Esteso su una superfice di 4.400 metri quadrati, il Museo del Genio apre alla città con nuovi spazi espositivi, una biblioteca specialistica di 24mila volumi e un archivio di 30mila immagini storiche
Il Museo del Genio ha ufficialmente riaperto al pubblico il 31 ottobre, segnando una nuova fase nella vita culturale della Capitale. L’antico complesso militare sul Lungotevere della Vittoria, oggi trasformato in centro culturale, ospita fino al 15 febbraio 2026 due grandi mostre: Vivian Maier. The Exhibition e Ugo Nespolo. Pop Air. Grazie alla collaborazione tra Ministero della Difesa, Esercito Italiano, Difesa Servizi e Arthemisia e con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro, la struttura torna ora pienamente fruibile, dopo decenni di accesso limitato.
Le mostre del Museo del Genio: Maier e Nespolo inaugurano la stagione
Le due esposizioni inaugurali incarnano la doppia anima del Museo del Genio, tra memoria storica e visione contemporanea. Vivian Maier. The Exhibition presenta oltre 200 scatti della celebre fotografa americana, in occasione del centenario della sua nascita. Un percorso immersivo che svela l’intensità poetica della street photography. Accanto, Ugo Nespolo. Pop Air propone gigantesche sculture gonfiabili che reinterpretano, in chiave ironica, icone internazionali della scultura moderna. Due linguaggi diversi che dialogano con lo spirito del museo, creando un ponte ideale tra ingegno tecnico e sensibilità estetica.
Un patrimonio restituito alla città
Con la riapertura del Museo del Genio “restituiamo alla città un patrimonio che appartiene a tutti, trasformandolo in un polo vivo, attrattivo e contemporaneo. Perfetto per ospitare grandi eventi e allestimenti artistici”, ha dichiarato Iole Siena, presidente di Arthemisia.
“Abbiamo voluto celebrare la riapertura ospitando due mostre di grande rilievo, perché crediamo che questo luogo debba diventare un riferimento per la cultura italiana ed europea”, ha aggiunto Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro.
Museo del Genio come hub culturale moderno
Il rinnovato Museo del Genio si propone come centro culturale attivo, spazio di incontro tra ricerca tecnologica, memoria storica e arti visive. Il progetto, sviluppato con l’obiettivo di aprire a famiglie, studenti e turisti, unisce esposizioni, studi archivistici e attività didattiche. Con i suoi 4.400 metri quadrati e un percorso espositivo che intreccia disciplina militare e creatività, il complesso offre, oltre al museo, una biblioteca con 24mila volumi tecnici e un archivio fotografico con 30mila immagini storiche.
La storia del Museo del Genio: dalle origini alla rinascita
La sede del Museo del Genio risale agli anni Trenta, edificata tra il 1936 e il 1938 per custodire le collezioni storiche dell’Arma del Genio, trasferite da Castel Sant’Angelo. L’istituto, fondato nel 1906 dal generale Mariano Borgatti, documenta innovazioni tecniche e conquiste dell’ingegneria militare italiana. Tra i tesori conservati spiccano l’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi e uno dei primi telefoni ideati da Antonio Meucci.
Grazie a questa iniziativa, oggi la città ritrova uno spazio unico, dove patrimonio tecnico, memoria storica, ricerca e innovazione convivono, offrendo ogni giorno ai visitatori un’esperienza immersiva nel cuore dell’ingegno italiano.


