L’opera sarà esposta dal 3 settembre al Teatro antico di Taormina
Sotto il mirino dell’algoritmo di Meta è finito nei giorni scorsi lo scultore di fama internazionale Jago, in merito alla sua ultima creazione, ‘La David’, ispirata alla scultura di Michelangelo. L’opera sarà esposta dal prossimo 3 settembre al Teatro antico di Taormina in occasione della mostra personale dell’artista dal titolo ‘Gesti scolpiti’. La Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni: “L’arte non può essere giudicata al pari di un’immagine pornografica”.
Scultura di Jago oscurata da Meta
“Contenuti sensibili. Questo video è coperto, pertanto le persone possono scegliere se vederlo”. Quando si apre la pagina Facebook dell’artista compare questo messaggio che oscura i seni e il corpo della scultura in un video di presentazione dell’evento a Taormina. Le persone possono scegliere se vederlo oppure no. Cliccando su ‘Scopri di più’, sono spiegati i motivi del video non mostrato: “Questo video potrebbe includere contenuti sensibili. Rimuoviamo i contenuti che violano i nostri Standard della community. Questo video non viola i nostri standard, pertanto puoi scegliere di vederlo. Usiamo la tecnologia o un team addetto al controllo per identificare i contenuti che dovrebbero essere coperti. I contenuti sensibili possono includere, ad esempio: nudo come atto di protesta, in un contesto medico o nel contesto di un parto; macellazione di animali in un contesto religioso; violenza su minori di 18 anni; autolesionismo; descrizioni di sesso non consensuale”. Dunque video non rimosso ma oscurato, con necessaria una richiesta precisa di volerlo vedere da parte dell’utente.
Le considerazioni dell’artista
Come riportato dall’ANSA e da altre testate, Jago ha commentato al riguardo: “La censura ai tempi dei social. Sarà la decima volta che capita una cosa simile. Eppure le linee guida parlano chiaro e concedono la pubblicazione di nudi artistici. È una cosa che proprio non riesco a comprendere, visto anche che la decisione finale spetta a un essere umano, non all’intelligenza artificiale, che si limita semplicemente a segnalare contenuti che possono essere espliciti. Più volte abbiamo scritto alla società senza mai avere alcuna risposta”.
Alcuni esempi
Del resto la censura dell’algoritmo di Meta colpisce da anni immagini e video ritenuti con contenuti sensibili, sebbene siano opere artistiche di pregio e valore, dimostrando che l’aspetto umano è ancora esterno alle valutazioni dell’intelligenza artificiale. Noto nel 2018 il caso del Trittico della Deposizione della Croce di Rubens ma celebre anche il caso dell’oscuramento dell’immagine della Sirenetta di Copenaghen, simbolo della capitale della Danimarca.
Borgonzoni: “L’arte non può essere giudicata al pari di un’immagine pornografica”
La questione non è passata inosservata neanche al Governo. La Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha commentato infatti la notizia delle limitazioni imposte da Meta ai profili dell’artista Jago: “Davanti a quanto accaduto all’artista e scultore Jago si resta ancora una volta senza parole. Una sensazione di sconcerto, quella che si prova, ad assistere alla censura consumata in campo digitale a danno di un talento di fama internazionale e delle opere che sono il risultato della sua creatività. Un episodio che è l’ennesima dimostrazione dei limiti di piattaforme che, incapaci di distinguere la pornografia dall’arte, finiscono per colpire i nostri artisti e il nostro patrimonio culturale. È inaccettabile che un’opera come ‘La David’ – frutto di talento e ricerca – venga oscurata da un algoritmo non in grado di comprendere quando si trova davanti a un’opera d’arte e da persone non adeguatamente formate. Non è la prima volta che assistiamo a episodi simili. L’arte ha sempre rappresentato il corpo umano ed è assurdo che un algoritmo diventi il censore del nostro secolo. È un paradosso che rischia da un lato di impoverire il dibattito culturale e dall’altro di penalizzare chi crea”. Ha concluso la Borgonzoni: “Credo che i grandi colossi digitali debbano aprire un confronto serio con le istituzioni culturali, perché l’arte non può essere giudicata al pari di un’immagine pornografica. Ritengo sia necessaria una seria riflessione a garantire maggiori tutele ad artisti e opere d’arte”.
