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Le Terme di Diocleziano chiudono per Bulgari, USB: ‘Musei e monumenti al servizio del profitto di privati’

da | 22 Mag 2024 | Arte e Cultura

Il Museo nega: ‘Nessuna attività commerciale in loco’

Da venerdì, le Terme di Diocleziano sono chiuse al pubblico e lo resteranno fino al 1º giugno. Invasa da casse, vetrate e teche contenenti i gioielli di Bulgari, la sede del Museo Nazionale Romano ospiterà, infatti, uno showroom esclusivo della celebre Maison.

Il malcontento dei dipendenti

Nessuna comunicazione ufficiale dell’evento ma, le diverse perplessità manifestate dai dipendenti del Mic nel corso della definizione dell’organizzazione e degli accordi con Bulgari, hanno spinto il Museo a confermare che per due settimane i visitatori potranno vedere soltanto i tre piani con la sezione sulla scrittura, sulla protostoria dei popoli latini, e gli spazi della certosa, non le terme. “Si informa che le Aule VIII, IX, X, XI e XI bis” cioè la parte antica delle Terme “dal 17 maggio al 1º giugno 2024 saranno chiuse al pubblico. Si applica per questo periodo un biglietto speciale a 6€, invece di 8”, si legge in una nota.
“Sapevamo da mesi che doveva esserci una mostra di Bulgari. Ma non questa fiera su invito”, ha spiegato un operatore a Il Fatto Quotidiano.  Il programma prevedeva inizialmente dieci giorni di fiera e tre cene di gala, ma le preoccupazioni dei dipendenti sarebbero aumentate una volta venuti a conoscenza di altre tre serate, comprese di sfilate, cene e spettacoli che si sarebbero dovute svolgere al ViVe per poi essere annullate all’ultimo minuto dal Ministero della Difesa che non ha ritenuto consono l’uso degli spazi del Vittoriano a fini commerciali.

USB: “ Giù le mani dagli istituti culturali pubblici’

La notizia della chiusura temporanea delle Terme di Diocleziano a favore di Bulgari non ha lasciato indifferenti i sindacati.
L’USB PI ha denunciato l’uso improprio che viene fatto in questi giorni degli spazi del Museo: “Chiediamo come sia possibile che il Dirigente abbia acconsentito all’invasione di un museo da parte di un’attività commerciale che vuole una sede di prestigio quale vetrina per vendere i suoi prodotti di lusso”, si legge sul sito dell’Unione Sindacale di Base .
“Come mai – continua ancora l’USB – un museo statale è considerato servizio essenziale e non può essere chiuso per sciopero, ma può esserlo per soldi e per profitto di un privato? Il tutto a discapito non solo dei turisti e dei visitatori ma anche del personale che si trova ad affrontare un carico di lavoro troppo elevato, vista la situazione ingovernabile che non garantisce la tutela dei beni e la sicurezza dei luoghi. Chiediamo quindi al Ministro, al Direttore Generale Musei e al Direttore del MNR se non sia stato sottovalutato l’impatto dell’evento che sta impedendo al pubblico pagante di visitare più dei 2/3 della struttura, causando inevitabili danni alla stessa”.

La replica del Museo Nazionale Romano

Se dal Ministero fanno sapere che il tutto rientra nell’autonomia dei singoli musei, il Museo Nazionale Romano nega fortemente che si terranno attività commerciali in loco e precisa che i 1.550.000 euro incassati per l’evento saranno utilizzati per “manutenzioni straordinarie indispensabili”.
In realtà il Museo può già contare su 71 milioni del Pnrr anche per le Terme: i cantieri però vanno a rilento.

 

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