Milano, via alla nuova stagione espositiva della Grande Brera

da | 10 Set 2025 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Istituzioni

Angelo Crespi: “Grande Brera come hub culturale”

 

Al via la nuova stagione espositiva della Grande Brera, a Milano. Un viaggio tra arte e tecnologia e fra artisti di punta, da Giovanni Agostino da Lodi a Bice Lazzari. Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense, dichiara: “Si sta per inaugurare una nuova stagione espositiva, in cui la Grande Brera si presenta come un hub culturale”.

Alla Pinacoteca di Brera a Milano in mostra Giovanni Agostino da Lodi

Dal 14 maggio al 30 agosto 2026 la Pinacoteca di Brera a Milano ospiterà la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, autore attivo nella prima metà del XVI secolo. L’esposizione è a cura di Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini; il comitato scientifico è composto da Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti, Marco Tanzi. La vicenda di questo autore, misteriosa per la scarsità di dati biografici, è tracciata tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia. È un percorso che si ricostruisce soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino ha potuto osservare rielaborandone le influenze in modo assolutamente personale: Bramantino e Leonardo sul versante milanese, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Albrecht Dürer su quello veneziano, artisti dei quali saranno presenti in mostra varie opere con prestiti dall’Italia e dall’estero.

Palazzo Citterio, tra passato e presente

Palazzo Citterio, luogo di conservazione e centro di sperimentazione e ricerca dei nuovi linguaggi, propone affondi su personalità di grande rilievo nella storia dell’arte italiana del Novecento, quali Bice Lazzari, Mimmo Paladino, William Kentridge e darà voce ad artisti di generazioni più recenti, quali Giovanni Frangi e Quayola.

Retrospettiva dedicata a Bice Lazzari

La stagione espositiva di Palazzo Citterio si apre con una grande retrospettiva dedicata a Bice Lazzari (Venezia, 1900 – Roma, 1981), un’artista che ha attraversato tutto il Novecento, lasciando un segno profondo e inconfondibile, grazie al suo linguaggio unico. Dal 16 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026, l’esposizione, curata da Renato Miracco in stretta collaborazione con l’Archivio Bice Lazzari di Roma e la GNAMC – Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, presenta oltre 110 opere, provenienti da musei, istituzioni e collezioni italiane e straniere – fra le quali la Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, The Phillips Collection di Washington D.C., la Salomon R. Guggenheim Museum di New York, il National Museum Women in the Arts a Washington D.C. – che ripercorrono l’intera sua carriera, da quelle di Arte applicata degli anni Trenta e Quaranta, a quelle che appartengono all’ultimo periodo caratterizzato da un rigoroso minimalismo, passando lungo tutte le fasi della sua evoluzione creativa: dall’arte murale alla decorazione per la motonave Raffaello, dai disegni di stoffe commissionatele da Gio Ponti alle acquisizioni della Galleria Nazionale di Roma con Palma Bucarelli.

Dopo vent’anni dalla prima esposizione in mostra Nobu at Elba Redux

Dal 30 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, la Sala Stirling in Palazzo Citterio accoglierà per la prima volta a Milano, Nobu at Elba Redux, la monumentale installazione creata da Giovanni Frangi. L’iniziativa, curata da Giovanni Agosti, consente al pubblico di apprezzare nuovamente l’opera, a vent’anni di distanza dalla sua prima esposizione, a Villa Panza a Varese, luogo per la quale era stata concepita. Nobu at Elba Redux è costituito da quattro grandi tele dipinte (complessivamente di quaranta metri) e da venti sculture in gommapiuma bruciata, illuminate a intervalli regolari di 15 minuti, con l’intenzione di fornire un’emozione simile a quella che si prova di notte vicino a un corso d’acqua, in un ambiente disabitato. L’appuntamento milanese si avvale di un nuovo allestimento a cura di Francesco Librizzi, che ha lavorato con l’intento di conservare l’esperienza originaria dell’installazione e, allo stesso tempo, di rafforzarne il legame speciale con la Sala Stirling.

