“Echi barocchi e visioni urbane” in mostra le opere di Piero Mascetti al Museo Carlo Bilotti

da | 15 Nov 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Foto: Piero Mascetti, Hoxygen

E’ accompagnata da un bel catalogo, curato da Lorenzo Canova, ricco di contributi critici la mostra dedicata a Piero Mascetti, visibile fino al 25 gennaio dell’anno prossimo al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese.
“Echi barocchi e visioni urbane” il titolo del percorso alla scoperta delle opere del pittore dagli esordi a oggi esaminato a tutto tondo, attraverso le varie fasi della sua ricerca e della sua produzione, tramite la lente d’ingrandimento di una quindicina di critici di provata esperienza: Giorgio Di Laura, Marco Tonelli, Andrea Romoli Barberini, Riccardo Notte, Claudio Strinati, Carlo Fabrizio Carli, Carmine Siniscalco, Gino Agnese, Nelida Nassar, Guglielmo Gigliotti, Enrico Florio, Luca Gismondi, Ilaria D’ambrosi, Alberto Dambruoso.
E Lorenzo Canova, curatore della rassegna, che mette in evidenza l’amore del pittore per il colore, la connessione tra la memoria e la percezione, la sua sintesi tra tradizione, contemporaneità e sperimentazione. Un pittore che non si limita alla rappresentazione ma che vuole costruire “un’immersione sensibile in un universo fatto di luce, colore e materia”. Un artista dalla pennellata libera ma anche controllata, capace di delineare spazi che oscillano fra riconoscibilità e astrazione. Un pittore profondamente attento alla tradizione figurativa del barocco romano, alla sua forza narrativa, al suo pathos. E’ la Roma barocca , i suoi monumenti, i suoi dipinti, il suo repertorio di forme, la sua intensità luministica, a suscitare il suo interesse. Un patrimonio che diventa il suo orizzonte mentale. Il tutto accompagnato dalla padronanza tecnica dell’arte della pittura a olio, dall’impiego particolare del rosso, del bianco e del nero, i tre colori cardine della sua tavolozza. Nelle opere di grandi dimensioni la pittura si confronta direttamente con lo spazio, nelle opere su carta emerge il disegno preparatorio come elemento autonomo della creazione.

“Il disegno di Mascetti si configura come un gesto che non delimita semplicemente forme, ma che produce presenze enigmatiche, figure sospese fra realtà e immaginazione precisa Canova che prosegue: “Nel loro dialogo, la linea e le campiture cromatiche si connettono in un dinamismo che rende il disegno parte integrante della pittura, in un intreccio fertile fra segno e colore. Mascetti è un pittore che rivendica la lentezza e la profondità del gesto pittorico, la possibilità di costruire immagini che richiedono allo spettatore un tempo di contemplazione e di riflessione, mettendo in comunicazione il visibile e l’invisibile, la realtà e la memoria, l’esperienza sensibile e la dimensione interiore”.

“Piero Mascetti non dipinge quadri ma tempeste, collisioni di grandi masse di colore – materia – luce, dipinge naufragi ma di quelli salvifici – puntualizza Guglielmo Gigliotti che prosegue – Piero Mascetti dipinge come respira, come pensa, come vive. In lui è la concezione del mondo ad essere pittorica. Quelle ampie curve di colore , quegli urli fra scie materiche, quelle danze di piani, sono il modo di Piero Mascetti di essere se stesso, senza filtri, c0me è lui nella vita, nella vita di pittore puro e duro. Ma quanto umano!”

Un artista completo, complesso, le cui caratteristiche vengono analizzate in catalogo una per una da ben sedici critici di assoluto valore. Una schiera di intellettuali che passano al setaccio ogni aspetto della sua personalità, del suo modo originale di fare arte, sempre ben saldo nella tradizione, con riferimenti storici ad altri artisti, attivi prima di lui. Orgoglioso delle sue origini semplici, nobilitate dai sani principi di una famiglia tradizionale, ricorda Carmine Siniscalco, Mascetti con la passione per il disegno, è riuscito a vivere della sua pittura e ad affermarsi nella difficile scena dell’arte a Roma, ad essere apprezzato da critici e pubblico, a ricevere premi e gratificazioni.
Un pittore-pittore Piero Mascetti, un artista senza residui, un testimone della bellezza e del colore che si espande occupando lo spazio, senza infingimenti, forte del suo potere di seduzione. I suoi sono dipinti di una persona che non fa il pittore, perché, come scrive Giorgio Di Laura in catalogo, “Piero è un pittore”. E prosegue: “Nelle sue opere non solo emergono i suoi riferimenti ma anche i suoi impulsi, una sorta di comprensione, di unione ed immedesimazione con i soggetti dei quadri ai quali si ispira”.
La sua opera è frutto di un’energia incontenibile, ma anche di un’attitudine severa alla costruzione e alla meditazione dove nulla emerge dal caso scrive Claudio Strinati. “C’è in lui la percezione di un universo cromatico come in ebollizione, qualcosa di continuamente mutevole ed emergente dentro il quale l’artista spazia alla ricerca di nuove dimensioni”, osserva.
E’ una Roma “visionaria e febbrile” quella che individua Carlo Fabrizio Carli, una Roma scandita dalle mostre tenute dal pittore fin dalla prima che si aprì nel ‘99 a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo. Una pittura potente e visionaria, che ammalia e seduce con la forza del colore .

Roma Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese
Orario: dal martedì al venerdì 10.oo – 16.oo, il sabato e la domenica 10.00 – 19.00
24 e 31 dicembre 10.00 – 14.00. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura
Fino al 25 gennaio 2026

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