Rinvenute tre medaglie dagli scavi della metro C a Piazza Venezia

da | 11 Set 2025 | Archeologia, Conservazione e Tutela

Sono emerse tre medaglie con l’effige di papa Paolo II dagli scavi di Piazza Venezia, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un nuovo tratto della metro di Roma.

Dagli scavi di Piazza Venezia, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un nuovo tratto della metro di Roma, sono emerse tre medaglie che recano l’effige di papa Paolo II, che commissionò la costruzione del complesso edilizio di Palazzo Venezia e anche dell’adiacente Palazzetto, avvenuta nel 1467. La scoperta svela una pratica di buon auspicio connessa con l’attività edilizia del tardo Quattrocento: le medaglie, verosimilmente, venivano nascoste al momento della costruzione dell’edificio. Durante la messa in luce delle fondazioni tardo quattrocentesche di Palazzetto Venezia è stato rinvenuto, all’interno delle fondamenta che delimitavano l’edificio a nord, un vaso in terracotta contenente queste tre medaglie commemorative in bronzo. La Soprintendenza Speciale di Roma sta conducendo lo scavo all’interno dei lavori per la realizzazione della Linea C, commissionati da Roma Metropolitane, per conto di Roma Capitale e realizzati dalla società Metro C, guidata da Webuild e Vianini Lavori. Palazzetto Venezia venne spostato agli inizi del Novecento per la realizzazione di piazza Venezia e del Vittoriano: all’epoca l’archeologo Rodolfo Lanciani riportava il rinvenimento avvenuto durante dei lavori di rifacimento delle fondazioni di Palazzo Venezia di oggetti analoghi contenenti dalle tre alle cinque monete o medaglie. Gli attuali rinvenimenti sono avvenuti nelle fondamenta originarie del Palazzetto e gettano nuova luce su questo edificio.

Le parole degli esperti

Queste le parole di Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma: “Il rinvenimento di queste medaglie verosimilmente nascoste al momento della costruzione dell’edificio ci svelano una pratica di buon auspicio connessa con l’attività edilizia del tardo Quattrocento. È suggestivo che la scoperta sia avvenuta durante l’attuale Giubileo, perché è l’occasione per arricchire le nostre conoscenze su un aspetto particolarissimo della vita quotidiana e delle pratiche legate a tradizioni commemorative, se non scaramantiche, connesse con l’attività edilizia della Roma dei papi nel Rinascimento”. Ha poi aggiunto Marta Baumgartner archeologa della Soprintendenza direttore scientifico dello scavo: “Occultare questi oggetti nei basamenti di grandi e piccoli edifici è una pratica di tradizione ben più antica, connessa a una sorta di rito di fondazione legato all’edificazione di complessi importanti come a esempio palazzi e chiese ma che trova riscontro, anche oggi, anche nella più comune edilizia privata”. Secondo Luigi La Rocca, capo dipartimento Tutela del Ministero della Cultura: “La scoperta del piccolo tesoretto nascosto nelle fondazioni di Palazzetto Venezia, oltre al valore storico del rinvenimento che attesta la data della costruzione del complesso edilizio nel 1467, evidenzia ancora una volta la straordinaria profondità della stratificazione storica della città, confermando come sia possibile, grazie al coordinamento e alla collaborazione tra le istituzioni, coniugare la realizzazione di una fondamentale opera pubblica con la ricerca e la tutela dello straordinario patrimonio archeologico di Roma”.