“Franco Fontana Retrospective” al Museo dell’Ara Pacis, in mostra oltre 200 opere

da | 21 Dic 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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S’intitola “Franco Fontana Retrospettive” la prima grande mostra monografica dedicata al fotografo modenese aperta al Museo dell’Ara Pacis . Una vita a colori di un artista che ha segnato la storia della fotografia e ha accompagnato l’arte contemporanea.
La mostra di grandi dimensioni, offre una selezione di oltre duecento opere presentate negli ampi spazi immersivi del museo fra installazioni e video in un’alternanza di inquadrature, di prospettive insolite, di immagini astratte e minimaliste, di colori brillanti e arditi contrasti tonali. L’evento, promosso dalla Soprintendenza Capitolina ai Beni Cultura, con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei, Zetema Progetto Cultura, Franco Fontana Studio e molti partner, è curato da Jean – Luc Monterosso, un esperto di fama mondiale, fondatore e direttore della storica Maison Européenne de la Photograpie di Parigi (catalogo Contrasto).

Nato a Modena nel ’33, Franco Fontana comincia a fotografare in modo amatoriale nel 61. Il suo stile si forma in una decina d’anni sotto l’influenza dell’Espressionismo astratto e del Minimalismo, suoi artisti di riferimento Mark Rothko, Barnet Newman e Ed Reinhardt. Dapprima la sua ricerca estetica guarda alla forma e alla espressione astratta del colore, niente più classiche fotografie d’arte in bianco e nero come andava di moda allora, ma spazio al colore. Il colore è il vero protagonista. Così la sua ricerca estetica si focalizza sulla forma e sull’espressione astratta del colore. E il successo arriva subito, già dopo le prime personali a Torino e a Modena. A seguire i suoi scatti sono ospitati nei grandi musei nazionali e internazionali. A corollario le collaborazioni con istituzioni culturali e aziende in un turbinio di incarichi e impegni che ne decretano il successo internazionale. La mostra romana rappresenta una summa della produzione di Fontana coprendo tutta la sua attività artistica fino ad oggi.

Nel ’78 nel volume“Skyline” si fa il punto sulla sull’artista Fontana. Contrasti cromatici e colori vividi definiscono il suo nuovo approccio al paesaggio. Nella prima sezione sono in mostra anche alcuni vintage di paesaggi urbani, di automobili, di strade e un “Nudo” del 1969. E continua con i lavori degli anni Settanta, il sapiente studio sull’ombra. Nel ’79 Ralph Gibson invita i più sensibili fotografi dell’epoca a contribuire al libro “Contact Theory” con un intero rollino in bianco e nero. Fontana sceglie come soggetto il Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR di Ernesto Lapadula, Giovanni Guerrini e Mario Romano, capolavoro dell’architettura razionalista degli anni Trenta, ottenendo immagini strepitose.
E ancora scatti a Parigi, a Tokio, in piscina. E incursioni nel mondo della moda, nella pubblicità, nel privato, nello studio dell’artista e fra i suoi oggetti quotidiani. Naturalmente ci sono tante macchine fotografiche, rare polaroid, polaroid transfer . Un video è dedicato al tema del “colore”. E scatti di paesaggi urbani, come le opere realizzate a Los Angeles nel ’79. “Il paesaggio urbano completa i miei paesaggi naturali. I muri dipinti delle case somigliano a dei campi arati o a dei campi di grano giallo”, dice.

E ancora le opere dedicate alle strade, all’asfalto, alle automobili perché durante i viaggi ama fotografare in movimento. Ed ecco la “Route 66”che negli Stati Uniti collega Chicago a Los Angeles, la strada di Kerouac e la strada verso Santiago de Compostela, ed ecco “El Camino” pubblicato nel 2002 e nel 2003 l’Appia a chiudere la trilogia, la regina viarum che prefigura tutte le strade.
E’ una mostra complessa, che fa il punto sull’intera produzione di Franco Fontana. Da ammirare i paesaggi naturali colti nei diversi periodi dell’anno: neve, mare, sole, cielo, il giallo del grano, il verde delle pianure. Come in “Puglia ‘78”, un’immagine bellissima fra l’azzurro del cielo e il giallo del grano, uno degli scatti più intensi e sentiti dell’artista che confessa: “Quando fotografo un paesaggio è il paesaggio che entra dentro di me, si fa l’autoritratto, così che anch’io diventi un ‘paesaggio’ per esprimermi al meglio”.

Nella grande mostra romana si dà spazio all’eclettismo del fotografo che s’impegna nei generi più diversi: Emergono colori brillanti dai forti contrasti, inquadrature ardite delle architetture, immagini astratte e minimaliste e impiego della diapositiva, della polaroid, del digitale, di tutte le tecniche possibili non cessando mai di sperimentare. “Tra il digitale e la pellicola non trovo nessuna differenza”, precisa l’artista
Con Fontana, uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo, è nato nel 1933, è finita l’era del bianco e nero ed è cominciata quella del colore a tutto campo che dà spazio all’eclettismo di chi ha rivoluzionato la fotografia. “La verità è nel colore” dice Fontana che fotografa paesaggi urbani, ma anche rurali e industriali purchè a dominare sia sempre la geometria del colore.
“Il colore è quello che vedete – dice – non c’è elaborazione”.

Roma Museo dell’Ara Pacis Via di Ripetta 180 Fino al 31agosto 2025

Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30
24 e 31 dicembre 9.30 – 14.00
1° gennaio ore 11 – 20