Pubblicato il bando per il Raddoppio del Museo del Novecento di Milano

da | 14 Gen 2025 | Arte e Cultura, Bandi e finanziamenti

Il Comune di Milano ha pubblicato il bando per la realizzazione di nuovi lavori al Museo del Novecento. Base d’asta di oltre 16 milioni e mezzo.

Nuovi allestimenti per il Museo del Novecento, noto museo che si affaccia sul Duomo di Milano. Il Comune della città ha pubblicato il bando per la realizzazione dei lavori che permetteranno di collegare con una passerella trasparente lunga 50 metri e sospesa a oltre 19 metri i due edifici gemelli dell’Arengario, quello dove attualmente ha sede il museo e il cosiddetto Arengario 2, che a sua volta verrà completamente riadattato come prevede il progetto vincitore del concorso internazionale ‘Novecentopiùcento’ di cui è capogruppo l’architetto Sonia Calzoni. La base d’asta è di oltre 16 milioni e mezzo (esattamente 16.594.757,59 con oneri per la sicurezza non comprimibili per 569.166,60 euro). Le offerte dovranno arrivare entro il 3 febbraio e l’apertura avverrà il 4 in base all’offerta economica più vantaggiosa e ai criteri inseriti nell’atto di gara. La stima è che ci vorranno due anni per realizzare tutti i lavori per la riconversione e annessione dell’Arengario 2.

Come sarà la nuova versione del Museo

Il fiore all’occhiello di questa nuova versione del Museo sarà la passerella climatizzata trasparente – all’altezza del terzo piano – che collegherà i due edifici del museo del Novecento. La parte inferiore sarà realizzata con una superfice vetrata specchiata leggermente arrotondata in cui si riflette la piazza sottostante, mentre nella parte superiore la passerella sarà completamente trasparente permettendo di ammirare piazza Duomo e l’ingresso della Galleria. Nell’Arengario 2 al piano terra ed ammezzato troveranno posto la caffetteria e un auditorium da 120 posti con affaccio sullo spazio di via Marconi che nelle intenzioni si potrà trasformare in una piazza pubblica, una apertura dello spazio museale alla città. Al primo piano sono previsti una ‘galleria’ di 84 mq con una altezza di oltre sette metri ottenuta eliminando un solaio e un ulteriore spazio di 56 metri quadrati con una altezza di oltre otto metri. Le aree espositive del secondo piano si affacciano sugli spazi del primo piano. Al secondo c’è anche una area sperimentale di 43 metri quadrati accessibile dal montacarichi con porte in cristallo, che potrà essere usato per esposizioni o come deposito. Al terzo piano si trova la sala apicale di 321 metri quadrati con un altezza di oltre 7 metri e grandi finestre ad arco su tre lati e il quarto che dà sulla terrazza che sarà sopra la grande vetrata creata nella parte dell’edificio più bassa, di raccordo con il palazzo Mengoniano. Particolare attenzione sarà riservata all’illuminazione. La sala apicale si trova infatti alla stessa altezza della sala Fontana all’Arengario 1, che ospita Struttura al Neon, grande struttura luminosa progettata da Lucio Fontana per la IX Triennale di Milano, visibile da piazza Duomo attraverso la grande vetrata, in particolare la notte.

La storia del Museo

Il museo è stato inaugurato il 6 dicembre 2010 e ha assimilato le collezioni del precedente Civico Museo d’Arte Contemporanea (CIMAC), collocato al secondo piano di Palazzo Reale e chiuso nel 1998. Si trova all’interno del Palazzo dell’Arengario e dell’adiacente Palazzo Reale di Milano, ed è un’esposizione permanente di opere del 1900. L’obiettivo della sua realizzazione è stato quello di fornire un percorso museale in grado di sfruttare appieno gli spazi offerti dall’Arengario, infatti per fare ciò all’interno è stata inserita una scala a spirale per la salita dei visitatori che conduce all’ultimo piano direttamente dalla fermata della metropolitana Duomo. Il Museo rappresenta un patrimonio prezioso per il nostro Paese. Il 28 ottobre 2022 ventisei opere della collezione Mattioli entrarono a far parte in modo permanente del percorso espositivo del museo, e ad oggi, all’interno sono esposte circa quattrocento opere d’arte di differenti periodi artistici, dal Futurismo alla Metafisica, dal Gruppo Forma 1 alla transavanguardia italiana, ai gruppi di Milano, Roma e Torino e l’arte povera, con autori quali Pellizza da Volpedo, Boccioni, Marini, Modigliani, de Chirico, Sironi, Garau, Fontana, Martini. Sono stati anche già portati avanti dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, effettuati a cura degli architetti Italo Rota, Emanuele Auxilia, Fabio Fornasari e Paolo Montanari, per un costo complessivo di circa 28 milioni di euro: la facciata dell’Arengario ha subito solamente un restauro conservativo, mentre i lavori di rimodernamento hanno interessato l’interno dell’edificio, completamente modificato rispetto alla condizione originale.