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Stele di Rosetta: l’Egitto chiede la restituzione al British Museum

da | 16 Giu 2024 | Arte e Cultura

Una petizione di Zahi Hawass, il più famoso egittologo vivente, chiede al British Museum la restituzione della Stele di Rosetta. Durante una conferenza tenuta al Cairo alla presenza di numerosi ambasciatori e del capo della delegazione europea, Christian Berger, lo studioso ha annunciato che la sua richiesta di recupero della Stele ha già ottenuto 300mila firme, con l’obiettivo di arrivare a un milione.

La stele di Rosetta

L’inestimabile reperto risalente al 196 d.C. e scoperto casualmente nel 1799, riporta un’iscrizione tradotta in tre grafie, geroglifici, demotico e greco antico e ha permesso di decifrare gli scritti più arcaici del mondo allora conosciuti. Il Cairo ne ha chiesto più volte la restituzione poiché crede che si tratti di un “saccheggio”, anche se secondo il Regno Unito il possesso della Stele è legittimo e regolare.

Dall’Egitto al British Museum

Il ritrovamento del reperto risale alla Campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte. Si pensa che il Capitano Francese Pierre-François Bouchard ha trovato il manufatto nel 1799 e nel 1801, con la vittoria degli Inglesi, la Stele è diventata bottino di guerra. Il British Museum ha annunciato che il Governo Egiziano non ha mai fatto nessuna richiesta ufficiale di restituzione della Stele di Rosetta e ha affermato che il trattato del 1801, firmato anche da un rappresentante del Sultano Ottomano, che all’epoca governava l’Egitto, affermava il benestare dell’Egitto stesso.

“Gran parte del patrimonio culturale egiziano da recuperare”

Così sono nate fondazioni come quella di Hawass, anche ex ministro delle Antichità, con lo scopo di far convergere risorse finanziarie sul recupero e la conservazione del patrimonio culturale egiziano, tuttora in gran parte da scoprire da recuperare. “Non interverremo nel lavoro quotidiano nel settore dell’antiquariato – ha detto l’egittologo, ma collaboreremo con numerose istituzioni. Aiuteremo il Consiglio Supremo delle Antichità, insegneremo i geroglifici nelle scuole. È importante valorizzare e diffondere in Egitto la storia faraonica, e sarà l’unico periodo storico di cui la Fondazione si occuperà in vario modo”.

Le altre petizioni per la Stele di Rosetta

Ma non finisce qui, 2500 archeologi inglesi hanno firmato una petizione chiedendo al museo londinese di “restituire la Stele di Rosetta al suo legittimo proprietario. La sua confisca, tra gli altri manufatti, è un atto di invasione della proprietà e dell’identità culturale egiziana ed è un risultato diretto della violenza coloniale contro il patrimonio culturale dell’Egitto”. A rafforzare le richieste di restituzione della Stele, si inserisce anche la  petizione online di Monica Hanna, decano dell’“Accademia araba per la scienza, la tecnologia e i trasporti marittimi” firmata già da migliaia di persone.

Sicuramente la storia non può essere cambiata ma può essere corretta e sebbene il governo politico, militare e governativo dell’Impero britannico si sia ritirato dall’Egitto anni fa, il caso della Stele di Rosetta ci fa intendere che la colonizzazione culturale non è ancora finita.

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