UNESCO, via al primo museo virtuale dei beni culturali rubati

da | 1 Ott 2025 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni

L’UNESCO lo ha presentato nell’ambito del Mondiacult

 

L’UNESCO ha presentato lo scorso 29 settembre, nell’ambito del Mondiacult a Barcellona, il museo virtuale al mondo dei Beni Culturali Rubati, il primo nel suo genere al mondo.

Il primo museo virtuale al mondo di beni culturali rubati

Il museo utilizza la realtà virtuale per mostrare oltre 240 oggetti culturali saccheggiati in 2D e 3D, insieme alle testimonianze delle comunità alle quali sono stati rubati. Si legge sulla pagina social dell’UNESCO: “Oltre a sensibilizzare cittadini e giovani, il museo mira a: educare il pubblico sulla portata e sull’impatto del traffico illecito; incoraggiare gli Stati a rafforzare le politiche di protezione e inventario; promuovere la ricerca di provenienza nel mercato dell’arte; favorire la cooperazione internazionale per la restituzione”.

Visita guidata virtuale

Reso possibile grazie al sostegno dell’Arabia Saudita, degli Stati Uniti, della Grecia, INTERPOL HQ e di 44 paesi in tutto il mondo, il museo è stato progettato dall’architetto Francis Kéré. A presentare fra gli altri il museo virtuale sono stati il direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, l’architetto Francis Kéré e il vicedirettore generale della Cultura dell’UNESCO, Ernesto Ottone. La piattaforma è stata mostrata attraverso una visita guidata ai suoi spazi e alle sue funzionalità e resa disponibile in diretta in tutto il mondo.

Modellazione 3D e realtà virtuale

La modellazione 3D e la realtà virtuale hanno un ruolo dominante nel museo. Infatti, la piattaforma ricostruisce digitalmente modelli di oggetti culturali rubati selezionati dagli Stati membri. Inoltre, non mancano storie, contenuti educativi e testimonianze delle comunità alle quali sono stati rubati i beni culturali in modo da rendere evidente il valore culturale e storico degli oggetti. Presente anche una sala dedicata alle restituzioni di successo, che evidenzia il ruolo centrale che assume la cooperazione internazionale e il dialogo per la restituzione dei beni culturali.

Contrastare il traffico illecito dei beni culturali

Ottone durante la presentazione ha sottolineato che il traffico illecito dei beni culturali è “uno dei mercati più interessanti dal punto di vista degli utili e più prospero nelle zone di guerra”. Per questo motivo, il museo virtuale è pronto e destinato ad ampliarsi grazie alla collaborazione di tutti i Paesi, contrastando e aumentando la consapevolezza sul traffico illecito dei beni.

Una sfida contro il traffico illecito

L’architettura del museo virtuale è stata disegnata con una struttura in 3D che comprende una rampa a spirale che è il simbolo dell’accesso alla conoscenza. La piattaforma è di semplice utilizzo: basta un semplice clic per immergersi nelle varie gallerie virtuali e assaporare la storia e la provenienza dei beni culturali attraverso testimonianze e immagini. Karè ha evidenziato che grazie a questo museo virtuale “condividiamo il maggior numero possibile delle sfide della lotta contro il traffico illecito di beni culturali, un traffico che ferisce le memorie, rompe gli anelli delle generazioni e impedisce la scienza”.

Mondiacult

Mondiacult è la più grande conferenza mondiale sulle politiche culturali. L’edizione 2025 ha riunito migliaia di partecipanti per definire l’agenda globale per la cultura nei prossimi anni. Le discussioni hanno ruotato attorno a sei temi e due aree di interesse, che rappresentano le sfide e le opportunità chiave per il futuro della cultura. Mondiacult è anche un’importante piattaforma di advocacy. Con la conclusione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ormai vicina, la Conferenza UNESCO 2025 rappresenta un momento decisivo per costruire un consenso e uno slancio volti a stabilire la cultura come obiettivo autonomo all’interno della prossima strategia di sviluppo delle Nazioni Unite.