Massimo Osanna: “Restituiamo centralità al racconto dell’abitare antico”
Napoli, Il Museo Archeologico Nazionale inaugura il nuovo allestimento ‘Domus. Gli arredi di Pompei’, ospitato nelle sale del secondo piano. Curato da Massimo Osanna, Andrea Milanese e Ruggiero Ferrajoli, con la collaborazione di Luana Toniolo, il progetto invita a entrare nel cuore delle case pompeiane per riscoprirne il gusto, le abitudini e l’universo simbolico. Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna: “Con questo nuovo allestimento restituiamo centralità al racconto dell’abitare antico”.
Arredi di Pompei, tra raffinatezza e quotidianità
Le case degli antichi pompeiani raccontano stili di vita e identità di coloro che le hanno abitate nel nuovo percorso espositivo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Bronzi, marmi, terrecotte e affreschi provenienti da diverse domus vesuviane guidano lungo un affascinante percorso che restituisce la raffinatezza degli arredi e il loro valore artistico, ma anche l’atmosfera della quotidianità.
In mostra 250 reperti
Circa duecentocinquanta reperti, in gran parte provenienti dai depositi del Museo, consentono oggi di entrare nelle domus. Ogni elemento guida il visitatore alla scoperta delle funzioni dell’abitare, attraverso i mobili – sedute, sgabelli, panche, tavoli, monopodi – la ricercatezza delle suppellettili – bracieri, lucerne, scaldavivande, candelabri, tazze – e la vivacità dell’apparato decorativo, tra sculture, ornamenti da fontana, oscilla, affreschi. Tecnica, artigianato e arte si fondono in un dialogo serrato che ha influenzato profondamente il gusto europeo tra XVIII e XIX secolo, lasciando tracce visibili anche nel design moderno.
Tra tavolini e statue
Tra i reperti di maggiore rilievo sono presenti un grande braciere rettangolare, decorato in rame, stagno e ottone; un monumentale portalucerne impreziosito da superfici ageminate in rame e argento, con elementi scultorei quali un giovane Dioniso a cavallo di una pantera e una piccola ara accesa; un raffinato tavolino pieghevole con complesso meccanismo per il trasporto; un tavolino con monopodio a sfinge, ricco di motivi decorativi, dalla sfinge accovacciata al busto di Atena, fino alla cornice bronzea del piano marmoreo. Di grande fascino anche la statua di Apollo, raffigurato nell’atto di suonare la cetra, ispirata – come spesso accade nella statuaria romana – a modelli greci.
La Sala dei Grifi
Nelle sale appena riallestite sono valorizzate anche le grandi pareti affrescate della villa di Numerio Popidio Floro a Boscoreale, restaurate per migliorarne la leggibilità e restituirne appieno il valore artistico. Di grande suggestione anche la Sala dei Grifi, che invita a riflettere sulla fortuna delle città vesuviane e sulla storia stessa del Museo; la sala prende il nome dagli arredi ottocenteschi oggi nuovamente visibili, dopo una lunga permanenza nei depositi: due grandi panche, un tavolo e vari supporti per vetrine, realizzati nel 1870 su iniziativa di Giuseppe Fiorelli, allora Direttore del Museo e degli Scavi di Pompei, ispirandosi a un originale pompeiano con piede a forma di grifo, anch’esso esposto. L’ambiente è completato da una copia del celebre Narciso di Vincenzo Gemito (l’originale si trova nella sala 91) e da una selezione di acquerelli, incisioni e fotografie che documentano la ricezione moderna di Pompei.
La tecnologia accompagna il visitatore
Il percorso si apre con uno spazio immersivo ispirato alla Casa del Fauno, che consente di esplorare, grazie alle nuove tecnologie, l’organizzazione architettonica e funzionale di una domus pompeiana. Un’introduzione evocativa che accompagna il visitatore alla comprensione degli ambienti domestici antichi e delle loro funzioni.
Nuova illuminazione per le sale dedicate agli affreschi di Pompei
Mentre sono già in corso i lavori per il riallestimento delle sale della Villa dei Papiri, è stata presentata anche la nuova illuminazione delle sale dedicate agli affreschi di Pompei: realizzata in collaborazione con ERCO, consente finalmente di valorizzare al meglio questi capolavori della pittura antica.
Osanna: “Restituiamo centralità al racconto dell’abitare antico”
Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, commenta: “Con questo nuovo allestimento restituiamo centralità al racconto dell’abitare antico, offrendo ai pubblici l’opportunità di entrare nelle domus pompeiane con uno sguardo rinnovato. Oggetti a lungo custoditi nei depositi, molti dei quali restaurati per l’occasione, tornano visibili e assumono nuova voce, raccontando storie di quotidianità, di gusto e di rappresentazione. È un percorso che unisce ricerca, tutela e valorizzazione, per rendere il museo sempre più un luogo vivo, capace di accogliere e coinvolgere”.
Pompei, primo incontro per l’inclusione
Intanto, lo scorso 4 luglio il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha tenuto nella Sala riunioni della direzione del Parco Archeologico di Pompei il primo incontro della rete ‘Lavoro e turismo: la grande sfida possibile’, con alcune realtà impegnate nel promuovere l’inclusione lavorativa dei giovani con disabilità nella filiera dei servizi culturali. In merito, ha dichiarato la Locatelli: “Ringrazio il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, per l’impegno che ha dimostrato in questi anni nel voler rendere il sito di Pompei pienamente accessibile alle persone con disabilità e nell’ aver sostenuto realtà come il Tulipano che hanno saputo sviluppare occasioni di inclusione e lavoro per le persone con disabilità che sono impiegate come guide turistiche”. All’incontro hanno partecipato: Il Tulipano, Fondazione Danelli, ParteNeapolis cooperativa sociale, Capri senza barriere, cooperativa La Sciuscella, ANCoS Roma, La Nostra Famiglia di Bosisio Parini.







