Venezia, in mostra il fotografo Robert Mapplethorpe

da | 15 Lug 2025 | Arte e Cultura, Istituzioni, Mostre ed Eventi

L’esposizione è il primo atto di una trilogia che continuerà nel 2026 con eventi a Roma e Milano

 

Fino al 6 gennaio 2026 ‘Le Stanze della Fotografia’ a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, ospitano una grande mostra dedicata a Robert Mapplethorpe, uno dei fotografi più iconici, raffinati e controversi del Novecento. Curata da Denis Curti – direttore artistico delle Stanze – e realizzata da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, questa retrospettiva rappresenta il primo capitolo della trilogia espositiva che continuerà nel 2026 con eventi a Milano e Roma.

Oltre duecento opere, molte inedite

La mostra ‘Robert Mapplethorpe. Le forme del classico’ raccoglie oltre 200 opere, alcune delle quali mai esposte prima in Italia. Il percorso espositivo si apre con i collage e ready-made degli anni Sessanta e prosegue con i ritratti di Patti Smith, Lisa Lyon, celebrità internazionali come Andy Warhol, Truman Capote, Susan Sontag, Glenn Close, Yoko Ono e Richard Gere. Robert Mapplethorpe (New York, 1946 – Boston, 1989) torna a Venezia dopo più di trent’anni.

Fotografia contemporanea e classicismo in dialogo

L’allestimento approfondisce il dialogo tra fotografia contemporanea e classicismo, mettendo in relazione la plasticità dei corpi ritratti da Mapplethorpe con la statuaria antica. I nudi maschili e femminili, i ritratti iconici e le celebri immagini di fiori come calle, tulipani e orchidee si trasformano in sculture fotografiche senza tempo, plasmate dalla luce e da una composizione perfetta. La mostra prosegue il percorso tracciato dal curatore Germano Celant nella sua rassegna ‘Tra antico e moderno. Un’antologia’ (Torino, 2005), reinserendo l’opera di Mapplethorpe nel contesto dell’arte e della cultura statunitense di metà Novecento.

Un ponte tra passato e presente

Come sottolinea Denis Curti, la mostra veneziana evidenzia il modo in cui Mapplethorpe reinterpreta l’estetica classica per esplorare temi come desiderio, identità, genere e sensualità, con un linguaggio colto e visionario. Le immagini, curate con precisione assoluta, diventano ponti tra passato e presente, tra rigore formale e potenza emotiva. L’esposizione include anche oggetti vintage e documenti d’archivio della Fondazione Mapplethorpe: lettere personali, dischi, manifesti, edizioni rare e due cortometraggi firmati dallo stesso artista.

Primo atto di una trilogia

La retrospettiva ‘Robert Mapplethorpe. Le forme del classico’ è il primo atto di una più ampia trilogia, parte di un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire la figura di Mapplethorpe attraverso altri due eventi espositivi in programma nel 2026. A Milano, a Palazzo Reale, si terrà ‘Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio’, una completa retrospettiva sull’intera opera del fotografo con le sue opere più iconiche, potenti e audaci. ‘Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza’ sarà a Roma – al Museo dell’Ara Pacis – e si incentrerà sugli studi sulla bellezza intesa come classicità, con immagini e confronti puntuali e una selezione dedicata all’Italia, esposta per la prima volta. In occasione della trilogia Marsilio Arte pubblica un importante catalogo che accompagna le tre mostre e indaga l’intera produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.

Il percorso espositivo

Aprono il percorso espositivo alle Stanze i primissimi collage, ready-made realizzati sul finire degli anni Sessanta del Novecento, molti dei quali mai esposti prima. Queste prime opere sono realizzate combinando originali disegni e ritagli di riviste omoerotiche e objets trouvés. Riflettono la ricerca di identità e l’interesse di Mapplethorpe nella sperimentazione, sin dagli esordi della sua carriera, usando una sovrapposizione di elementi.

Seguono i ritratti dedicati alla compagna, amica e musa Patti Smith, immortalata in pose intime e iconiche che esprimono la sua figura androgina e la sua vulnerabilità; e quelli della body builder Lisa Lyon, che esplorano il vigore, la resistenza e la femminilità, trascendendo le convenzioni di genere e celebrando la potenza e la bellezza attraverso parametri estetici classici.

Gli autoritratti rivelano l’esplorazione dell’identità concepita sempre come qualcosa di fluido e mutevole. Attraverso pose studiate e simboli provocatori, il fotografo si presenta come artista e soggetto, indagando i confini tra sé e l’immagine pubblica.

