Guercino e l’era dei Ludovisi a Roma. Chiude la grande esposizione alle Scuderie del Quirinale

da | 22 Gen 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

E’ aperta alle Scuderie del Quirinale ancora per pochi giorni, fino al prossino 26 gennaio, la mostra dedicata a Guercino e all’era Ludovisi a Roma. Una grande esposizione, con un allestimento di notevole impatto spettacolare, degna della tradizione delle Scuderie che hanno sempre ospitato mostre di altissimo pregio storico-artistico, in ragione del ruolo guida che hanno assunto fin dall’inizio nel settore espositivo italiano e internazionale.
E’ il caso della mostra curata da Raffaella Morselli e Caterina Volpi sul grande emiliano del 600, ammirato da Velazquez, chiamato a Roma da Alessandro Ludovisi nel maggio del 1621, appena eletto Papa con il nome di Gregorio XV. Sia il pontefice, sia il potente nipote, cardinale Ludovico Ludovisi, affidano a lui le opere più emblematiche del pontificato. Come la decorazione di una parte della Villa Pinciana (il Casino dell’Aurora) e la commovente pala d‘altare che raffigura il seppellimento di Santa Petronilla che da il via (attraverso un fac – simile a dimensione naturale) alla mostra che si caratterizza per uno scenografico allestimento.

Le opere esposte

Un caleidoscopio di capolavori distribuiti nelle dieci sale delle Scuderie del Quirinale, tra dipinti, sculture, disegni, stampe e altri manufatti di pregio, a firma di maestri assoluti come Guido Reni, Domenichino, Lanfranco, Bernini, van Dyck, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, Paul Brill, Francesco Duquesnoy (rappresentanti il primo Seicento e l’epoca Ludovisi), ma anche Dosso Dossi, Paris Bordon, Jacopo Bassano.

Nell’autoritratto che apre il percorso Guercino si presenta in modo semplice non nascondendo il suo handicap, accanto in bronzo il ritratto del pontefice, Papa Ludovisi, Gregorio XV, autore il giovane Gian Lorenzo Bernini. Ed è tutto un susseguirsi di opere di grandissimo pregio, fra dipinti, sculture, proiezioni e dipinti di Ludovico Carracci e Annibale Carracci. Fra i pezzi più strepitosi di Guercino vi è certamente la decorazione del Casino dell’Aurora (che si potrà visitare), acquistato insieme alla vigna circostante da Ludovico Ludovisi nel 1621 dal Cardinale Francesco Maria del Monte, cui si aggiunse pochi mesi dopo l’acquisto della Vigna Orsini. Uno dei capolavori assoluti di Guercino che prelude all’avvento della nuova età dell’oro dei Ludovisi.

In mostra “Marte”, l’Ares Ludovisi acquistato da Ludovico Ludovisi poco dopo il rinvenimento nell’area di Palazzo Santa Croce che venne restaurato da Bernini. L’opera ispirerà bronzisti come Giovan Francesco Susini, Pietro da Cortona, Velasquez. A seguire dipinti, sculture, video installazioni, monumentali pale d’altare. E ancora Dosso Dossi, il Padovanino, Paris Bordon, lo Scarsellino, Poussin, François Duquesnoy, Filippo Napoletano. Nei soli ventisei mesi che Guercino trascorse a Roma la sua fama si propagò subito negli ambienti aristocratici che fecero a gara per avere le sue opere. La raccolta Ludovisi dettò con le sue scelte il nuovo gusto del tempo e quindi le nuove tendenze della committenza e del mercato.

Scuderie del Quirinale Via Ventiquattro Maggio 16
Orario : tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00

 

Le Scuderie del Quirinale

L’edificio delle Scuderie papali del Quirinale fu costruito in un decennio fra il 1722 e il 1732. Il primo progetto di Alessandro Specchi (dal 1722 al 1732), fu realizzato su commissione di Papa Innocenzo XIII. Sostituiva quello precedente di Carlo Fontana dell’inizio del XVIII secolo. Morto Innocenzo XIII, il nuovo Papa, Clemente XII nel 1730 affidò a Ferdinando Fuga il compito di completare l’opera, che ha mantenuto le sue funzioni: rimessaggio di carrozze, autorimessa e negli anni ‘80 museo delle carrozze. Quindi dal’97 al ’99 l’intervento di restauro (circa 1500 metri quadrati) progettato dall’architetto Gae Aulenti in tempo per il Giubileo del 2000.
La nuova storia delle Scuderie ha inizio nel 1999, quando dopo due anni e mezzo di lavori, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, s’inaugura la nuova sede con una mostra che ha segnato un’epoca: “I cento capolavori dell’Ermitage”. Non si trattava solo di una rassegna di grandi maestri, ma anche di un documento della storia del gusto e del collezionismo del primo Novecento. Per la prima volta dalle sale di San Pietroburgo usciva una così ampia selezione delle celebri collezioni russe: Degas, Cézanne, Gauguin, Picasso…Che rimasero a Roma fino a giugno 2000.
La scommessa di trasformare una costruzione nata per ospitare le carrozze in un edificio per grandi mostre era stata vinta. Iniziava allora la stagione delle Scuderie con una serie di esposizioni di altissimo livello….Augusto, Ovidio, Raffaello, Inferno, L’arte salvata, Favoloso Calvino, Napoli 800… In 25 anni di attività qualcosa come 59 mostre per un totale di otto milioni di ingressi. I migliori risultati, quanto a biglietti venduti, sono stati raggiunti con le mostre di Antonello da Messina (2003), Caravaggio (2010), Vermeer (2012), Frida Kahlo (2014) e Raffaello (2020) che con 164.000 ticket venduti in pieno Covid ha dimostrato un potenziale stimato da record assoluto. L’ultima mostra in corso, nei prini 60 giorni, ha venduto 55.000 biglietti.
Col passare degli anni il numero dei visitatori è cresciuto ed è mutata un po’ anche la tipologia. Se storicamente il museo ha potuto contare su un pubblico di adulti over 45 con livello di istruzione medio alto, più numerosi gli abitanti del Lazio e delle regioni limitrofe, leggermente maggiore il numero delle donne, col passare degli anni si sono aggiunti gli under 30 per lo più studenti universitari o alle prese con le prime esperienze lavorative o di ricerca. Un pubblico vivace, che si informa, che interagisce usando tutti gli strumenti a disposizione. E che fa ben sperare per il futuro.