La Bibbia Istoriata Padovana in mostra al Museo Diocesano

da | 27 Set 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Per la prima volta dopo oltre mezzo millennio le due sezioni del capolavoro trecentesco, custodite alla British Library e all’Accademia dei Concordi, saranno riunite dal 17 ottobre 2025 al 19 aprile 2026 nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano di Padova.

È stata ufficialmente annunciata a Londra la mostra “La Bibbia Istoriata Padovana. La città e i suoi affreschi”, che si terrà nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano di Padova dal 17 ottobre 2025 al 19 aprile 2026. L’evento riunisce per la prima volta, dopo oltre mezzo millennio, le due parti superstiti del manoscritto trecentesco, conservate a Londra e a Rovigo, grazie al prestito della British Library e al coordinamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Fondazione Cariparo), in collaborazione con la Diocesi di Padova e l’Accademia dei Concordi.

Le due sezioni riunite dopo oltre mezzo millennio

Il ritorno a Padova della Bibbia Istoriata rappresenta un evento straordinario e irripetibile. Grazie al prestito della British Library sarà possibile ammirare tutte le 871 vignette miniate che narrano la storia sacra in immagini, realizzate per i Signori da Carrara alla fine del Trecento. “È un’occasione davvero unica vedere riuniti i due libri. I personaggi non sono quelli della storia biblica ma della Padova medievale, mostrata come in una fotografia. Ci sono le banche, i riti dei matrimoni, i modi di coltivare il terreno”, ha sottolineato Federica Toniolo, docente di Storia dell’arte medievale all’Università di Padova e coordinatrice scientifica della mostra.

La storia della Bibbia Istoriata Padovana

La vicenda della Bibbia Istoriata Padovana resta in parte avvolta nel mistero. Dopo la caduta della Signoria dei Carraresi se ne persero le tracce. Una parte entrò nella biblioteca della famiglia rodigina Silvestri, che la donò all’Accademia dei Concordi nel 1835. L’altra, la cosiddetta Bibbia Sussex, appartenne al Duca di Sussex e giunse alla British Library nel 1907.
“Le vicende di questa Bibbia resteranno un mistero – ha spiegato la curatrice Alessia Vedova –. Il cardinale Girolamo Silvestri faceva togliere dai codici i nomi dei precedenti proprietari, rendendo impossibile ricostruire del tutto la sua storia”.
Il ricongiungimento permetterà di ammirare la sezione rodigina con la Genesi e la storia di Ruth, e quella londinese con il Pentateuco e il libro di Giosuè. Il testo, scritto in volgare con inflessioni venete e padovane, rappresenta una rarità in un’epoca in cui le Bibbie erano quasi sempre redatte in latino.

Il percorso espositivo

Con un unico biglietto i visitatori potranno accedere al Museo Diocesano, al Battistero della Cattedrale con gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi – vero modello iconografico per le miniature del codice – e alla Veranda del Palazzo Vescovile.
Il percorso espositivo, che mette in relazione la Bibbia Istoriata Padovana con la “Città Dipinta” oggi Patrimonio UNESCO, si apre con una sala immersiva che ricostruisce la Padova trecentesca, segnata dalla presenza di grandi artisti. “Le illustrazioni della Bibbia Padovana dimostrano di guardare ai grandi cicli pittorici che Giotto, Altichiero, Giusto de’ Menabuoi avevano realizzato per i Carraresi con uno stile sobrio e realistico”, ha aggiunto Alessia Vedova. Il percorso culmina nel Salone dei Vescovi, dove le due sezioni del manoscritto saranno finalmente ricongiunte e presentate affiancate in una teca di massima sicurezza, corredate da video esplicativi e contenuti multimediali.

Muraro: “Una bella storia di collaborazione”

Il presidente della Fondazione Cariparo, Gilberto Muraro, ha definito la mostra “una bella storia di collaborazione tra enti”, resa possibile grazie alla sinergia con la British Library, l’Accademia dei Concordi e la Diocesi di Padova. “L’obiettivo comune è restituire alla città, anche se solo per pochi mesi, uno dei suoi capolavori più rappresentativi. La Bibbia Istoriata Padovana racconta la storia di una comunità e diventa un ponte tra passato e presente, tra Padova e il mondo, dimostrando come la cultura possa unire ciò che il tempo e la storia hanno diviso”.