La riapertura segue la mostra dedicata a Giorgio Vasari, ‘Il teatro delle virtù’, in proroga fino al 2 marzo
Arezzo, per le celebrazioni dei 450 anni della morte dell’artista, architetto e storico Giorgio Vasari (1511-1574), la sua città natale aprirà a maggio il suo Corridoio Vasariano, più corto, simile a quella del più celebre Corridoio, a Firenze.
Il Corridoio Vasariano di Arezzo
Ad annunciare l’evento è stato il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Dopo un intervento di restauro tra il mese di febbraio e quello di maggio, Ghinelli ha evidenziato che Vasari ha costruito il corridoio nella sua città natale nello stesso periodo dell’opera a Firenze. I proprietari del Corridoio Vasariano di Arezzo sono il Comune e la Fraternita dei Laici. Il Corridoio collega due edifici attorno a piazza Grande, in un percorso che inizia dalle Logge del Vasari fino al palazzo della Fraternita dei laici, un edificio medievale.
Il Palazzo delle Logge
Il 6 luglio 1570 i rettori della Fraternita dei Laici fecero richiesta a Cosimo I de’ Medici di realizzare un nuovo edificio pubblico per Piazza Grande. Il 19 luglio 1572 Giorgio Vasari venne incaricato dalla storica istituzione aretina di progettare il cosiddetto Palazzo delle Logge. I lavori iniziarono il 27 gennaio 1573 ma l’anno dopo il grande pittore, architetto e storico dell’arte del Cinquecento morì. La costruzione venne terminata, sotto la direzione di Alfonso e Giulio Parigi, nel 1595. Nel lungo porticato con volte a crociera trovarono posto varie botteghe con le tipiche spallette per la mostra dei prodotti. Nel 1670 si pensò di elevare un edificio simile per il lato opposto della piazza, ma il Magistrato fiorentino negò il permesso e non se ne fece più nulla. Il Palazzo delle Logge è caratterizzato da semplici linee architettoniche. Al centro del loggiato una monumentale scalinata mette in comunicazione Piazza Grande e Piazza del Praticino.
Il Teatro Vasariano
L’estremo lato nord accoglie il cosiddetto Teatro Vasariano. Trovandosi a Firenze, infatti, Giorgio Vasari fu influenzato dal fermento culturale che portò dapprima alla nascita della Camerata de’ Bardi e poi a quella del melodramma. Per tale motivo egli incluse nel progetto anche uno spazio teatrale realizzato dopo la sua morte, tra il 1580 e il 1586. Il teatro iniziò la sua attività solo nel 1596. Gli spettatori entravano dall’area del Praticino, mentre i rettori della Fraternita dei Laici vi potevano accedere dal loro attiguo palazzetto, attraverso il camminamento sopraelevato dotato nel 1613 di tettoia. Con l’ultimo recupero è diventato una sala polifunzionale per le arti e la cultura.
Il Palazzo delle Logge oggi
Oggi il Palazzo delle Logge continua a vivere grazie a diverse attività, che vanno dalla ristorazione all’accoglienza turistica, dall’antiquariato all’arte contemporanea. Una parte è stata adeguata ad accogliere il Liceo Musicale, mentre altri settori dell’edificio sono divenuti le sedi di importanti realtà cittadine, come gli Sbandieratori e i Musici della Giostra del Saracino.
Il modellino in noce del palazzo
Il vicino Museo della Fraternita dei Laici custodisce infine il modellino ligneo in noce del palazzo composto da due unità modulari, presentato da Giorgio Vasari ai rettori nel 1572.
Il palazzo della Fraternita dei laici
La Fraternita dei Laici, società di mutuo soccorso la cui attività è testimoniata fino dalla metà del Duecento, è una tra le più antiche istituzioni cittadine impegnate nelle opere di carità. La facciata del Palazzo di Fraternita, sintesi di stile gotico e rinascimentale, vide al lavoro i grandi protagonisti dell’arte, tra i quali Spinello Aretino che con l’affresco del Cristo in Pietà sopra il portale di pietra, racconta l’arte aretina del Medioevo. Testimone della scultura quattrocentesca è il gruppo in pietra della Madonna della Misericordia e Santi di Bernardo Rossellino, mentre il Cinquecento è scandito dai rintocchi del celebre orologio a fasi lunari, opera di Felice da Fossato, ospitato all’interno della vela campanaria disegnata dal Vasari.
