c’è la visione di Alessandro Nicosia, curatore e mente organizzativa dell’evento, la cui esperienza e sensibilità culturale hanno contribuito a rafforzare l’identità di Arte in Nuvola come spazio aperto, inclusivo e orientato alla valorizzazione del talento creativo in tutte le sue forme.
Lo abbiamo incontrato per esplorare da vicino le novità dell’edizione 2025, fare un bilancio delle iniziative avviate nel 2025 e conoscere qualche sorpresa in cantiere per l’anno prossimo.

D. Arte in Nuvola 2025 rappresenta una nuova tappa nel percorso della fiera. Qual è la visione curatoriale di questa edizione?
R.
«La visione di quest’anno è quella di una fiera che non si limita a esporre opere, ma racconta il presente attraverso molteplici punti di vista. Ho voluto una selezione che mostrasse il dialogo tra memoria e innovazione, tra radici italiane e linguaggi internazionali. L’identità di Arte in Nuvola è chiara: qualità alta, apertura, e un forte legame con Roma.»

D. Come si è evoluto il progetto negli ultimi anni e quali obiettivi principali vi siete posti per il 2025?
.
R. «La fiera è cresciuta rapidamente: più gallerie, più visitatori, più istituzioni coinvolte. L’obiettivo del 2025 è consolidare questa crescita rendendo però l’esperienza più articolata: più spazio ai nuovi linguaggi, ai progetti speciali e ai percorsi tematici. Vogliamo costruire un evento, non la chiamerei più fiera, ma un evento artistico culturale che non si visita in fretta, ma che si vive.»

D. Ci spieghi con maggior dettaglio
R. Presenti 140 gallerie, che rappresentano il maggior contributo alla crescita e sostenibilità dell’evento, ed occupano tutti gli spazi disponibili sia per area del contemporaneo e per l’area del moderno. Accanto a questa consistente partecipazione, in programma ci sono 3 mostre di artisti straordinari: Gino Marotta, con “Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola) “, Fabrizio Clerici con “Ultra Memoriam. L’immaginario fantastico tra Archivi e Collezionie “ e Mario Airò con “Tra acqua e luce” ; dall’estero, per citarne alcuni, è presente un artista nigeriano con alcune opere strepitose ed una selezione di artisti cubani; la mostra fotografica con la rassegna collettiva Immagini Impossibili; ancora, performance di vari artisti e il talk “Today is not Today: esperienze immersive d’artista per visore VR” una conversazione tra Marco Senaldi e Valerio Borgonuovo.
Paese ospite, per questa edizione, la Repubblica di Corea con la mostra Fever State, parte del progetto Anno degli Scambi Culturali Corea–Italia 2024–2025, presenti 6 artisti a rappresentare i linguaggi espressivi della Corea.
Il Ministero della Cultura partecipa con la DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea che presenta le iniziative attivate a sostegno del sistema dell’arte contemporanea italiana e dei giovani artisti, in ambito nazionale e internazionale; la DGA – Direzione Generale Archivi e l’Istituto Centrale per la Grafica, con isole informative e una selezione di opere; Il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma esporrà una delle grandi vetrine storiche in legno e vetro già appartenenti al Museo Geologico d’Italia. Il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo che presenta due opere in prestito, una scultura in gesso di Giulio Paolini, Tre per Tre (Ognuno è l’altro o nessuno), (1998-1999) e Aurora (2003) di Mario Airò; la GNAMC – Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea partecipa con l’opera di Emilio Isgrò, Isgrò cancella Isgrò (2024), mentre il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale partecipa con il prestito dell’opera di Fausto Melotti, La sequenza (1971).

D. Come spiegherebbe a chi non è del settore quali criteri guidano la selezione di gallerie e artisti?

R.
«Cerchiamo coerenza, solidità del percorso, e un chiaro taglio curatoriale. Non basta avere opere di qualità: serve un progetto espositivo credibile, riconoscibile, e capace di dialogare con la fiera nel suo complesso.»

D. Come orientarsi nella fiera per la prima volta?
R. «
Consiglio di lasciarsi guidare dalla curiosità. Non si deve vedere tutto: meglio scegliere una sezione, un tema, un artista, e approfondire.»

D. Ci sono stati “no” difficili?

R. «Sì, inevitabilmente. Dire no non è mai semplice, ma è parte del nostro ruolo. Il livello deve restare alto e coerente: ogni dubbio sulla qualità o pertinenza ci obbliga a scegliere con rigore.»

