Oltre venti capolavori tra dipinti, disegni e incisioni raccontano il genio di Guido Reni nel 450° anniversario della nascita
La mostra “Il divino Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte” anima gli spazi della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino, dove fino al 18 gennaio 2026 il pubblico potrà ammirare oltre venti capolavori tra dipinti, disegni e incisioni.
Inaugurata l’11 ottobre, l’esposizione celebra i 450 anni dalla nascita di Guido Reni, grande maestro bolognese del Seicento. Curata da Annamaria Bava e Sofia Villano, la rassegna riunisce opere provenienti dalle collezioni torinesi e da importanti prestiti italiani e internazionali, tra cui il Musée des Augustins di Tolosa.
La fortuna di Guido Reni in Piemonte
La mostra su Guido Reni a Torino esplora il profondo legame tra la pittura del Seicento bolognese e la committenza sabauda. Le corti torinesi, affascinate dal classicismo del maestro, riconobbero nella sua arte un modello di grazia e spiritualità, ideale per esprimere il potere e la devozione della dinastia.
“L’esposizione non è solo una celebrazione, ma un viaggio nella fortuna di Reni in Piemonte, dove la sua arte trovò immediato consenso presso la corte dei Savoia”, ha dichiarato la curatrice Annamaria Bava.
Attraverso tele, disegni e incisioni, i visitatori potranno scoprire come la pittura di Reni, fondata sull’armonia delle forme e sulla luce ideale, abbia contribuito a definire l’immagine raffinata e spirituale della Torino barocca.
Le opere in mostra: tra mito, fede e classicismo
Tra i capolavori in mostra spiccano le due versioni di Marsia scorticato da Apollo, una delle composizioni più intense e drammatiche del pittore. La tela originale, oggi conservata al Musée des Augustins di Tolosa, dialoga con la replica seicentesca della Galleria Sabauda.
L’opera, ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, mette in scena la punizione inflitta da Apollo al satiro Marsia, simbolo della vittoria della ragione sulla tracotanza. “Con questa composizione Guido Reni traduce la tensione tra bellezza e dolore, un tema morale e artistico centrale nel Seicento,” spiega la co-curatrice Sofia Villano. Accanto a essa, il pubblico potrà ammirare il San Maurizio che riceve la palma del martirio, proveniente dal Santuario di Avigliana.
Guido Reni e le collezioni sabaude
La mostra valorizza anche il patrimonio artistico delle collezioni sabaude, che per secoli hanno custodito numerosi dipinti del maestro e dei suoi allievi.
Tra le opere provenienti dal lascito del principe Eugenio di Savoia Soissons figurano il San Giovanni Battista, il San Girolamo e la Morte di Lucrezia. Non mancano soggetti allegorici come la Lotta tra amorini e putti baccanti, e una raffinata selezione di disegni e incisioni.
Le carte esposte, tra cui una Sacra Famiglia e due studi a carboncino della Biblioteca Reale, rivelano la finezza del segno di Reni e la sua attenzione per la grazia dei volti. “Attraverso queste opere emerge il dialogo costante tra Torino, Bologna e Roma, nel segno della devozione e dell’arte,” sottolineano le curatrici.
L’Assunzione di Abbadia Alpina: il capolavoro ritrovato
Tra le opere di maggiore interesse della mostra su Guido Reni a Torino spicca l’Assunzione della Vergine, riscoperta nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina. Il dipinto, realizzato tra il 1605 e il 1606, viene esposto per la prima volta dopo un accurato restauro curato dal laboratorio di Cesare Pagliero sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino.
L’opera testimonia la fase giovanile del maestro, segnata dal confronto con il naturalismo caravaggesco. Il restauro, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Diocesi di Pinerolo, ha restituito la brillantezza dei colori e la grazia delle figure angeliche che accompagnano la Vergine verso il cielo.
“Quest’opera rappresenta un ponte ideale tra la Roma di inizio Seicento e il Piemonte, rivelando l’anima più lirica del giovane Reni,” sottolinea Annamaria Bava.
Visitare la mostra di Guido Reni a Torino
La mostra è visitabile fino al 18 gennaio 2026 presso lo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, ai Musei Reali di Torino. È aperta dal giovedì al martedì, dalle 9 alle 19, con chiusura il mercoledì.
Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto a 2 euro per i giovani tra 18 e 25 anni.
L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatori, insegnanti, guide turistiche e possessori di Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card.







