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“Sette secoli di arte italiana”, Raffaello e Canaletto alla mostra per il G7 a Mesagne

da | 10 Giu 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi, Soft Power italico

Al via la mostra per il G7 “Sette secoli di arte italiana”: Raffaello e Alberto Burri arrivano al Castello di Mesagne il 13 giugno. 51 le opere in esposizione.

L’evento è organizzato da Puglia Walking Art e dalla Rete di impresa Puglia Micexperience, con il patrocinio di Regione Puglia e Comune di Mesagne, Camera di Commercio di Taranto-Brindisi e Aeroporti di Puglia e la mostra, collaterale al G7 che si terrà a Borgo Egnazia dal 13 al 15 giugno, si chiuderà il 30 novembre. Le opere che arrivano per l’evento espositivo sono “Il miracolo degli impiccati” (olio su tavola 36,5 x 62,5) di Raffaello, custodito nel Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa, e “Nero bianco nero 1955” di Alberto Burri (Cerniera lampo, tessuti, plastiche, olio e bianco di zinco su tela di iuta; cm 150 x 250 x 3,5), proveniente dalla Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma. Sotto la guida scientifica del prof. Pierluigi Carofano, che ha già curato l’esposizione su «Caravaggio e il suo tempo» realizzata lo scorso anno da Micexperience, sempre nel castello mesagnese, con considerevoli consensi di pubblico e di addetti ai lavori, la mostra sarà articolata in sette sezioni, che faranno cogliere il momento iniziale della storia dell’arte italiana e «il primo Rinascimento», quindi «il pieno Rinascimento, verso la “maniera moderna”» ed ancora «il Naturalismo caravaggesco» ed «Esempi di Neoclassicismo», nonché il «Romanticismo e la pittura di storia» ed in conclusione esempi di «Liberty, Futurismo, Informale e Concettuale». La mostra proporrà ai visitatori un viaggio nella storia dell’arte italiana fra arte medievale ed espressioni artistiche contemporanee emerse in Italia dal XIV al XX secolo.

Canaletto e le altre opere già presenti

In totale saranno 51 le opere in esposizione e sono attese a breve a Mesagne le opere di artisti del sud Italia come Mattia Preti e Salvator Rosa, dei pugliesi Francesco Fracanzano, Corrado Giaquinto e Giuseppe De Nittis, dei contemporanei Pino Pascali e Roberto Ferri, il 46enne artista di Taranto. A proposito di Ferri, una sua opera sarà all’inizio del percorso espositivo assieme ad una scultura di un allievo di Nicola Pisano, offrendo al visitatore i limiti cronologici della mostra mesagnese, che si candida ad essere l’evento culturale cardine del 2024 in Terra pugliese. A guidare idealmente il gruppo, senza nulla togliere al valore delle altre opere, c’è il “pittore dei britannici”, Giovanni Antonio Canal, noto a tutti come “il Canaletto” (1697-1768), del quale si presenta al pubblico per la prima volta l‘Ingresso del Canal Grande con la veduta della chiesa della Salute» (olio su tela, cm 108×130), un particolare del quale è stato scelto dall’organizzazione della mostra per promuovere l’evento. Presente “La Madonna dei fusi” (olio su tavola riportato su tela, cm 73×60) della Bottega di Leonardo e il capolavoro di Salvator Rosa (1615-1673) “Mario davanti alle rovine di Cartagine”, che in passato è stato scelto come copertina della prestigiosa rivista inglese di storia dell’arte, “The Burlington Magazine” (olio su tela, cm 192×135). Dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo arriva la tavola dipinta a tempera di Lorenzo Lotto (1480-1556/7), raffigurante San Girolamo penitente (cm 85×104,5), mentre da una collezione privata giunge il precaravaggesco Mangiafagioli (olio su tela, cm 106×90) di Vincenzo Campi (1536-1591 e, da Palazzo Chigi di Ariccia, Museo del Barocco, una delle più belle opere di Mattia Preti (1613-1699), Campaspe (olio su tela cm 180×133).

Queste le parole di Pierangelo Argentieri, presidente di Puglia Walking Art: “Attendiamo Luca Signorelli e Andrea del Verrocchio, Tiziano e Ludovico Carracci, mai esposto; Leonardo e Artemisia (Gentileschi, n.d.r.) e Guido Reni. Si tratta di una mostra che abbiamo costruito secondo un percorso nuovo, fino a farne la più grande mostra d’arte, probabilmente da Napoli, che sia stata mai ideata, progettata e organizzata nel Sud Italia ed in Puglia, in particolare. Sono convinto che sarà una mostra che cambia completamente gli scenari e che espone tutti alla responsabilità di organizzare eventi, che devono sempre crescere sia nella qualità, sia nel contenuto scientifico”. Queste invece le parole del prof. Pierluigi Carofano, curatore scientifico della mostra, nello specifico sull’opera di Canaletto: “Va dato merito alla magnanimità del proprietario del dipinto di Canaletto, Roberto Parenza Angeli. Solo tre mesi addietro, il 7 marzo scorso, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana, per sua iniziativa è stato presentato il volume su quest’opera inedita della collezione del barone Northwich, riferendo non solo del ritrovamento, ma anche dello studio e del restauro che hanno interessato il dipinto. Ed ora, quel dipinto è qui a Mesagne e sarà collocato in dialogo ideale con il padre del Canaletto, Bernardo Canal. Se quest’opera infatti, per come è stata recentemente studiata, consente “un viaggio affascinante nel contesto storico, culturale e artistico in cui visse e operò il Canaletto”, collocando questo dipinto accanto ad un’opera del padre, non facciamo altro se non allargare gli orizzonti dell’arte moderna, considerandoli in un lasso temporale più ampio e già solo per questo tutto diventa più interessante”.

 

 

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