Un viaggio tra archeologia, botanica e storia dei profumi in un giardino antico di duemila anni
A Pompei, l’11 giugno 2025, è stato restituito al pubblico uno dei luoghi più affascinanti dell’antica città: la Casa del Giardino di Ercole, detta anche Casa del Profumiere. Un importante progetto di valorizzazione, frutto di scavi, studi botanici e restauri, ha riportato alla luce un giardino produttivo romano, ricostruito con 800 rose antiche, 1.200 viole, 1.000 piante di ruscus, oltre a ciliegi, viti e meli cotogni. Il sito, trasformato in epoca imperiale in un centro per la coltivazione e la lavorazione di fiori per la produzione di profumi, è ora visitabile ogni martedì come “casa del giorno”. L’intervento ha previsto anche il ripristino del sistema di irrigazione antico e la ricostruzione della statua di Ercole nel suo larario.
La Casa del Giardino di Ercole
La Casa del Giardino di Ercole, costruita nel III secolo a.C., prende il nome da una statuetta di Ercole rinvenuta nel larario del giardino, oggi riprodotta in terracotta e ricollocata accanto al triclinio estivo. È conosciuta anche come Casa del Profumiere per il ritrovamento di ampolle, bottigliette in vetro, semi e piante aromatiche, chiari indizi di un’attività artigianale legata alla produzione e vendita di essenze profumate. Dopo il terremoto del 62 d.C., il proprietario ampliò la domus con l’acquisizione degli spazi adiacenti, trasformandola in un grande giardino produttivo, ancora attivo al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Il Giardino di Ercole tra valorizzazione e ricostruzione filologica
La rinascita della Casa del Giardino di Ercole si basa su un lungo lavoro di ricerca scientifica. Fondamentale è stato lo studio della botanica Wilhelmina F. Jashemski, pioniera dell’archeobotanica, che negli anni Cinquanta analizzò pollini, spore e macroresti vegetali, ipotizzando l’esistenza di un giardino produttivo destinato alla floricoltura e alla lavorazione dei profumi. Le sue intuizioni hanno guidato la selezione delle specie botaniche e la ricostruzione del paesaggio verde della casa, secondo criteri filologici e ambientali coerenti con le fonti antiche.
La natura torna protagonista con il Giardino di Ercole
Durante l’inaugurazione della Casa del Giardino di Ercole, il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha dichiarato:
“A Pompei il paesaggio naturale e archeologico sono un tutt’uno. Questa fusione naturale lo era in antico e lo è tornata ad essere oggi, grazie ai progetti di cura delle aree verdi del Parco, che hanno restituito e valorizzato questa commistione. Il verde di Pompei, un tempo percepito come un problema di gestione e manutenzione, è oggi riconosciuto come componente essenziale delle aree archeologiche, nonché del più ampio progetto di azienda agricola del Parco”.
Zuchtriegel ha sottolineato anche l’importanza del coinvolgimento dei privati e delle sponsorizzazioni tecniche: un modello di sinergia che può guidare nuove iniziative.
La collaborazione tra pubblico e privato
L’intero progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’associazione Rosantiqua, che ha offerto una sponsorizzazione tecnica fondamentale. Un team multidisciplinare ha curato il coordinamento scientifico: per gli aspetti archeologici hanno lavorato il professore emerito Antonio De Simone e lo storico Salvatore Ciro Nappo; per la botanica il dott. Michele Borgongino; mentre per gli aspetti agronomici sono intervenuti il genetista agrario Luigi Frusciante e il paleo-botanico Gaetano Di Pasquale, entrambi dell’Università Federico II di Napoli. La direzione dei lavori è stata curata da Raffaele Serafino, insieme ai funzionari e tecnici del Parco, tra cui Paolo Mighetto, Maria Rispoli, Anna Onesti, e l’Area Verde del Parco con Claudia Buonanno, Maurizio Bartolini e Halinka Di Lorenzo.
Un’esperienza sensoriale
L’obiettivo del progetto non era soltanto quello di ricostruire un giardino antico, ma di restituire una dimensione sensoriale della vita pompeiana. Gli scavi hanno restituito contenitori per essenze, resti di piante odorose e semi, a testimonianza di una raffinata produzione artigianale. Al centro della scena, la nuova riproduzione in terracotta della statua di Ercole, rievoca il culto domestico e l’identità della casa. Il prossimo passo sarà la riproduzione degli antichi profumi, per offrire ai visitatori un’immersione completa nell’esperienza olfattiva dell’antica Pompei.