D. Che spazio avete dato ai nuovi media?

R. «Quest’anno c’è un’attenzione particolare al video, alle installazioni immersive e alla sperimentazione digitale. Non per moda, ma perché rappresentano linguaggi ormai decisivi nella produzione contemporanea.»

D. Come dialoga la fiera con la città e le sue istituzioni?

R. «Roma è parte integrante del progetto. Collaboriamo con musei, fondazioni, università. Vogliamo che in quei giorni la città percepisca la fiera come un appuntamento culturale diffuso, non come un evento isolato nella Nuvola.»

D. Roma non è sempre vista come capitale dell’arte contemporanea. Perché?

R. «Serve continuità. Per anni è mancata una regia culturale unitaria. Arte in Nuvola vuole contribuire proprio a questo: un appuntamento stabile, credibile, riconoscibile. È un pezzo del mosaico, non la soluzione di tutto. Cinque edizioni, sempre in forte crescita, dimostrano la validità dell’idea alla base del progetto e la raggiunta maturità dell’iniziativa »

D. Il suo sogno per Arte in Nuvola?
R. «Che diventi un punto di riferimento internazionale, ma restando profondamente romana. Una fiera che non imita, ma propone.»

D. La sfida più grande per il futuro?

R. «Continuare a crescere senza perdere identità. Le fiere devono evolvere, non ingrandirsi per forza.»

D. Oltre alla Nuvola c’è anche un presente, fatto di sue iniziative prestigiose realizzate questo anno 2025. Dalla mostra “Totò e la sua Napoli” appena inaugurata a Palazzo Reale a Napoli alla quinta ed ultima tappa del percorso per la mostra “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” inaugurata a Roma alla GNAMC a novembre 2023, si chiuderà a gennaio 2026 al Salone degli Incanti a Trieste . Qual è il bilancio complessivo delle 2 mostre in termini di pubblico, impatto culturale e risultati raggiunti rispetto agli obiettivi iniziali?
R. Per “Totò e la sua Napoli”, l’idea di una mostra è nata in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni dalla Fondazione di Napoli. Chi grazie alla sua napoletanità poteva rappresentare al meglio la straordinaria testimonianza identitaria della storia del novecento partenopeo. Ho presentato il progetto al mio amico Pupi Avati membro del comitato per le celebrazioni di Neapolis 2500 che l’ha accolta subito con grande entusiasmo. “Totò e la sua Napoli” attrae un pubblico numeroso ed eterogeneo, confermando l’affetto duraturo verso la figura di Antonio de Curtis dalla sua Napoli e l’efficacia dell’allestimento nel raccontarne la dimensione artistica e umana. L’esposizione mette in luce aspetti meno noti della sua carriera, valorizzando materiali d’archivio e testimonianze che arricchiscono la percezione del pubblico e il legame tra l’artista e la città. L’esposizione è la prima tappa di un progetto che proseguirà a New York nella prossima primavera, proseguendo idealmente quel ponte culturale tra Napoli e il mondo che l’attore ha sempre rappresentato.

“TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” ha subito inizialmente un’accoglienza , a volte polemica, ma l’impianto scientifico della mostra, unito a un linguaggio accessibile, ha permesso di restituire la complessità della figura di Tolkien, confermato dal riscontro molto significativo della partecipazione del pubblico già dalla prima esposizione a Roma alla GNAMC, confutando così, quelle posizioni negative. Ad ulteriore conferma, la mostra ha coperto poi l’intero territorio nazionale con ben 5 esposizioni: al centro a Roma, a Sud con Napoli e Catania ed al Nord con Torino e Trieste. A ricordo, mai accaduto prima!.

Nel complesso, entrambe le mostre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati: ampia partecipazione, ricaduta culturale significativa e valorizzazione del patrimonio artistico e letterario. L’esperienza ha inoltre confermato l’efficacia di un’offerta espositiva capace di intrecciare approfondimento, narrazione e accessibilità, rafforzando il dialogo con il pubblico e l’impatto sul territorio.

D. Che sorprese ha in cantiere per l’anno prossimo?
R. Oltre alla prossima edizione di Arte in Nuvola, ci sono diversi progetti in corso. Ma aspettiamo il 2026 per scoprirli.

Clicca sul Banner per leggere Territori della Cultura n° 61