In esposizione anche Giovanni Gastel, William Kentridge e Mimmo Paladino

Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, un’esposizione celebrerà il lavoro di Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021), con un percorso che copre l’intera sua carriera: dalle prime copertine per le riviste di moda agli still life, agli shooting fotografici fino alle campagne pubblicitarie che l’hanno decretato tra i più importanti fotografi al mondo, senza dimenticare di sottolineare le sue sfaccettature, la complessità, lo stile e le sue idee particolari.

Nell’ambito della mostra Metafisica & Metafisiche, progetto diffuso curato da Vincenzo Trione che tra febbraio e luglio 2026 coinvolgerà Palazzo Reale, Museo del Novecento e Brera, in collaborazione con Electa, Palazzo Citterio accoglierà un’opera dell’artista sudafricano William Kentridge (Johannesburg, 1955), con la quale rende omaggio a uno dei fondatori del movimento, Giorgio Morandi.

Dopo la personale di Palazzo Reale del 2011, Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un’istituzione pubblica milanese con un progetto dedicato a uno dei suoi capolavori, i celebri Dormienti. Per questo ritorno a Milano, città in cui vive parte dell’anno dalla fine dei Settanta, Paladino interverrà con quest’opera monumentale nella Sala Stirling di Palazzo Citterio, esponendo, tra maggio e luglio 2026, la serie completa dei Dormienti, composta da trenta corpi, insieme alle numerose sculture raffiguranti i coccodrilli. A cura di Lorenzo Madaro.

Tra arte e tecnologia

Dal 18 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio accoglierà il nuovo capitolo del programma sviluppato dalla Pinacoteca di Brera insieme al Museo Nazionale dell’Arte Digitale (MNAD), dedicato a indagare il rapporto tra patrimonio e nuove tecnologie. Protagonista sarà Quayola, che presenta Strata #1 di, una installazione video recentemente acquisita nella collezione del MNAD, che reinterpreta la volta della Chiesa del Gesù a Roma attraverso variazioni algoritmiche. L’opera trasforma i codici cromatici e geometrici del barocco romano che si dissolvono in configurazioni astratte, rivelando una nuova estetica non umana. In questa continua metamorfosi, il patrimonio storico diventa materia viva per esplorare la tensione tra memoria e futuro, figurazione e astrazione. Il ledwall si offre come superficie di traduzione: da un lato la tradizione, dall’altro le possibilità infinite aperte dalla computazione. Si tratta di attraversare il passato con nuovi strumenti, come se lo sguardo digitale fosse in grado di svelarne ulteriori strati, invisibili all’occhio umano.

Arte digitale, scienza e memoria con Debora Hirsch

Il Ledwall di Palazzo Citterio, inoltre, ospita, da gennaio ad aprile 2026, Vanishing Trees di Debora Hirsch. Il progetto, curato da Clelia Patella, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Arte digitale, è una installazione site-specific che intreccia arte digitale, scienza e memoria. L’opera reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi in via di estinzione custoditi dall’Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN, trasformandoli in icone silenziose di resistenza. In dialogo con la Biblioteca Braidense, l’Orto Botanico di Brera e il New York Botanical Garden, Debora Hirsch traduce le sue ricerche di archivi storici in una narrazione visiva che riflette sulla perdita di biodiversità come crisi della memoria collettiva.

Economia circolare e ambiente

Il Tempietto, collocato nella corte di Palazzo Citterio, architettura di forma circolare, progettata da Mario Cucinella Architects, che funge da punto di raccordo tra l’esterno e i vari ambienti della Grande Brera, ospita da novembre 2025 a febbraio 2026, Candy Eaters, una installazione site-specific di Alice Zanin, a cura di Andrea Dusio. L’intervento trasforma il padiglione aperto in una visionaria voliera che accoglie alcuni esemplari, ricostruiti in cartapesta, di Spatole Rosate, una specie di uccelli, la cui livrea è data dal colore del cibo che ingeriscono. Il titolo dell’opera gioca sull’idea che questi artefatti abbiano assunto la loro colorazione dopo aver ingerito caramelle rosa, mentre in realtà è la natura ad aver prodotto, senza artifici e interventi di fantasia, la sua sorprendente bellezza. Candy Eaters intende essere una evocazione della meraviglia della biodiversità veicolare così il tema della difesa della natura e dell’ambiente, intrecciato a quello dell’economia circolare, richiamato dalla struttura del Tempietto.

