Capri, inaugurato il nuovo Museo archeologico

da | 30 Lug 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni, Mostre ed Eventi

Ad aprire il museo è il nuovo allestimento ‘L’isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio’

Inaugurato venerdì 26 luglio negli spazi del Quarto del Priore della Certosa di San Giacomo, a Capri, il nuovo Museo archeologico. Ad aprire il museo è il nuovo allestimento ‘L’isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio’. Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Spinta decisiva a proporre ai visitatori un’offerta culturale degna dell’eccellenza di quella turistica di Capri”.

Le personalità all’inaugurazione

All’inaugurazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – che è anche curatore del progetto insieme a Carmela Capaldi dell’Università di Napoli Federico II – e la delegata alla Direzione regionale Musei Campania, Luana Toniolo, RUP dell’intervento.

Capri all’epoca degli imperatori Augusto e Tiberio

Il museo racconta la storia dell’isola di Capri all’epoca degli imperatori Augusto e Tiberio. Sono otto sale, 120 oggetti e opere d’arte, tra pregiate sculture in marmo, affreschi, ricco vasellame da mensa in ceramica e argento, elementi architettonici.

I reperti in esposizione

I reperti rinvenuti a Capri sono il cuore dell’esposizione. Questi reperti erano conservati nei depositi della Certosa e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ora invece sono riuniti e fruibili. Inoltre, sono presenti numerosi oggetti provenienti per lo più dall’area campana e finora custoditi nei depositi del Parco archeologico dei Campi Flegrei, del Parco archeologico di Paestum e Velia, del Parco archeologico di Ostia Antica. Oggetti che sono stati recuperati da recenti sequestri condotti dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Fra questi spiccano tre coppe in argento rientrate dagli Stati Uniti e un affresco proveniente dall’area vesuviana che riproduce un tempio.

Schermo touchscreen per esplorare le ville imperiali

Il nuovo Museo archeologico di Capri è dotato di vari supporti multimediali. Da segnalare, uno schermo touchscreen che accompagna i visitatori in un autentico viaggio che unisce passato e presente. Grazie a un modello tridimensionale di Capri, lo schermo permette di esplorare le dodici ville imperiali menzionate dalle fonti antiche; i visitatori possono ripercorrere la storia, lo scavo e anche la fortuna nelle arti.

Il mare come protagonista

L’allestimento del museo sottolinea il ruolo del mare, che è visibile da ogni sala del museo fino a diventare un elemento che con la linea dell’orizzonte definisce l’esposizione dei reperti. La palette cromatica dell’allestimento è ripresa dal quadro di K.W. Diefenbach esposto nella prima sala, che ritrae lo scoglio delle Sirene e che ripropone anche all’interno il mare. Il dialogo tra l’interno del museo e la natura esterna è costante. Anche gli spazi dedicati all’otium dell’imperatore si aprono sui giardini del Quarto del Priore, facendo entrare nel museo un altro elemento fondamentale delle residenze imperiali, quello della natura di horti e viridaria.

Il percorso del nuovo Museo archeologico di Capri

Il percorso del museo inizia con una prima sala dedicata alla natura selvaggia di Capri, evocata da un quadro di K.W. Diefenbach, mentre una proiezione sulla volta richiama la natura odierna. Raccontare la vita dei Cesari a Capri è anche un modo per cogliere lo spirito di un luogo sospeso tra mare e cielo, quasi magico.

La seconda sala racconta la battaglia di Azio, a seguito della quale Augusto nel 31 a.C. fondò un nuovo sistema politico. La testimonianza di Strabone dell’avvio con Augusto di un’intensa attività edilizia fa pensare che l’isola ospitasse a quel tempo più di una residenza imperiale, che il principe ornò di oggetti rari e antichità. È possibile, quindi, che già ad Augusto appartenessero le dodici ville di Tiberio menzionate da Tacito negli Annali. Sicuramente all’età augustea risalgono la villa in località Palazzo a Mare-Bagni di Tiberio e quella di Damecuta.

La terza sala mostra la raffinatezza delle residenze imperiali, come dimostrano gli oggetti di uso quotidiano e gli arredi delle residenze di Capri, mentre la sala quattro racconta un banchetto che – secondo le fonti – Augusto offrì a Capri, l’isola che amò per la bellezza del paesaggio e per l’atmosfera serena che favoriva la meditazione.

