Marmi del Partenone, Grecia e British Museum vicini a un accordo

da | 18 Gen 2025 | Archeologia, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Secondo il quotidiano greco “Kathimerini”, la Grecia e il British Museum sono vicini a un accordo per la riunificazione dei Marmi del Partenone. L’esito potrebbe arrivare già quest’anno.

I Marmi del Partenone sono sculture costituite da varie decorazioni architettoniche in marmo, realizzate tra il 447 a.C. e il 432 a.C. Riuniscono un fregio che raffigura il corteo della festa panatenaica (la commemorazione in onore della dea Atena), una serie di metope – pannelli scolpiti in rilievo – raffiguranti la battaglia tra Centauri e Lapiti durante la festa nuziale di Peirithoos; e figure di dei ed eroi leggendari dai frontoni del tempio. Il British Museum ospita 15 metope, 17 figure frontonali e 75 metri del fregio originale, quasi la metà. Già da svariati anni Atene faceva richiesta di ottenere indietro le celebri sculture greche dei Marmi del Partenone. Alcune trattative rimaste riservate avevano portato avanti nel tempo progressi significativi, anche se un accordo formale non è ancora stato siglato. Dopo varie Raccomandazioni, nel 2021, la Commissione Intergovernativa dell’Unesco per la Promozione della Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d’Origine (ICPRCP), che si è tenuta tra il 27 e il 29 settembre, ha adottato una Decisione la 22.COM 17 per sostenere l’avvio del dialogo tra i due paesi. Di queste trattative le discussioni principali vertono sulla sistemazione permanente delle sculture e, da come si legge sul quotidiano greco “Kathimerini”, prevedono che non tutti i pezzi rimossi da Lord Elgin ritorneranno, ma solo quelli “essenziali a ricompletare la narrazione artistica e storica del Partenone”, come i frammenti del fregio, dei frontoni e delle metope, mentre pezzi come la Cariatide dell’Eretteo rimarranno probabilmente in Gran Bretagna. Le discussioni tra il Governo greco e il British Museum sono incentrate sul superamento di ostacoli normativi (una legge britannica del 1963 proibisce la rimozione permanente di artefatti dalle collezioni nazionali) ma anche logistici, per determinare il metodo di trasferimento degli artefatti.

La storia dei Marmi

La questione tra Grecia e Regno Unito va avanti da anni in quanto entrambe le parti rivendicano la proprietà dei marmi del Partenone. Agli inizi dell’Ottocento, l’Impero Ottomano era l’autorità governativa ad Atene. Thomas Bruce, meglio noto come Lord Elgin, era l’ambasciatore britannico presso l’impero Ottomano dal 1801 al 1805. A quel tempo, chiese alle autorità di poter misurare e rimuovere le sculture. Qui sta il primo nodo della controversia. Da una parte il British Museum sostiene che lord Elgin tra il 1801 e il 1805 ottenne un permesso firmato dal Sultano per rimuovere alcune sculture del Partenone, dall’altra la Grecia sostiene che non ci sarebbero testimonianze concrete di quell’accordo e che comunque il Partenone dovrebbe essere riunito. Fatto sta che la collezione fu trasportata in Gran Bretagna. Nel 1816 le azioni di Lord Elgin furono ritenute legali e in seguito sono entrate nella collezione del British Museum con un atto del Parlamento. Nel 1816 il governo britannico le acquistò da lord Elgin secondo le leggi dell’epoca e già nel 1832, divenuta indipendente, la Grecia, chiese immediatamente al governo inglese di restituire le statue e i fregi. Questa si può considerare la prima petizione ufficiale per la restituzione dei marmi del Partenone, risalente al 1833.

Gli avvicinamenti ad un accordo si sono susseguiti anno dopo anno, specialmente nei decenni più recenti. La ministra della Cultura greca, Lina Mendoni, in un’intervista al ‘The Guardian’ del 27 dicembre 2023, si era dichiarata pronta a prestare importanti reperti archeologici a rotazione in cambio della restituzione dei noti capolavori. Aveva dichiarato di essere disponibile alla concessione di prestiti di importanti reperti a rotazione per “riempire il vuoto” che sarebbe potuto rimanere al British Museum, qualora l’istituzione scegliesse di restituire i marmi del Partenone, in modo da riunire i preziosi capolavori ad Atene. Il requisito imprescindibile è però che, secondo la sua visione vicina ovviamente alle posizioni greche, il Partenone, monumento noto in tutto il mondo e patrimonio dell’Umanità, si ritrovi in tutta la sua integrità ad Atene, nel luogo dove è stato realizzato. Non sono mancati di certo inciampi e rallentamenti in questo processo di accordo diplomatico, ad esempio nel 2023 il Regno Unito aveva annullato un incontro previsto sulla questione, tra il primo ministro britannico Rishi Sunak e il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis. Nonostante questo, però, l’ incidente diplomatico non ha impedito il proseguire le trattative nel loro insieme. Si vedrà nei prossimi mesi se avrà luogo una definitiva sistemazione di questo patrimonio mondiale di estrema preziosità.