Roma. “Gauguin Il diario di Noa Noa e altre avventure”. La mostra al Museo della Fanteria

da | 18 Set 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Si potrà visitare fino al 25 gennaio del prossimo anno la mostra dedicata a Gauguin aperta a Roma nel Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano intitolata “Gauguin Il diario di Noa e altre avventure”, prodotta da Navigare srl da una iniziativa del Ministero della Difesa, è ’firmata da Vincenzo Sanfo, curatore di caratura internazionale, già insegnante alla Shandong University of Art & Design che ha ordinato una rassegna imponente.
Vengono presentati dipinti provenienti in gran parte da collezioni private italiane, francesi e belghe, oltre che da collezioni di musei francesi e italiani. Alcuni notissimi , altri meno conosciuti, ma tutti di grande spessore storico e artistico.

Come sempre, ma in modo particolare con Gauguin si è tentati di spingere l’acceleratore sulla sua eccezionale biografia, a cominciare dai primi anni trascorsi in America Latina presso i nonni che lo consideravano bastardo. Tornato in Francia diventa agente di cambio, si sposa con una borghese danese da cui ha cinque figli, quindi va in marina, partecipa nel 1870 ad alcune battaglie contro la Prussia, quindi diventa collezionista d’arte e comincia a dipingere ormai quasi trentenne, come del resto aveva fatto Van Gogh. Una esistenza sui generis che sfocia nella scoperta di un altro mondo tutto da indagare ed amare. All’inizio di giugno del 1891 sbarcava a Papeete nella Polinesia francese con un piccola somma di denaro ricavato dalla vendita di alcuni dipinti presso la casa d’aste Drouot di Parigi.Si ferma in un piccolo villaggio nei pressi di Tahiti e viene ben accolto dalla popolazione locale. Ma il poco denaro, una salute malferma lo convincono ben presto a tornare in Francia. Era il 1893. Ma due anni dopo la lascerà definitivamente, perennemente alla ricerca di un altrove e di un proprio equilibrio interiore. 

Ed è in questo stato d’animo che inizia la stesura di “Noa Noa”, nella traduzione Profuno” o “Isola profumata”, una specie di diario sulla sua prima esperienza polinesiana ispirandosi anche al “Voyage aux ìles du Grand Océan”, un testo scritto da Moerenhout che era stato console americano di Tahiti. 
In “Noa Noa” Gauguin trasferisce le nozioni apprese nel libro, gli usi e costumi delle genti di Tahiti e le esperienze della sua nuova compagna Tehura da cui ebbe un figlio, facendola diventare quasi una sorta di voce narrante.
Un manoscritto a cui Gauguin teneva molto tanto da affidarlo all’amico Charles Morice per farlo pubblicare in Francia incaricando Daniel de Monfreid di realizzare dai suoi disegni le xilografie d’illustrazione del testo. E’ una storia travagliata quella di Noa Noa che verrà pubblicato solo parzialmente ne “La Revue Blanche” nel 1897, mentre la prima edizione completa vedrà la luce nel 1901 e nel 1924. Ma l’artista non vedrà mai il suo libro stampato a cui tanto teneva. Morirà nel 1903 dopo aver inviato alla stampa il manoscritto “Avant et Après”, una sorta di diario della sua vita, in effetti il suo testamento spirituale. 

In mostra la seconda edizione del 1923


L’esposizione

Il percorso esposito non tralascia gli antefatti dell’avventura polinesiana, dedicando particolare attenzione al soggiorno in Bretagna, in particolare il periodo trascorso nel piccolo centro di Pont Aven da cui prenderà nome la Scuola di Pont Aven di cui fecero parte artisti come Emile Bernard, Ponthier de Chamaillard, Maurice Denis, Maxime Maufra presenti in mostra con alcuni dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Fra questi “Eva e il serpente”di Paul Serusier e “Le Bretonne” di Maurice Denis.
Se Noa Noa è il filo conduttore di tutta la rassegna, l’altro testo da prendere in considerazione è proprio il diario scritto dall’artista pochi mesi prima di morire “Avant et Après” con copertina a stampa litografica di Gauguin e stampe giapponesi. Sul retro “Il Cavaliere e la Morte “ di Dürer applicata dallo stesso Gauguin. In mostra la seconda edizione del 1923.

C’è tutto e di più nella mostra che si snoda lungo un percorso in cui gli ambienti, di modeste dimensioni, si susseguono, uno dietro l’altro, ogni tanto inframmezzati da qualche spazio un po’ più ampio. Una particolarità propria del Museo Storico Nazionale della Fanteria che se si presta a esporre separatamente reperti di diversa natura non favorisce però la concentrazione, il crescendo d’interesse man mano che si raggiunge il clou della rassegna.
Che non è facile individuare tante e differenti sono le opere esposte. Meglio piuttosto puntare su diversi centri d’interesse. Ed. ecco allora il Carnet dei disegni, presente il facsimile, per far conoscere i contenuti del piccolo libretto di appunti che il pittore usava portare sempre con sé, custodito presso il Museo d’ Orsay, gli appunti per un ritratto dell’amico nemico Van Gogh mentre dipinge i famosi “Girasoli”. Quelli del furioso litigio fra i due finito col taglio dell’orecchio di Van Gogh. Vi sono gli appunti dedicati al mondo animale, le litografie a colori dell’Antica Cultura Mahori, le splendide xilografie dal Diario di Noa Noa e le litografie acquarellate. Non mancano i vasi, le terracotte a partire dai legni scolpiti, i disegni. Fra questi si segnalano i disegni monotipo come “Studio di mani e di avambraccio”. Bellissimo il dipinto attribuito all’artista, proveniente dalla collezione di Giovanni Testori e Alen Toubas che ritrae una donna tahitiana nella sua capanna che potrebbe far parte delle opere risalenti al primo viaggio di Gauguin a Tahiti.
E’in bronzo, conchiglia e madreperla, rappresenta probabilmente colui che ha creato l’universo, un idolo fra i più selvaggi fra quelli scolpiti da Gauguin. Originariamente realizzato in legno venne donato dal pittore al suo amico Daniel de Monfre. E ancora maschera di donna tahitiana, disegni caricaturali, studi, bozzetti, libri, documenti, appunti personali dell’artista. E i facsimili dei delicatissimi acquerelli realizzati da Gauguin per il volume ”Ancien Culte Mahorie” con la copertina originale di Gauguin stampata da Ferdinand Mourlot. Incantevoli, addirittura commoventi gli amanti di Bora Bora in cui parola scritta e immagini formano un tutt’uno. Come per la famigliola dei maialini in cerca di cibo.

Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano
Piazza di Santa Croce in Gerusalemme 9 Roma
Orario visite:
Lunedì – Venerdì 9.30 -19.30 Sabato e domenica 9.30 – 20.20
Fino al 25 gennaio 2026