Uffizi, inaugurate nuove sale con 25 opere di pittori del Cinquecento

da | 21 Ott 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Agli Uffizi sono state inaugurate nuove sale che accolgono 25 opere di importanti pittori del primo Cinquecento. Tra questi, Andrea del Sarto ed altri artisti attivi a Firenze.

Lo scorso 15 ottobre sono state inaugurate, all’interno delle Gallerie degli Uffizi, tre nuove sale contenenti 25 opere che hanno lo scopo di raccontare l’arte dei pittori attivi a Firenze nel primo ventennio del Cinquecento. Gli Uffizi sono tra i musei italiani più visitati al mondo e custodiscono una collezione di opere di inestimabile valore soprattutto del periodo del Rinascimento italiano, ecco perché, nel caso di questa specifica esposizione, le opere vogliono restituire ai visitatori la creatività e l’ingegno che caratterizzava in capoluogo toscano in quel periodo storico, come preambolo dello sviluppo del manierismo vero e proprio, cioè la fase più matura del Rinascimento. L’inaugurazione si è svolta al secondo piano della Galleria degli Uffizi e le opere si trovano alla fine del terzo corridoio e prevedono il susseguirsi di una narrazione storico-pittorica a livello cronologico. Tra i pittori più importanti, Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo. Il primo fu maestro dell’intera prima generazione di “eccentrici”, pur mantenendo un gusto garbato e una peculiare perfezione formale, tanto che Giorgio Vasari lo definiva “il pittore senza errori”. Il secondo, con la sua profonda spiritualità e classicità delle composizioni, aveva fatto da apripista al giovane Raffaello Sanzio, pertanto la sua è una figura di passaggio tra la cultura fiorentina del tardo Quattrocento, rappresentata dai fratelli Ghirlandaio, da Piero di Cosimo, da Botticelli e da Perugino, e le proposte delle giovani e brillanti genialità di Michelangelo e Raffaello.

Le nuove sale inaugurate

Tutte le sale ripercorrono aspetti peculiari dell’arte cinquecentesca, specialmente influenzata dall’attività artistica che si svolgeva a Firenze. La prima sala ospita ‘La Visione di San Bernardo’ di Fra’ Bartolomeo, posta in dialogo con la ‘Visitazione’ di Mariotto Albertinelli (1503), con cui aveva condiviso la bottega per svariati anni prima di prendere i voti. La stanza successiva è dedicata interamente ad Andrea del Sarto, dove l’attenzione è focalizzata sull’opera principale dell’autore, ovvero la ‘Madonna delle Arpie’ (1517), collocata lungo la parete di fondo. Una novità è poi rappresentata dalla “ricongiunzione” di quattro pannelli che facevano parte della Camera Borgherini, ciclo di pitture ideate per decorare arredi e pareti di una stanza da letto matrimoniale nel palazzo della famiglia Borgherini, a cui lavorarono, tra gli altri, lo stesso Andrea del Sarto, Pontormo, Francesco Granacci ed altri. La stanza comprendeva letto, spalliere, seggiole, cassoni e quindici tavole di diverse dimensioni, oggi suddivise tra National Gallery di Londra, Galleria Borghese di Roma, Galleria degli Uffizi e Galleria Palatina. Infine l’ultimo ambiente, alla fine del terzo corridoio, contiene i lavori di Franciabigio, grande amico di Andrea del Sarto, tra cui spicca la Pala di San Giobbe (1516), proveniente dalla cappella della Compagnia di San Giobbe presso la Santissima Annunziata. Presenti anche i lavori di Alonso Berruguete, uno dei pittori spagnoli che ha vissuto in Italia per studiare Michelangelo e Raffaello, del senese Domenico Beccafumi, tra i fondatori del manierismo, e del fiorentino Domenico Puligo, allievo del Ghirlandaio.

Queste le parole del direttore degli Uffizi, Simone Verde: “Queste tre nuove sale permettono di contestualizzare le sale Leonardo, Michelangelo e Raffaello al secondo piano della Galleria, ricostruendo la ricchezza e la vivacità della pittura fiorentina del primo ventennio del ‘500, per mostrare plasticamente quanto l’eccelso esempio di Leonardo da Vinci, Buonarroti e Sanzio abbia ispirato e guidato nel loro esercizio creativo e stilistico gli artisti toscani agli albori del XVI secolo. Vogliamo che questo museo si possa sfogliare come fosse un manuale di Storia dell’arte”. Riguardo alla disposizione delle sale, così si è espressa la curatrice dell’esposizione “Pittura del ‘500”, Anna Bisceglia: “Abbiamo inteso restituire in un solo colpo d’occhio e in una sequenza organica, quale ricchezza numerica e qualitativa Firenze seppe esprimere attraverso i molti artisti che si mossero in quel ventennio così straordinario sul fronte artistico”.