Pieno di cultura alla Biblioteca Nazionale Braidense

La Biblioteca Nazionale Braidense inaugurerà il ciclo di esposizioni con la mostra che presenterà una selezione di gioielli non preziosi provenienti dalla collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Inoltre, renderà omaggio a Edoarda Masi, bibliotecaria della Braidense dal 1961 al 1973, attraverso una rassegna che indaga la sua ricca esperienza di studio, di lettura e di traduzione della Cina. La stagione della Braidense proseguirà con rassegne che analizzeranno figure di primo piano della cultura italiana e internazionale, da Pier Paolo Pasolini, a Yukio Mishima, a Umberto Eco.

Gioielli non preziosi in mostra

L’esposizione Costume Jewelry, The collection of Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, in programma dal 10 ottobre al 5 novembre 2025, presenta un’ampia selezione di gioielli non preziosi dagli anni Trenta fino a oggi, provenienti dalla collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. In mostra, si troveranno collane, orecchini variopinti, spille eccentriche e bracciali originali.

Cina protagonista

Dal 13 novembre 2025 all’11 gennaio 2026, la sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense a Milano ospiterà la mostra Edoarda Masi e la Cina. Pensiero, letteratura e traduzione. L’esposizione, curata da Bettina Mottura, Simona Gallo e Marina Zetti, realizzata in collaborazione tra la Pinacoteca di Brera e l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni, si propone di condividere per la prima volta con il pubblico la ricca esperienza di studio, di lettura e di traduzione della Cina della sinologa Edoarda Masi, bibliotecaria della Braidense dal 1961 al 1973, attraverso il confronto diretto con il suo inestimabile lascito custodito proprio in Biblioteca Braidense, composto da oltre 2000 volumi. La rassegna, suddivisa in tre sezioni – pensiero, letteratura, traduzione – ruota attorno al focus della dimensione letteraria della Cina conosciuta e restituita ai lettori italiani.

Tra Eco e Pasolini

Dal 29 gennaio al 28 marzo 2026, a cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini e a cent’anni dalla nascita dello scrittore giapponese Yukio Mishima, la Biblioteca Braidense propone un progetto espositivo, curato da Marco Minuz, mai realizzato prima, che accosta queste due inafferrabili figure del panorama culturale internazionale del secolo scorso, per leggere vicinanze intellettuali e comuni percorsi. Dal 7 aprile al 6 giugno 2026, in occasione dei dieci anni della scomparsa, una mostra rende omaggio a Umberto Eco, realizzata in collaborazione con la Fondazione Umberto Eco.

Crespi: “Grande Brera come un hub culturale”

Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense, dichiara: “Si sta per inaugurare una nuova stagione espositiva, in cui la Grande Brera si presenta come un hub culturale, con proposte di straordinario valore e qualità. La Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e la Biblioteca Nazionale Braidense sono anime diverse che compongono il complesso della Grande Brera, un luogo unico destinato ad accogliere mostre e iniziative, pensate per soddisfare le curiosità di un pubblico il più possibile eterogeneo. Lo studio del palinsesto di esposizioni che si terranno tra la fine del 2025 e il primo semestre del 2026 va in questa direzione, ovvero quella di approfondire temi e argomenti che collegano con un ideale filo rosso l’arte antica a quella contemporanea passando per i linguaggi del digitale e le esposizioni bibliografiche”.

Immagine in evidenza: Mimmo Paladino, Dormienti, 1998. Installazione alla Roundhouse di Londra, 1999. Foto Peppe Avallone, Milano, Palazzo Citterio, maggio – luglio 2026.