Lungo il percorso sono presentati diversi nudi maschili, che celebrano il corpo con un inno alla perfezione classica, enfatizzando forza, sensualità e simmetria attraverso un uso raffinato della luce e della composizione, esplorando il desiderio e l’erotismo e sfidando gli schemi sociali tradizionali. Analogamente, nei nudi femminili presentati a Venezia, Mapplethorpe gioca con le forme, le pieghe e le linee per creare un’estetica elegante e minimalista, volta a rappresentare donne consapevoli.

In mostra anche i ritratti di Truman Capote, Glenn Close, Richard Gere, Keith Haring, David Hockney, Annie Leibovitz, Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Isabella Rossellini, Susan Sarandon, Susan Sontag, Andy Warhol e molti altri.

Lungo il percorso, particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori – calle, orchidee e tulipani – ripresi nel momento esatto in cui sembrano trasformarsi in muscoli pulsanti. Si tratta di immagini dai toni impeccabili, che oscillano tra la reverenza quasi regale della forma – grazie a sfumature monocromatiche – e la dinamicità data dal colore.

Importante il confronto con le statue antiche che, dominate da una sessualità incompiuta, ci mettono definitivamente davanti all’importanza della carne nel linguaggio seduttivo.

 Grazie alla Fondazione Mapplethorpe sono esposti oggetti vintage. I prestiti d’archivio comprendono due audiocassette originali di Patti Smith, un disco 45 giri, inviti originali a mostre tenute in gallerie e musei, manifesti, una copia in edizione limitata, firmata e rilegata in pelle di Una stagione all’inferno di Rimbaud del 1986 con le photogravures di Mapplethorpe (le fotografie realizzate appositamente dall’artista per questa edizione), riviste, lettere scritte a mano da Mapplethorpe al suo mentore e amante Sam Wagstaff e il biglietto commemorativo del funerale di Wagstaff. L’esposizione presenta anche due cortometraggi diretti da Robert Mapplethorpe: Still Moving: Patti Smith del 1978 e Lady with Lisa Lyon del 1984.

Michael Ward Stout: “Esperienza unica”

Dichiara Michael Ward Stout, presidente della Fondazione Robert Mapplethorpe: “La Fondazione Robert Mapplethorpe è entusiasta di collaborare con Marsilio Arte, Denis Curti e i suoi colleghi alle prossime rassegne dedicate a Mapplethorpe, che saranno splendidamente presentate all’interno di prestigiose sedi e istituzioni. L’accurata curatela di Denis Curti offrirà ai visitatori un’esperienza unica, differenziando l’approccio per ciascuna delle tre sedi e sottolineando le diverse sfaccettature dell’opera di Mapplethorpe. Al di là di alcuni punti in comune, ciascuna mostra adotterà un taglio specifico rispetto alle opere dell’artista. Venezia non ospita una completa antologica di Mapplethorpe dal 1992, quando l’iconica retrospettiva internazionale curata da Germano Celant fu presentata a Palazzo Fortuny”. Mapplethorpe ritorna così a Venezia dopo 33 anni.

Denis Curti: “Mapplethorpe usa la fotografia per reinterpretare e rinnovare l’estetica classica”

Denis Curti dichiara: “Mapplethorpe usa la fotografia per reinterpretare e rinnovare l’estetica classica, accentuando il dialogo tra il corpo vivo e la scultura ideale. Il confronto evidenzia la sua abilità nel trasporre la perfezione e la grazia della scultura classica nella fotografia contemporanea, attraverso l’attenzione al dettaglio e alla luce, creando un ponte tra passato e presente. Le statue, dominate da una sessualità incompiuta, ci mettono davanti all’importanza della carne nel linguaggio seduttivo. Mapplethorpe ne scioglie le membra marmoree per far emergere una bellezza sensuale che pulsa sotto tonnellate di rigidità, dando loro una nuova vita”.

Istituzioni in campo

La mostra è curata dal direttore artistico de Le Stanze della Fotografia – Denis Curti – ed è organizzata e promossa da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, in partnership con la Fondazione di Venezia, San Marco Group, Fontana Gruppo.

Info. Aperto tutti i giorni dalle ore 11:00 alle ore 19:00. Chiuso il mercoledì.

Immagine in evidenza: Robert Mapplethorpe, The Sluggard, 1978 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.