L’iniziativa per una rete dei Musei dell’Emigrazione italiana per valorizzare il patrimonio di conoscenze che custodiscono è stata presentata il 5 dicembre, a Genova al Congresso internazionale “Diaspore Italiane – Rappresentazione e Questioni di Identità” evento di approfondimento e discussione sul fenomeno dell’emigrazione italiana e le realtà dei musei delle migrazioni. La proposta è stata lanciata nell’ambito del Progetto Italea, il programma di promozione del turismo delle radici, che invita gli italo-discendenti nel mondo a venire a visitare il Paese di origine della propria famiglia, lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e finanziato da NextGenerationEU.
Italea ha costruito una rete sul territorio capillare e dinamica con 20 gruppi regionali e 16 coordinatori. Il sito web italea.com è già stato visitato da oltre un milione e 100 mila persone; 5.000 le richieste di viaggi o ricerche genealogiche, 833 Comuni coinvolti; 19 missioni all’estero in 13 Paesi.
“Siamo a Genova per rafforzare il senso e l’importanza dei musei dell’Emigrazione in Italia. Sono un patrimonio che va valorizzato per conoscere meglio la storia della nostra emigrazione, ancora troppo poco conosciuta”, ha detto Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, intervenendo alla conferenza.
“Il patrimonio custodito dai nostri Musei dell’Emigrazione deve essere condiviso e messo a disposizione dei viaggiatori delle radici che vengono a visitare i luoghi da cui sono partiti i loro antenati”, gli ha fatto eco Giovanni Maria De Vita, responsabile del Progetto Italea per il Ministero degli Affari Esteri, “ma anche dell’opinione pubblica italiana affinché conosca e apprezzi la storia dell’emigrazione e si renda conto del potenziale che offre questa eccezionale risorsa rappresentata dagli 80 milioni di italiani all’estero, che hanno raggiunto tutti i vertici delle società in cui vivono”.
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