Alcuni commenti sui social
Non sono mancati neppure i commenti social: “Sono riuscita a vederlo oltrepassando la censura ma siamo ai livelli di coprire le nudità delle statue come nel ‘500 con il Braghettone?”, “Poi però riempiono di pubblicità i reel e le storie con siti di incontri e quando li segnali, stranamente non violano mai le regole. Se uno segnala un post dove viene insultato, anche in quel caso nessuna violazione”. Ancora: “Fanno vedere i corpi carbonizzati del genocidio in diretta a Gaza e non fanno vedere le forme di una donna di bronzo”, “Contenuti sensibili… beh, effettivamente l’arte è solo per persone sensibili… le ragazzine mezze nude, i bambini denutriti e i morti ammazzati, invece, vengono imposti a tutti. Grazie, Jago, delle tue condivisioni e grazie delle opere che realizzi”, “Gli algoritmi gestiti dall’i.a continueranno a far sprofondare i livelli di capacità di riflessione e di critica costruttiva umana”.
La mostra
In ogni caso, il prossimo 3 settembre l’opera sarà esposta al Teatro antico di Taormina durante la mostra ‘Gesti scolpiti’, che mette in dialogo quattro opere emblematiche — ‘Impronta Animale’, ‘Memoria’, ‘Prigione’ e ‘La David’ — con la stratificazione culturale e archeologica del luogo. Le prime tre, scolpite in marmo, ruotano attorno al simbolismo della mano: strumento di contatto, memoria e trasformazione. ‘Impronta Animale’ richiama le pitture rupestri e il contatto originario con la terra. ‘Memoria’ riflette sull’eredità, imprimendo nella pietra la traccia della presenza. ‘Prigione’ esprime la lotta per emergere dalla materia, in una tensione viva e pulsante. A queste si affianca ‘La David’: un’opera iconica e coraggiosa, che attinge all’iconografia classica e alla tradizione dei grandi maestri e dove Jago, ispirandosi al celebre David di Michelangelo, reinterpreta il mito di Davide e Golia in chiave moderna. ‘Gesti scolpiti’ è un viaggio visivo e sensoriale tra materia e spirito, tra la permanenza del marmo e la vitalità del gesto umano. Un’occasione unica per vivere l’arte di Jago in uno dei luoghi più evocativi del Mediterraneo.
La discussione sul rapporto tra arte e social media
Sarà presente anche un video racconto sul viaggio dell’opera assieme alla scuola nave Amerigo Vespucci. La mostra, organizzata da Aditus e Civita Sicilia, in collaborazione con Bam, resterà aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026. In occasione dell’apertura – a ingresso gratuito – Jago si focalizzerà anche sulla tematica della censura delle immagini artistiche da parte dei social media, non cogliendo il valore e la bellezza estetica delle opere di Jago.
‘La David’
Dalla fine di aprile al 22 maggio ‘La David’ è stata esposta all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, nell’ambito del programma ‘Neapolis 2500’, dedicato ai 2500 anni dalla fondazione della città di Napoli. Si legge sul sito di Jago: “Nata nel 2020 come bozzetto in argilla, prende forma nel tempo attraverso il gesso e infine il bronzo, in attesa di essere tradotta in marmo da un blocco di Carrara alto oltre quattro metri. L’opera si ispira liberamente al mito di Davide e Golia, ma lo reinterpreta con una figura femminile: una presenza fiera e potente, che stringe tra le mani una fionda e una pietra, elementi ricorrenti nell’immaginario dell’artista. Con questo lavoro, Jago unisce iconografia rinascimentale e simbolismo contemporaneo, offrendo una riflessione visiva sul coraggio, sulla rivalsa e sul ruolo dell’individuo nel confronto con i poteri dominanti”.
‘Look Down’
Dal 26 giugno 2025 un’opera iconica di Jago, ‘Look Down’ è esposta nel cortile d’onore di Palazzo Montecitorio a Roma. Un bambino rannicchiato. Si legge sul sito dell’artista: “Look Down è un’opera che nasce da uno sguardo rivolto verso il basso, non per vergogna, ma per consapevolezza. È un invito a dirigere l’attenzione su ciò che troppo spesso ignoriamo: la povertà, l’abbandono, la fragilità che abita le nostre città e il nostro tempo. In questa opera ho voluto raffigurare l’innocenza ferita di milioni di bambini, ma anche la promessa di un futuro che dipende da come sapremo proteggerli oggi. Portare questa scultura nel cuore delle istituzioni della Repubblica, nel cortile d’onore della Camera dei Deputati, è un atto di fiducia nella responsabilità collettiva e nella forza del simbolo. Ogni bambino del mondo rappresenta il nostro futuro: riconoscerne la dignità è il primo passo per costruire una società migliore”. Jago ha anche inaugurato il proprio museo al rione Sanità di Napoli.
Info. La mostra è visitabile dal 4 settembre 2025 e segue gli orari del Teatro Antico di Taormina.