La quinta sala racconta la domus Augusta: nel sistema politico creato da Augusto i legami familiari e la gestione del patrimonio personale del principe si saldano al funzionamento della macchina istituzionale e alla gestione del patrimonio dello Stato. Una galleria di ritratti permette di conoscere i membri della famiglia giulio-claudia e un grande albero genealogico di cogliere i complessi legami familiari tra loro.

La sala sei racconta il vivere in villa, tra il mare e i giardini, mentre la settima sala  racconta l’isola di Tiberio, che ospitò filosofi, matematici e astrologi. La tradizione tramandata dagli storici – Tacito, Svetonio e Cassio Dione – si basa in buona parte sull’aneddotica della Capri di Tiberio, fiorita probabilmente nello stesso entourage del principe. Tiberio fu uomo colto e raffinato, collezionista di opere d’arte, fine intellettuale che amò circondarsi di scienziati ed eruditi. Il racconto si conclude con la Grotta Azzurra, lo straordinario scrigno naturale trasformato in età tiberiana tramite la regolarizzazione delle sponde rocciose in un suggestivo ninfeo, dove a pelo dell’acqua emergeva il gruppo marmoreo di Nettuno e Tritoni, qui riproposto nella sua completezza anche con una statua di fanciulla vestita di peplo. Giochi di luce e un raffinato commento sonoro portano il visitatore dentro la grotta.

Sangiuliano: “Spinta a proporre ai visitatori un’offerta culturale degna dell’eccellenza di quella turistica di Capri”

Commenta il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Il nuovo allestimento museale ‘L’Isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio’ apre idealmente una nuova stagione per gli istituti culturali della perla del Mediterraneo. Il nuovo museo archeologico alla Certosa di San Giacomo, che racconta la storia dell’isola nel momento del suo apogeo con 120 reperti rinvenuti in diversi scavi e finora conservati in numerosi depositi nel territorio campano, andrà infatti a impreziosire insieme a Villa Jovis il nuovo istituto ‘Musei e parchi archeologici di Capri’, da me fortemente voluto tra i nuovi 17 musei autonomi. Una spinta decisiva a proporre ai visitatori un’offerta culturale degna dell’eccellenza di quella turistica di Capri, riconosciuta a livello globale”.

Osanna: “Capri è protagonista di un ampio programma di valorizzazione del patrimonio culturale”

Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, aggiunge: “Capri è protagonista di un ampio programma di valorizzazione del patrimonio culturale, che il Ministero ha intrapreso con l’istituzione del museo autonomo, con il riallestimento, in corso, della collezione Diefenbach e con l’apertura di un museo archeologico interamente dedicato all’isola in epoca giulio-claudia, momento fondamentale in cui Augusto acquisì Capri come proprietà imperiale e il suo successore Tiberio vi si stabilì, portandovi l’Amministrazione e la corte. Per questo suo ruolo centrale nell’ambito della romanità, l’isola aspettava e meritava questo museo che, a buon diritto, si inserisce nel Sistema museale nazionale, e che è stato reso possibile dalla fattiva collaborazione, oltre che di tutte le istituzioni ministeriali coinvolte, anche delle amministrazioni di Capri e Anacapri. Oltre ai reperti rinvenuti nel territorio isolano, si restituiscono alla pubblica fruizione anche altri oggetti, utili a completare il racconto museale, fino a oggi conservati nei depositi di altri musei o provenienti da recuperi condotti dai Carabinieri: sono testimonianze storico-archeologiche di quei decenni che portarono Capri al centro dell’Impero romano”.

La Certosa

La Certosa di San Giacomo fu edificata tra il 1371 e il 1374 dal conte Giacomo Arcucci, segretario di Giovanna I d’Angiò. Nel XVI secolo subì gravi danni durante le incursioni dei pirati turchi, che la incendiarono e saccheggiarono. Ristrutturata e ampliata, nel 1808, espulsi i certosini, divenne ospizio e poi carcere. Nel 1921, l’allora sindaco Edwin Cerio promosse la realizzazione di un orto botanico nelle aree verdi, per preservare la flora locale. Quando ai primi del Novecento Capri divenne metà preferita di intellettuali e artisti, particolarmente amata dai futuristi, la Certosa di San Giacomo fu scelta come sede di incontri, mostre ed esposizioni d’arte.