Il Museo
Il Palazzo custodisce al suo interno il Museo che fino al 1935 conservava le antiche collezioni dell’ente, derivanti da donazioni, lasciti testamentari e committenze pubbliche dal XIV al XIX secolo, che furono in parte destinate a formare i nuclei della biblioteca e dei musei civici poi divenuti statali. Una parte cospicua delle opere tra cui dipinti, sculture, disegni, stampe e arredi antichi rimane ancora oggi nel Palazzo e costituisce il fulcro del percorso espositivo.
La mostra dedicata a Giorgio Vasari
La riapertura del Corridoio di Arezzo segue la mostra alla Galleria comunale d’arte contemporanea e alla Sala Sant’Ignazio su Giorgio Vasari, ‘Il teatro delle virtù’, che è stata prorogata fino al 2 marzo, poiché ha registrato circa 25mila presenze. La mostra propone un percorso originale sul Vasari pittore, architetto e storiografo, che dal 1554 al 1574 fu l’artista di corte prediletto del duca Cosimo de’ Medici nella Toscana della seconda metà del Cinquecento. Otto sezioni con opere che offrono al visitatore molteplici aspetti dell’opera di Vasari, con tanti inediti.
Il linguaggio per immagini del Vasari
Con Giorgio Vasari nasce un linguaggio allegorico per immagini e invenzioni visive fantastiche presenti nei dipinti, che furono apprezzati non solo dal Medici ma anche da alcuni pontefici – in particolare da Pio IV e Pio V – e dal cardinale Alessandro Farnese che lo incoraggiò a scrivere le ‘Vite’. In questa sezione saranno presenti anche il Sonno e l’Allegoria dell’Oblio provenienti dal Metropolitan Museum di New York.
Le pale d’altare
Il linguaggio allegorico universale è applicato anche alle pale d’altare, alcune delle quali esposte in mostra per la prima volta, come la Sacra Famiglia e la Crocifissione di due collezioni private. Nella splendida cornice di Sant’Ignazio, a cinque minuti a piedi dalla Galleria, quattro tra le più grandiose pale dipinte da Giorgio Vasari tra il 1545 e il 1569, ricche di figure dettagli e colori brillantissimi, come l’Immacolata Concezione e l’Adorazione dei Magi (opera proveniente da Bosco Marengo, AL).
L’importanza del disegno
Vasari celebra nelle ‘Vite’ l’importanza del disegno come pratica conoscitiva ma anche come ideazione e progettazione alla base di ogni opera. Moltissimi i disegni esposti, provenienti da Torino, da Vienna, da Roma, dagli Uffizi e dal Louvre, tra i quali gli schizzi e i cartonetti preparatori per il Giudizio Universale della Cupola di Santa Maria del Fiore, completata poi da Federico Zuccari.
Lorenzo Cinatti: “Arezzo è pronta per i grandi eventi”
Il direttore della Fondazione Guido Monaco, Lorenzo Cinatti, ha commentato. “Il successo della mostra dedicata a Giorgio Vasari dimostra che Arezzo è pronta per i grandi eventi, visto che organizzando l’esposizione con le proprie forze ha maturato un’esperienza culturale che sarà utile per i prossimi grandi eventi. Oggi in un momento tradizionalmente poco mosso come gennaio la mostra è esaurita come accessi. Questo dimostra anche il buon lavoro e l’importanza della sinergia tra le fondazioni Guido d’Arezzo e Arezzo In Tour. Ottima la convivenza con Arezzo Città del Natale”.
Il Corridoio a Firenze
Il Corridoio a Firenze è stato chiuso nel 2016 per permettere l’adeguamento alle norme di sicurezza. Ora è stato restaurato e di nuovo accessibile da dicembre 2024. Lungo circa 750 metri, è stato realizzato da Giorgio Vasari nel 1565: i regnanti lo usavano per raggiungere Palazzo Vecchio dalla loro reggia di Pitti indisturbati e senza correre rischi per la loro incolumità







