Torino, Tintoretto e Vedova in dialogo

da | 2 Lug 2025 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

A Palazzo Madama a settembre andrà in scena la mostra ‘Vedova Tintoretto. In dialogo’

 Dal 19 settembre 2025 al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama – Museo Civico dArte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra ‘Vedova Tintoretto. In dialogo’, a cura di Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa. Il percorso espositivo accosta l’arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca.

Tintoretto e Vedova in dialogo

A Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino sono protagonisti Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (Venezia, 1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006). I due artisti sono posti in dialogo, così da affrontare lo sviluppo dell’opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d’elezione, indagando similitudini e temi – consonanti o dissonanti – alla base delle singole scelte espressive. Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama esalterà la forza del rapporto che lega i due artisti attraverso l’accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell’artista informale.

L’Autoritratto di Tintoretto in prestito dal Louvre

 Il progetto dell’esposizione prende avvio dalla grande opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive e paradigmatiche della parabola umana e artistica di Tintoretto: lAutoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manet e dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti. Non a caso, Emilio Vedova aveva scritto nel 1991: “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia a ritmi sincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa”. Lo scritto, dal quale è stata estrapolata la citazione, è stato pubblicato per la prima volta nel volume edito da Marsilio in occasione della mostra Vedova Tintoretto, ospitata nelle sale della Scuola Grande di San Rocco, a Venezia.

La mostra

‘Vedova Tintoretto. In dialogo’, allestita nell’Aula del Senato del Regno d’Italia, presenta una cinquantina di capolavori tra tele di Emilio Vedova e opere di Tintoretto, come le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dellAccademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (da Tintoretto) (1942), La crocifissione (da Tintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l’esposizione è Vedova con la monumentale installazione …in continuum, compenetrazione/traslati 87/88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell’evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.

Tintoretto si presenta

Sul sito della Scuola Grande di san Rocco è ben delineata la figura del Tintoretto: “Jacopo Robusti, detto Tintoretto, nacque a Venezia nel 1519 e, secondo la tradizione, dopo aver frequentato per brevissimo tempo la bottega del celebre Tiziano, a vent’anni era già un maestro indipendente. L’arte di Tiziano fu senza dubbio importante per la sua formazione, ma non meno lo furono gli influssi di altri pittori veneziani, che, uniti alle suggestioni della cultura manierista e al fascino dell’opera di Michelangelo, determinarono il formarsi del suo linguaggio, caratterizzato da una scattante rapidità della pennellata, dalla resa plastica delle figure e da marcati contrasti chiaroscurali. Prima di legare indissolubilmente il suo nome alla Scuola di san Rocco, dove lavorò per più di vent’anni (dal 1564 al 1588 circa), Tintoretto si era già affermato con numerosi capolavori, tra cui lo straordinario san Rocco risana gli appestati per il presbiterio dell’adiacente Chiesa dedicata al santo. Ma è proprio l’interazione fra i memorabili teleri – oltre sessanta con episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento – e la Scuola Grande di san Rocco a rendere straordinario questo connubio a tal punto che non si può rievocare la Scuola senza accomunarla alla forza poetica di questi capolavori”.

Emilio Vedova in pillole

 Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919 da una famiglia di artigiani operai. Inizia a lavorare da autodidatta fin dagli anni Trenta. Nel 1942 aderisce al movimento anti novecentista Corrente. Antifascista, partecipa tra il 1944 e il 1945 alla Resistenza e nel 1946, a Milano, è tra i firmatari del manifesto ‘Oltre Guernica’. Nello stesso anno è tra i fondatori della Nuova Secessione Italiana poi Fronte Nuovo delle Arti. Inizia le sue esposizioni in mostre personali e collettive sin dagli anni Quaranta, ottenendo presto fama internazionale; è del 1951 la mostra a lui dedicata alla Catherine Viviano Gallery di New York. A partire da quella del 1948, partecipa a molte edizioni della Biennale di Venezia, manifestazione dove nel 1952 gli viene dedicata una sala personale, mentre nel 1960 riceve il Gran Premio per la pittura e nel 1997 il Leone d’Oro alla carriera. Nel 1954, alla II Biennale di San Paolo, vince il premio che gli permetterà di trascorrere tre mesi in Brasile, mentre nel 1956 riceve il Solomon R. Guggenheim Foundation Award for Italy. Per tutta la vita tiene lezioni in diverse università americane e corsi alla Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo e alla Accademia di Belle Arti di Venezia.

 

Info. Orari: lunedì e da mercoledì a domenica, dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Chiuso il martedì.

Immagine in evidenza: Jacopo Robusti detto Tintoretto, Autoritratto, 1588, olio su tela, Musée du Louvre, Parigi, © GrandPalaisRmn (Musée du Louvre) / Jean-Gilles Berizzi.