Il capolavoro della miniatura rinascimentale torna a Roma dopo oltre un secolo. Fu restituito all’Italia grazie a Giovanni Treccani
Dal 14 novembre 2025 al 16 gennaio 2026, la Bibbia di Borso d’Este, uno dei massimi capolavori della miniatura rinascimentale, sarà eccezionalmente esposta al pubblico nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”.
La mostra, intitolata “ET VIDIT DEUS QUOD ESSET BONUM – La Bibbia di Borso d’Este. Un capolavoro per il Giubileo”, segna il ritorno a Roma del prezioso manoscritto a oltre un secolo dalla sua ultima presenza nella Capitale.
La Bibbia di Borso d’Este: tesoro del Rinascimento italiano
Realizzata tra il 1455 e il 1461 da maestri come Pietro Paolo Marone, Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, la Bibbia di Borso d’Este rappresenta una delle più alte espressioni artistiche del Rinascimento italiano. L’opera raccoglie oltre seicento carte miniate, dipinte su entrambi i lati e impreziosite da fregi dorati, decori geometrici e pigmenti rarissimi, tra cui il prezioso lapislazzuli oltremare, importato dall’Afghanistan e utilizzato per ottenere le intense tonalità di azzurro che illuminano le miniature. In ogni pagina, la perfezione tecnica e l’eleganza estetica si uniscono alla profondità spirituale del testo sacro.
Il ritorno in Italia grazie a Giovanni Treccani
Dopo la devoluzione di Ferrara, la Bibbia di Borso d’Este seguì la dinastia estense a Modena, dove trovò posto nella Biblioteca Estense. Nel 1859 il duca Francesco V d’Austria-Este fuggì a Vienna, portando con sé il prezioso manoscritto, rimasto poi agli Asburgo. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, la Bibbia passò all’arciduca Carlo I, che in esilio in Svizzera, la conservò fino alla sua morte. Nel 1922 la vedova Zita di Borbone-Parma tentò di venderla, ma l’intervento dell’imprenditore e mecenate Giovanni Treccani ne impedì la dispersione sul mercato internazionale.
“Appassionato come sono di opere d’arte e di libri, trovandomi davanti a quel singolarissimo monumento di bellezza e di magnificenza, mi sentivo commosso fino alle lacrime”, ricordò Giovanni Treccani che acquistò il manoscritto a Parigi per 3.300.000 franchi francesi e lo donò allo Stato italiano. Pochi mesi dopo, l’opera trovò la sua sede definitiva nella Biblioteca Estense di Modena.
Il progetto espositivo
La mostra, promossa dal Senato della Repubblica in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Cultura, le Gallerie Estensi, il Commissario Straordinario per il Giubileo e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, rappresenta dunque un evento di eccezionale rilievo, che segna il ritorno a Roma della Bibbia di Borso d’Este, a centodue anni dal suo rientro in Italia.
Il progetto espositivo sarà accompagnato da un catalogo edito da Treccani che, attraverso testi di studiosi e istituzioni e un ricco apparato di immagini, racconta un’opera simbolo di mecenatismo, identità nazionale e tradizione culturale.
L’allestimento, multimediale e interattivo, è concepito per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva, consentendo di esplorare ogni dettaglio delle oltre seicento carte che compongono uno dei più grandi capolavori del Rinascimento italiano.
Visitare la mostra
Sarà possibile visitare la mostra fino al 16 gennaio 2026 nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”, in Piazza della Minerva 38. L’accesso sarà gratuito e consentito dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 18.00, con alcune aperture straordinarie già programmate in occasione del Giubileo 2025.
Per informazioni e aggiornamenti è possibile consultare il sito ufficiale del Senato della Repubblica all’indirizzo www.senato.it/BibbiaBorso.


